Mutui post terremoto. Adusbef: «banche mettono in difficoltà terremotati»

Alessandro Biancardi

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LA PROTESTA. L'AQUILA. La denuncia era partita qualche giorno fa da un cittadino aquilano che si era accorto di dover pagare gli interessi del mutuo relativi al periodo 6 aprile- 31 dicembre.


Oggi scende in difesa dei consumatori anche l'Adusbef che sottolinea che non viene rispettato dalle banche il periodo di sospensione previsto dal "decreto Abruzzo".
Il presidente dell'associazione, Elio Lannutti, che è anche senatore Idv, evidenzia che le banche così non aiutano i terremotati.
«Chi ha un contratto di mutuo con capitale residuo tra 85.000 e 100.000 euro - afferma Lannutti - e che ha avuto la casa distrutta dal terremoto, dovrà mettere in conto pagamenti arretrati di interessi tra 2.400 e 3.000 euro, da corrispondere dall'1 al 15 gennaio 2010, soldi che - dicono le banche - devono essere pagati anche se il mutuo è stato sospeso, poiché il decreto Abruzzo non prevede il titolo gratuito».
«Banche, contesta l'associazione dei consumatori, «che vantano di aver aiutato 'tangibilmente le popolazioni terremotate' con la 'revoca dei fidi' e la 'sospensione delle carte di credito' a cittadini che versano in gravose difficoltà economiche aggravate dalla disgrazia, invece di allungare la vita residua del mutuo mettendo in coda alle rate i 9 mesi arretrati ossia il periodo dal 6 aprile al 31 dicembre, come sarebbe sacrosanto per venire incontro ai terremotati senza perderci nulla visto che gli interessi continueranno a maturare».
L'Adusbef, che nella nota si chiede come faranno a far fronte ai pagamenti i cittadini terremotati, annuncia inoltre di aver inviato una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per chiedere l'interpretazione autentica del decreto Abruzzo, ossia l'obbligo per le banche di allungare la vita residua dei mutui e dei prestiti mettendo in coda i ratei degli interessi maturati.
«Gli interessi andranno pagati anche se il mutuo è stato sospeso - ha confermato qualche giorno fa il direttore della filiale di Ovindoli della Carispaq, Agostino Alonzi - in quanto il decreto non prevede il titolo gratuito. Dovranno quindi essere pagati gli interessi semplici relativi al periodo di sospensione».

15/09/2009 15.28