Berlusconi: «Torta e spumante nel frigo di casa per i terremotati»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6283

L’AQUILA. Quando gli aquilani apriranno la porta della loro nuova casa (quella del progetto C.A.S.E) ci troveranno dentro lenzuola con le loro iniziali e nel frigorifero una torta, lo spumante e un biglietto di auguri con la scritta 'serena vita nella nuova casa'.





L'AQUILA. Quando gli aquilani apriranno la porta della loro nuova casa (quella del progetto C.A.S.E) ci troveranno dentro lenzuola con le loro iniziali e nel frigorifero una torta, lo spumante e un biglietto di auguri con la scritta 'serena vita nella nuova casa'.



Lo ha detto questa mattina il premier Silvio Berlusconi che ha parlato di questi “dettagli” con il primo ministro, Josè Luis Zapatero alla Maddalena.
Una accoglienza calorosa, insomma, per i fortunati che riusciranno a prendere posto in una delle nuove abitazioni costruite in tempi record e che diranno addio alle tende, agli alberghi o alla Caserma di Coppito. Una sistemazione come ammesso solo da pochi giorni non per tutti.
Ai meno fortunati toccherà stare a guardare, per alcuni anche da lontano visto che le sistemazioni proposte sono in qualche caso alberghi non all'Aquila ma a 30 o più chilometri. Sistemazioni che stanno creando disagi a chi invece ha ancora un lavoro nel capoluogo.
«Martedì consegnerò le prime case», ha detto soddisfatto, «entro dicembre tutte le altre, con il verde davanti, il giardino. Sono tutte case bellissime».
Il premier ha anche suggerito di prendere a modello il "sistema" usato dal governo per la ricostruzione in Abruzzo e applicarlo per le opere pubbliche.
Il presidente del Consiglio ha ricordato che per accorciare i tempi della ricostruzione delle case in Abruzzo è stato adottato un sistema di «turni continuativi» suddivisi in turni da otto e dieci ore, in cui gli operai lavorano anche il sabato e la domenica.
«Un sistema - ha aggiunto - che pensiamo di applicare alle opere pubbliche».
Se è vero, infatti, ha sottolineato Berlusconi, che i costi sono superiori perché si devono pagare gli straordinari e i notturni, è anche vero che il tempo è enormemente ridotto: «Si può costruire un'opera in due anni anziché in cinque».
Ovviamente i tempi di realizzazione per il terremoto sono stati ridotti anche per la somma urgenza e le gare di appalto sono state espletate con la formula della chiamata diretta.
Sistema che per ovvie ragioni di opportunità (e leggi) non potrebbe essere messo a regime.
E' tuttavia vero che le opere pubbliche hanno tempi biblici di realizzazione per svariati motivi di ordine spesso burocratico che nulla hanno a che vedere con le ore effettive di lavoro nei cantieri (quando si riesce ad aprirli i cantieri…)
Intanto, il consigliere comunale e presidente della seconda commissione consiliare (Territorio), Francesco Valentini ha chiesto che le zone rosse della città dell'Aquila e dei centri limitrofi vengano rapidamente ridimensionate sino alla loro totale eliminazione.
Oggi alcuni tratti di strade ricomprese nella zona ristretta potrebbero essere agevolmente riaperti al traffico pedonale e veicolare, sostiene il presidente, «in modo da garantire ai cittadini tutti minor disagi rispetto ai tanti che sono costretti quotidianamente ad affrontare».
Valentini ha inviato una nota all'assessore all'Urbanistica del Comune dell'Aquila ed al Dirigente dello stesso settore, affinché si attivino nei confronti del vice Commissario alla ricostruzione – Sergio Basti – allo scopo di aumentare le aree aperte alla transitabilità.
Dopo quelle di Santa Maria di Farfa, Viale Duca degli Abruzzi e così via, «sarebbe infatti opportuno riaprire in tempi brevi», scrive Valentini, anche via Castello, Viale Nizza, P.zza Regina Margherita, Via Garibaldi, Santa Giusta ed altre che non sembrano presentare particolari problemi di sicurezza ma che, nonostante ciò, rimangono interdette.
Il presidente ricorda anche che su alcune di queste aree ci sono numerosi immobili, sia abitativi che commerciali, con classificazione di tipo A e B, i cui proprietari non possono in alcun modo adoperarsi per far fronte ai necessari lavori di ricostruzione.
«Il mantenimento dell'interdizione inibisce la possibilità di rientrare nelle abitazioni o comunque di riaprire le attività commerciali anche a coloro cui potrebbe ragionevolmente essere consentito», chiude Valentini.
Il capogruppo del Partito Socialista al Comune dell'Aquila, Giancarlo Vicini, nel corso della riunione della V Commissione, ha richiesto invece al sindaco di prendere in considerazione il riutilizzo delle unità immobiliari ricomprese negli edifici classificati in fascia “B” e “C”, , per consentire sia il rientro nelle abitazioni, sia la ripresa delle attività produttive.
«Tenuto conto dell'elevato numero degli edifici ricompresi nella fascia “B” e “C”», ha spiegato Vicini, «i provvedimenti di cui sopra potrebbero risultare risolutivi del problema abitativo».
Infine, il consigliere comunale ha richiesto di ridurre al minimo i tempi autorizzativi, per il pronto risanamento delle unità immobiliari classificate “B” e “C”.
Va avanti senza sosta anche l'inchiesta della magistratura che entro fine mese dovrebbe portare i primi risultati. «Sono 120 i procedimenti aperti», ha ricordato questa mattina il procuratore capo, Alfredo Rossini, «e questa inchiesta rimarrà nella storia della giurisprudenza. Stiamo lavorando senza sosta per fare le cose al meglio e per arrivare al processo con delle certezze».



10/09/2009 14.34