Soccorsi e proteste, sciopero della fame per i Vigili del Fuoco a Monticchio

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sciopero della fame dei Vigili del Fioco contro il mancato pagamento degli straordinari.


Fin da subito tutti hanno riconosciuto l'importanza e l'utilità dei vigili del fuoco sul cratere e più volte gli stessi operatori si sono lamentati per la scarsa attenzione dimostrata loro dal Governo.
Adesso una parte degli uomini in servizio nel campo base di Monticchio, dove opera la Regione Toscana, ha deciso di organizzare uno sciopero della fame, pur continuando a operare in questa fase di emergenza post-terremoto.
«Siamo stanchi di essere pagati con una pacca sulle spalle e di essere trattato da zerbino da un'amministrazione disattenta ai bisogni dei lavoratori».
I Vigili del Fuoco, nel cratere del sisma aquilano, lavorano 16 ore al giorno per turni di una settimana, alla fine della quale dovrebbero ricevere il cambio del turno.
«Ad oggi gli straordinari che sono stati pagati - spiegano in una nota i Vigili del Fuoco - sono quelli del primo turno, cioé quelli di coloro che sono intervenuti immediatamente dopo il sisma. Per il resto attualmente non vi sono soldi. Il valore di un'ora di straordinario sulle emergenze - si legge ancora nella nota - è di poco meno di 7 euro, e in vista della cattiva stagione niente prospettiva di moduli abitativi, sempre e solo tende. Adesso non c'é più nemmeno la sicurezza di ricevere il cambio al termine del periodo stabilito. L'amministrazione, con decisione unilaterale, ha deciso di allungare il periodo di permanenza in Abruzzo di alcuni giorni, senza fornire alcuna spiegazione».

07/09/2009 14.46