Tasse, Tremonti dice sì al rinvio. Chiodi contestato abbandona l’aula

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Grande vittoria ieri quando il ministro Giulio Tremonti ha annunciato un nuovo rinvio per il pagamento di tasse e contributi da parte dei cittadini delle zone terremotate dell'Abruzzo. Presidente Chiodi contestato dai comitati, costretto ad abbandonare l’aula. * INCHIESTA CROLLI: VANNO AVANTI ISPEZIONI E SOPRALLUOGHI

L'annuncio del rinvio del versamento delle tasse è arrivato direttamente dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti in un comunicato. «E' stato concordato tra il Ministro Tremonti ed il Sottosegretario Bertolaso - è scritto nella nota - che, con Ordinanza di protezione civile, l'inizio del recupero dei tributi e contributi finora sospesi, sarà rinviato. E' stato inoltre deciso che la durata del periodo di rateizzazione verrà più che raddoppiata».
La nuova scadenza per la sospensione dei pagamenti di tasse e contributi - secondo quanto si apprende - non sarebbe ancora stata fissata, ma è stato già deciso che ci sarà una proroga per i versamenti.
La nuova scadenza dovrà essere fissata con un' ordinanza della protezione civile che sarà adottata d'intesa con il ministro dell'Economia.
«Esprimo viva soddisfazione per l'accordo», ha commentato il presidente Gianni Chiodi. «Avevo già annunciato d'altronde, la scorsa settimana, avendone avuto rassicurazioni sia dal Premier Berlusconi, sia dal Sottosegretario Letta, che vi sarebbe stata una proroga in tal senso da parte del Governo nazionale».
«Ancora una volta», ha commentato invece il coordinatore del Pdl, «il Governo Berlusconi ha fatto comprendere quale distanza siderale vi sia tra chi si preoccupa del bene degli abruzzesi e chi è capace solo di soffiare su fuoco e fare demagogia fondata sul nulla più assoluto».

CIELENTE: LAVORARE TUTTI INSIEME

Durante il consiglio comunale straordinario di ieri, al quale ha partecipato anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi, la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane e alcuni esponenti della giunta regionale, maggioranza e opposizione hanno licenziato positivamente due delibere: la prima riguarda una serie di osservazioni relative ai contributi per gli edifici danneggiati dal sisma e classificati nelle categorie A, B e C; la seconda si riferisce al trasferimento di parte dei mercati della città.
Per quanto riguarda il trattamento fiscale, il documento del Consiglio invitava proprio il Governo a «non ripristinare e chiedere gli adempimenti fiscali e i versamenti dei tributi e degli oneri contributivi già a partire da gennaio 2010 e, soprattutto, non nella misura del 100%».
L'assemblea ha chiesto, inoltre, al Governo di modificare la normativa in relazione al tipo di intervento per cui è previsto il contributo.
L'ordinanza prevede la riparazione dei danni provocati dal sisma: non sono coperti dal finanziamento gli interventi di miglioramento strutturale che permettono al tecnico incaricato di attestare l'agibilità sismica dell'edificio.
Nonostante ciò, la dichiarazione di agibilità sismica è obbligatoria per la chiusura dei lavori e l'erogazione dell'ultima rata del contributo.
Il consiglio comunale ha approvato infine la delibera relativa al trasferimento di parte dei mercati di piazza Duomo e di via Beato Cesidio presso il parcheggio antistante il cinema multisala Moviplex, zona Pettino.
«Se non agiremo tutti insieme», ha detto il sindaco Cialente, «al di là di interessi di visibilità personale o di indicazioni di parte, temo che non ce la faremo perché quello che è accaduto all'Aquila non ha precedenti».

CHIODI: «FIERI DI QUELLO CHE ABBIAMO FATTO


«Siamo fieri per come abbiamo condotto la prima fase della ricostruzione», ha tentato di dire il presidente Chiodi, prendendo la parola. Ma dalla platea si è alzato un boato e il governatore è stato costretto a fermare il discorso, prendere le sue cose ed andare via.
E' la seconda volta che capita in una settimana, dopo la contestazione dei giorni scorsi da parte di alcuni comitati ambientalisti. In quel caso il governatore fu costretto ad andare via con la scorta.
«Di certo», ha poi commentato in serata, «nessuno può dire di non aver fatto errori. Abbiamo cercato di diffondere fiducia e speranza nei cittadini. Se abbiamo chiesto un decreto, a pochi giorni dal sisma, è stato per bloccare tanti più soldi possibili per L'Aquila».
«In questa fase così difficile – ha aggiunto il presidente – c'è bisogno di tanta responsabilità, di coesione sociale e politica, di mostrare alla gente il lavoro che la classe politica dirigente sta portando avanti».
Chiodi, dopo una serie di interventi polemici sull'insufficienza dei fondi a disposizione della ricostruzione, ha voluto chiarire che «è stata stanziata una montagna di soldi. Sostenere che i soldi non ci sono – ha proseguito – è una mera posizione ideologica. Non possiamo sapere, al momento, se basteranno. Più in là potremo avere delle idee più chiare. Di sicuro il nostro problema non saranno i soldi ma come spenderli e limitare la burocrazia per raggiungere questo obiettivo».

MONTAGNA DI EURO PER LA RICOSTRUZIONE

Il presidente ha comunicato che a disposizione della ricostruzione ci sono oltre 6 miliardi e mezzo di euro, dei quali 4 miliardi dal Fondo strategico, 2 miliardi dalla Cassa depositi e prestiti, 200 milioni dall'Anas, 100 milioni dalle Ferrovie, 70 dal ministero dell'Università, 40 dal sistema sanitario e 45 per la zona franca. Ad essi si aggiungono gli 83 milioni dalla rimodulazione del Por Fesr.
Chiodi ha infine difeso la scelta del progetto Case ma i contestatori hanno impedito di motivare

«PESANTI RITARDI»

Ma dal sindaco dell'Aquila è arrivato l'annuncio di «pesanti ritardi»: «l'ordinanza per le abitazioni di categoria A, B, e C è stata firmata il 25 maggio ed è uscita il 6 giugno, ma le linee guida sono state pubblicate solo il 23 luglio. Il risultato è che, per gli edifici di categoria B, che da soli sono 10mila, i progettisti hanno potuto iniziare a lavorare solo ora».
«Bisogna cambiare la governance – ha dichiarato ancora Cialente – perché non è possibile che le ordinanze piovano dall'alto, per poi rivelarsi sbagliate obbligando a ricominciare daccapo. Dopo 112 giorni si è visto chiaramente che il sistema non funziona e va cambiato. Il ruolo degli enti locali deve essere maggiore e più incisivo. Servono case per tutti, perché quelle previste, anche considerando ipotetiche requisizioni, non bastano e, se rientrassero tutti gli aquilani che sono sulla costa, non saprei dove farli abitare. Bisognerà inoltre prevedere abitazioni per gli studenti, poiché altrimenti l'università non potrà ripartire».
Il sindaco ha auspicato una maggiore sinergia con il Consiglio comunale, attraverso riunioni continue con la conferenza dei capigruppo, e con la Regione Abruzzo.
Infine un accenno alla giunta, che, secondo Cialente, deve essere ristrutturata, in termini di deleghe, per rispondere all'emergenza e che deve lavorare fianco a fianco con il Consiglio comunale. «L'ordinanza per le abitazioni classificate E – ha concluso Cialente – deve essere rivista, anche perché è assurdo dire che si possono ricostruire dov'erano quartieri a rischio sismico, soprattutto visto che è ancora in corso la micro zonizzazione del territorio».

28/07/2009 9.19

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INCHIESTA CROLLI: VANNO AVANTI ISPEZIONI E SOPRALLUOGHI

L'AQUILA. Giornata piena, oggi, per la Procura della Repubblica dell'Aquila, per i consulenti tecnici e gli uomini dell'Interforze di Polizia giudiziaria.
Sono in programma sopralluoghi, in particolare nella zona rossa del centro storico, chiesti dalle parti lese, ovvero i famigliari delle persone scomparse a causa dei crolli seguiti al tragico sisma. Magistrati, consulenti e polizia giudiziaria saranno impegnati anche alla Casa dello studente per un'ulteriore verifica: è probabile che siano effettuati anche i carotaggi, operazione per valutare la qualità di cemento e fondamenta, che richiede particolare attenzione per le difficili condizioni dovute alla precaria sicurezza.
La Casa dello studente rappresenta per la procura uno dei primissimi filoni di indagine della megainchiesta sul terremoto.
Entro Settembre, come annunciato più volte da procuratore capo, Rossini, la procura vorrebbe chiudere l'inchiesta.
Intanto il gruppo dal tedesco Muenchener Rueck, il maggiore gruppo mondiale di riassicurazione ha fornito i dati relativi ai danni a carico delle assicurazioni.
Le catastrofi naturali avvenute nella prima metà di quest'anno nel mondo, tra cui il terremoto dell'Aquila, hanno causato circa 3.000 morti e danni economici per 25 miliardi di dollari, l'equivalente di 17,5 miliardi di euro.
I danni a carico delle assicurazioni, sottolinea la controllata del gruppo Munich Re in una nota, sono ammontati a 11 miliardi di dollari, «un po' più» della media relativa allo stesso periodo dei dieci anni passati.
«Sotto la media» invece il numero delle vittime.
Ben inferiori alla media decennale del semestre, che è di 42 miliardi, sono poi i danni economici complessivi (appunto i 25 miliardi compresi quelli non assicurati): le compagnie di assicurazione sono state chiamate a pagare lo stesso ingenti somme perché le catastrofi naturali degli scorsi sei mesi hanno colpito soprattutto zone ricche e assicurate come Usa ed Europa.
Per quanto riguarda l'Aquila, Muenchener Rueck fornisce una stima dei danni complessivi del terremoto del 6 aprile pari a «2,5 miliardi di dollari», pari a 1,75 miliardi di euro, con più di diecimila abitazioni danneggiate o distrutte.
Il danno da rifondere viene definito «relativamente basso» (260 milioni) dato che solo pochi in Abruzzo erano assicurati.
28/07/2009 9.33