T&P a PrimaDaNoi.it:«il Comune vuole espropriarci il terreno e cerca pretesti»

Alessandro Biancardi

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APPALTO MACERIE L’AQUILA. «E’ stato costruito un percorso per poter procedere all’esproprio sfruttandoci nel momento pre-G8» ha detto ieri al telefono, Claudio Pangrazi, titolare della T&P, dopo la diffusione sui giornali della delibera del Comune ( la 165) nella quale il Comune avrebbe dichiarato che la ditta non aveva i requisiti per lo smaltimento delle macerie.
Esce allo scoperto Pangrazi e rivela parte dei suoi sospetti sul tira e molla del Comune sull'appalto delle macerie.
Per il titolare dell'impresa (acquistata pochi giorni prima che ricevesse l'appalto dal Comune a 1250 euro dal vecchio proprietario), la dinamica sarebbe chiara, ma si riserva di tirare altre conclusioni dopo aver letto l'ultima delibera del Comune.
«Siamo in attesa di prendere la delibera (n.165, ndr), - ha raccontato Pangrazi- siamo andati stamattina ma dicevano che non era eseguibile perché mancava la firma del sindaco e del segretario comunale, ma se non è eseguibile perché va in giro da quattro giorni sui giornali? E perché sui giornali si legge che la Protezione civile ha incaricato il Comune di trovare una soluzione alternativa? Come si fa a dire di cercare un'altra soluzione se non è resa eseguibile la delibera? O è irrilevante la firma del sindaco o forse non ce la vogliono dare. Intanto io sto andando lì».
Nel tira e molla iniziale, tra Comune e il capogruppo regionale del Pdl, Gianfranco Giuliante (che aveva portato alla luce le carte), ora a non voler mollare la presa sembra proprio essere la T&P. «Come fa il Comune- ha incalzato Pangrazi- a dire che noi non abbiamo i requisiti se non ci ha mai richiesto di dimostrare il possesso dei requisiti? Le sembra logico? A me no, mi sembra assurdo. Non li ha mai chiesti prima, ora su che basi dice che non li abbiamo? Se loro hanno questa lettera di cui parlano nella quale noi ammettiamo di non avere i requisiti, ce la devono far vedere. Noi non abbiamo mai mandato questa lettera. Noi i requisiti li abbiamo ma si tratta di capire di quali requisiti ha bisogno il Comune».
La presunta dinamica della vicenda dell'affidamento “con marcia indietro” cui allude Pangrazi, viene svelata in una frase: «è chiaramente un pretesto per poter procedere all'esproprio, è stato costruito un percorso per poter procedere all'esproprio sfruttandoci nel momento pre-G8. Certamente la cosa non finisce qui, il Comune non può pensare di usare delle persone o delle aziende a proprio comodo. Non appena avrò la delibera vedremo il da farsi e manderemo un comunicato».
Avete intenzione di agire a livello legale?
«Se non abbiamo la delibera non so cosa dirle,- ha affermato il titolare della T&P- non so cosa si sono inventati. Mi sembra evidente che è una manovra già messa in atto da giorni. Non sapevano come fare con le macerie e hanno sfruttato noi. Superato il G8, finita l'emergenza di pulire Onna, Piazza Palazzo e le altre zone dove dovevano passare i capi di stato, il Comune ora si vuole prendere tutto il tempo per gestire lo smaltimento delle macerie. Probabilmente l'emergenza era solo quella del G8».
«Però noi non ci stiamo a passare per semplici strumenti passivi in mano al Comune. Il Comune forse non si è comportato correttamente ma senza delibera in mano che le posso dire?», ha concluso Pangrazi.

Manuela Rosa 29/07/2009 9.18