Dalle macerie del terremoto rispunta la metropolitana leggera

Alessandro Biancardi

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 L’AQUILA. Dalle macerie del terremoto riemerge anche il famoso quanto contestato progetto della metropolitana. Uno degli argomenti che teneva più banco in città fino allo scorso 6 aprile è destinato a tornare a galla. * IDV:«URGENTE SNELLIMENTO DELLA VIABILITA’»




 L'AQUILA. Dalle macerie del terremoto riemerge anche il famoso quanto contestato progetto della metropolitana. Uno degli argomenti che teneva più banco in città fino allo scorso 6 aprile è destinato a tornare a galla.


* IDV:«URGENTE SNELLIMENTO DELLA VIABILITA'»



Qualcuno forse aveva pensato che non se ne sarebbe più parlato, che il progetto della metropolitana fosse definitivamente accantonato dopo il sisma che ha distrutto la città.
Tante le polemiche negli anni scorsi per un progetto amato e odiato (soprattutto dai commercianti del centro) e che tra lungaggini burocratiche e contestazioni non ha mai visto la luce.
Un'opera da 33 milioni di euro e lavori cominciati nel 2003 e mai un treno visto circolare per la zona.
Il percorso iniziale doveva essere di 5 chilometri e 700 metri predisposto per un treno con sette vagoni (ciascuno per 157 passeggeri) dall'ospedale regionale di Coppito fino alla centralissima piazza Palazzo, passando proprio per via Roma.
Del caso si era occupata anche la trasmissione televisiva Striscia La Notizia che aveva raccolto le testimonianze dei residenti del centro che lamentavano i fortissimi movimenti sussultori del terreno in fase di lavorazione.
Ieri ha ritirato fuori l'argomento la presidente della Provincia Stefania Pezzopane che ne ha parlato anche con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con il capo della Protezione civile Guido Bertolaso e con il Sottosegretario Gianni Letta.
Si tratta di un progetto più ampio che potrebbe godere di denari che arrivano a seguito dell'emergenza terremoto.
«Il nostro progetto di una metropolitana leggera per collegare la zona ovest dell'Aquila con il capoluogo e questi con Sulmona e Pescara ha fatto un notevole passo avanti, che ci fa ben sperare», ha detto Pezzopane. «L'idea ha riscosso il pieno consenso del presidente Napolitano, che si è dimostrato particolarmente interessato, insieme al sottosegretario Letta».
Pezzopane ha ricordato che già prima del sisma anche la Regione Abruzzo (di altro colore politico) aveva mostrato interesse. Cosa ne pensi oggi il Governo Chiodi è ancora un mistero.
«L'idea è condivisa anche dai comuni», ha sottolineato la presidente, «quindi credo che il progetto abbia tutte le carte in regola per poter decollare ed essere quanto prima operativo».
Nel progetto è stato calcolato che per percorrere il tratto L'Aquila-San Demetrio occorrerebbero appena otto minuti.
In 40 minuti si raggiungerebbe Sulmona e con un'ora l'aeroporto di Pescara.
«L'aspetto più incisivo è che la “metropolitana leggera”», ha detto ancora Pezzopane, «attraversa i nuovi insediamenti abitativi che stanno sorgendo e che hanno bisogno di adeguate infrastrutture».
Per il progetto ci sono già sul piatto 100 milioni di euro, previsti dalla Legge per L'Abruzzo sul terremoto proprio per la rete ferroviaria nei comuni del cratere, a cui si aggiungono altri 800 milioni di euro dei fondi Fas.
«Ora più che mai bisogna pensare alla mobilità in maniera innovativa», ha detto Pezzopane «L'Aquila non deve rimanere isolata e la ferrovia leggera può essere un passaggio decisivo. L'apprezzamento del Capo dello Stato indubbiamente è stato per noi un incoraggiamento importante per andare avanti».

10/09/2009 9.11

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IDV: «URGENTE SNELLIMENTO DELLA VIABILITA'»

L'AQUILA. Anche il coordinamento cittadino Italia dei Valori dell'Aquila studia un nuovo piano della viabilità che dopo il sisma dello scorso aprile è stata annientata.
Il partito pensa che sia necessario trovare percorsi alternativi o provvedimenti palliativi, ma anche predisporre le basi per disegnare le infrastrutture.
Per l'Idv bisogna la riapertura della strada tra il piazzale della stazione e l' imbocco della ‘Mausonia' apporterebbe al traffico cittadino un alleggerimento. Sarebbe una «valvola di sfogo intermedia» che sgraverebbe i punti d' entrata o di uscita ad est ed ovest della città e che non costringerebbe gli automobilisti all' attraversamento di viale della Croce Rossa.

Poi ancora c'è l'idea dello spostamento del casello L'Aquila ovest verso il nucleo industriale di Pile, a servizio delle imprese e per snellire il traffico sulle SS 17 e SS 80, ed il prolungamento della variante Sud dal nucleo industriale di Pile fino a Ponte S. Giovanni.
«Si creerebbe così una parallela veloce alla SS 17”, spiegano gli esponenti dell'Idv, «continuamente percorsa dai lenti mezzi pesanti dei cantieri C.A.S.E. della zona».
E si propone anche l'apertura della strada che collega sempre il nucleo industriale di Pile con ponte Peschio per permettere al traffico in uscita dalla Variante sud verso Rieti e viceversa di non intasare il viadotto nei pressi della motorizzazione e le rampe nei pressi dell' Italtel.
Alla Provincia si suggerisce la realizzazione di uno svincolo che colleghi la SS 17, la SS 17 ter (meglio nota come superstrada di Bazzano) e la parte finale della strada consortile ‘Mausonia' in modo da creare un anello di scorrimento da Nord a Sud della città, lavori per cui erano stati stanziati 21 milioni per metà dalla Regione e per metà dall' ANAS ed i cui lavori sarebbero dovuti partire entro il 2008; .
Poi ancora la realizzazione di una variante all' abitato di Villagrande di Tornimparte che consentirebbe di snellire e velocizzare i flussi di traffico in uscita dal casello dell' A24 di Tornimparte verso un comprensorio come quello di Tornimparte, Lucoli, Sassa e Scoppito che dopo il terremoto ha triplicato i propri residenti.
Infine la definitiva messa in sicurezza e riapertura della strada provinciale 7 che collega S.Stefano a Calascio, «intervento per il quale la Provincia aveva stanziato 1 milione e 800mila euro e predisposto lo studio propedeutico alla progettazione trasmesso lo scorso 10 agosto all'ente Parco».

10/09/2009 9.32