Terremoto, verso un nuovo rinvio delle elezioni Provinciali

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Possibile un nuovo rinvio delle elezioni provinciali? Pare proprio di sì. Venerdì 11 manifestazione a Roma in ricordo delle vittime.

Dopo il rinvio delle scorse amministrative di giugno per i terremotati (che dovrebbero votare ad ottobre) potrebbe esserci un ulteriore slittamento con la nuova scadenza fissata per la prossima primavera.
Il rinvio potrebbe essere ufficializzato in tempi brevi: in molti sono convinti che i mesi prossimi saranno i più delicati per ricostruzione quindi non ci sono le condizioni logistiche alla luce del grande cantiere che si aprirà e per non "distrarre" la politica dalla priorità principale, quello della ripresa.
Il rinvio deve essere disposto da un provvedimento del Consiglio dei Ministri. Insieme alla provinciali dovrebbero essere rinviate anche le elezioni comunali nel territorio del cratere.
Già a giugno il dibattito politico si infuocò sul tema e qualcuno propose di sospendere le elezioni in tutta la regione, anche nelle zone non coinvolte direttamente dalla scossa del 6 aprile.
Intanto una cosa che non potrà essere rimandata è la riapertura delle scuole. Il direttore regionale dell'ufficio scolastico, Carlo Petracca, ha smentito la notizia di eventuali doppi turni per gli studenti. «Eviteremo i doppi turni», ha detto. «Se ci saranno turni pomeridiani, questi saranno finalizzati ad attività formative, di recupero e sostegno».
Petracca ha sottolineato anche «che ci siamo impegnati non solo nella rimessa in sicurezza e ristrutturazione degli edifici ma pure nell'assicurare la qualità della formazione. Con i 19 milioni e 400mila euro stanziati, potremo garantire il massimo sostegno a tutti gli studenti».

MANIFESTAZIONE PER RICORDARE LE VITTIME

L'associazione famiglie delle giovani vittime del terremoto in queste ore sta organizzando per venerdì 11 settembre una manifestazione in ricordo di tutte le persone che hanno perso la vita nel terremoto in Abruzzo.
L'evento si terrà a Roma in piazza Montecitorio: si comincerà alle 9.30 fino alle 13 nell'area compresa tra via della Colonna Antonina e l'Obelisco, che vede la partecipazione del neonato comitato di genitori e parenti dei giovani scomparsi nei fabbricati privati. Obiettivo della manifestazione è tenere alta l'attenzione «affinché le istituzioni non dimentichino e facciano luce su quanto accaduto la notte tra il 5 e 6 aprile scorso - come si legge nel documento di presentazione - sul perché chi di dovere non abbia provveduto a far evacuare le strutture in tempo».
I manifestanti dicono inoltre di non avere mai avuto alcun sostegno da parte delle autorità, «a livello psicologico, logistico o finanziario».

GLI AFFITTI ALLE STELLE, CHI CONTROLLA?

E un nostro lettore in una sua segnalazione ripropone il problema degli affitti alle stelle delle case aquilane. Un problema che lo tocca da vicino dal momento che adesso, se non vorrà lasciare per sempre L'Aquila, sarà costretto a cercare casa.
«Ho due figli di 2 e 5 anni e non abbiamo certo il tempo per aspettare che la Protezione civile tiri fuori soluzioni che possano soddisfare il fondamentale bisogno di una abitazione adeguata al momento che viviamo. Siamo sfollati sulla costa ma non abbiamo speranza di tornare a L'Aquila. Questo perché noi vivevamo in un appartamento in affitto, dichiarato di categoria “B”.»
La famiglia pensava di poter tornare a vivere nell'appartamento ma ora il proprietario ha comunicato che lo stesso servirà alla sua famiglia. «Purtroppo, non possiamo neanche far valere il contratto di affitto, scaduto il 31 agosto scorso».
E adesso? «Entro la metà del mese, dunque, la mia famiglia dovrà recidere il legame con L'Aquila, dove pure conserviamo il lavoro perché nessuno ha pensato a rilevare il nostro bisogno abitativo. Pensare a trovare un'altra abitazione in affitto, senza essere costretti a subire gli avvoltoi che, come più volte riportato anche da questo giornale, non vogliono affittare alle condizioni della Protezione civile, è illusorio,
dato anche il poco tempo che abbiamo a disposizione».
«Il Comune», prosegue il lettore, «ha dimostrato tutta la sua impotenza nel momento in cui non è riuscito neanche a pubblicare l'elenco delle soluzioni abitative offerte dai privati. La Protezione civile è troppo succube delle visioni del leader del Paese per poterne contestare le scelte che, ormai, stanno per rivelarsi assolutamente insufficienti a risolvere i problemi degli sfollati».

04/09/2009 11.01