Don Ciotti: «Abruzzo può risollevarsi». Venti:«c’è inchiesta su appalti diretti»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Nel mirino di Legambiente e Libera ci sono i gruppi criminali che attraverso le estorsioni puntano al controllo del mercato delle costruzioni. * LA SCHEDA: L’OSSERVATORIO DI LIBERA PER LA RICOSTRUZIONE “PULITA”
Nato l'osservatorio che vigilerà.
«La gente dell'Abruzzo ha gli anticorpi per risollevarsi, ma dobbiamo prevenire le infiltrazioni mafiose».
Lo ha detto Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, presentando all'Aquila il progetto "ricostruire pulito", l'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente e "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", che sarà realizzato in collaborazione con la Provincia dell'Aquila, per garantire una ricostruzione post terremoto legale e sicura.
L'intenzione delle due associazioni è coinvolgere la società civile attraverso segnalazioni dei cittadini per tenere alta l'attenzione sul pericolo di infiltrazione criminale nelle opere di ricostruzione post terremoto, coadiuvando le istituzioni preposte nell'azione di monitoraggio sulle imprese coinvolte nelle attività edilizie.
Alla conferenza stampa erano presenti anche il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, e la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane e il giornalista Angelo Venti direttore di 'site.it/sollevati Abruzzo', giornale ciclostilato e diffuso nelle stesse tendopoli.
Venti ha svelato che sarebbe in corso una inchiesta sugli appalti diretti assegnati dalla Protezione civile per gestire l'emergenza subito dopo il terremoto.
Venti, che è anche il rappresentante territoriale dell'associazione "Libera", ha spiegato che «la magistratura sta svolgendo indagini sulle modalità di assegnazione e di smaltimento dell'appalto di 3.500 bagni chimici nelle tendopoli. Si pensava», ha proseguito il giornalista, «che il pericolo di infiltrazioni mafiose partisse con la ricostruzione; il nostro lavoro di inchiesta sta dimostrando che il rischio lo stiamo correndo da subito dopo il sisma con l'organizzazione dell'emergenza. C'é una gestione centralizzata degli appalti. Chi fa i controlli alle ditte che vincono appalti diretti?».
Venti ha aggiunto che «sulla questione bagni chimici la magistratura ha sequestrato atti e documenti pubblicati dai giornali di area dell'associazione Libera»
Secondo le segnalazioni raccolte da Libera vi sarebbero stranezze se non irregolarità perfino s alcuni lavori dei preparativi per il G8. L'associazione fa spesso riferimento a gruppi imprenditoriali «non affidabili» o che in passato hanno avuto qualche problema giudiziario o relazioni pericolose.
Ma sull'argomento come già detto più volte vige il segreto di Stato e questo rende praticamente impossibile ogni controllo pubblico.
Poi il caso dei bagni chimici nei campi, Venti ha parlto di un affare di qualche milione di euro, che in parte sarebbe caduto in mano a gruppi e soggetti riconducibili ad alcuni settori non trasparenti campani. Esisterebbero segnalazioni sia di irregolarità nella gestione dei reflui sia nelle fatturazioni e nella stesura delle bolle di accompagnamento.
Secondo alcune indiscrezioni la procura dunque starebbe già indagando probabilmente proprio su alcuni gruppi imprenditoriali che sarebbero stati tra i primi a partecipare e vincere gli appalti in piena emergenza già poche ore dopo il sisma.

LEGAMBIENTE DARA' DOSSIER A PROCURA

Cogliati ha invece annunciato che entro poche settimane Legambiente sarà in grado di fornire alla magistratura aquilana le informazioni raccolte sulle infiltrazioni malavitose nelle attivita' di ricostruzione.
«Non vogliamo essere delle schegge impazzite - ha detto Cogliati - ma collaborare con la magistratura e le forze dell'ordine. Nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro con il Prefetto dell'Aquila e con il Procuratore antimafia dell'Aquila, quest'ultimo ha rimarcato l'utilita' delle due associazioni. Il nostro compito - ha proseguito Cogliati - e' quello di tenere alta l'attenzione sociale sull'argomento ricostruzione, il contrario di quello che vogliono le organizzazioni criminali che su questi argomenti preferiscono che scenda il silenzio. La vicenda sulle macerie - ha proseguito - e' molto sottovalutata perche' anziche' avviare ad esempio un recupero delle stesse si preferisce metterle nelle cave e basta e aprirne altre per procurare nuovo cemento».
Altro aspetto evidenziato da Cogliati quello dei subappalti. «Le quote degli appalti che si possono subappaltare - ha detto il presidente di Legambiente - sono state aumentate del 15-20 per cento e questo ci preoccupa perche' di fatto si allentano le regole, i controlli sulle ditte, con il serio rischio che ditte non iscritte negli appositi albi possano inserirsi nei lavori di ricostruzione, motivo che ci ha spinto ad instaurare un rapporto di collaborazione con l'Ance. Noi possiamo metterci occhi ed orecchie - ha concluso Cogliati - ma la testa appartiene alla magistratura».
Secondo l'ultimo rapporto Ecomafia infatti nel 2008 in Abruzzo sono state denunciate 367 persone e sono stati operati 71 sequestri immobiliari per un totale di 319 infrazioni accertate dalle forze dell'ordine. Numeri inquietanti che pongono l'Abruzzo al 9° posto nella classifica nazionale dell'illegalità nel ciclo del cemento.
«La Provincia dell'Aquila ha fatto la sua parte- ha aggiunto la presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane- Nei giorni scorsi la giunta ha approvato all'unanimità l'istituzione dell'Osservatorio. Accanto alla prevenzione di fenomeni di illegalità ci proponiamo attraverso l'Osservatorio anche di diffondere un processo di buone pratiche della ricostruzione».

27/07/2009 18.14

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LA SCHEDA: L'OSSERVATORIO DI LIBERA PER LA RICOSTRUZIONE “PULITA”

LA GESTIONE DELLE MACERIE
L'Osservatorio affiancherà l'azione di verifica e monitoraggio delle istituzioni competenti nel monitoraggio del corretto smaltimento delle macerie provocate dai crolli. Un primo problema, sotto questo aspetto, riguarda la possibilità di risalire attraverso l'esame dei detriti a eventuali responsabilità legate alla scarsa qualità dei manufatti edilizi. Si vigilerà anche sull'applicazione della procedura di separazione delle sostanze nocive dai residui inerti, prevista nei protocolli d'intervento dopo i terremoti, anche per evitare rischi alle popolazioni sfollate.
Tra le proposte concrete su cui l'Osservatorio cercherà di costruire convergenze virtuose c'è la definizione di un progetto per il recupero e il riciclaggio degli inerti, anche ai fini di un minor ricorso alla cavazione.

GLI APPALTI PER LA RICOSTRUZIONE
Il calcestruzzo depotenziato e gli interessi dei clan presenti nella regione. Gli appalti che puzzano di bruciato e le nomine che destano perplessità. Il mix è di quelli che impongono di tenere gli occhi bene aperti. Che la ricostruzione sia subito finita nel mirino dei clan non è una novità. Il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, ha messo a disposizione un pool di magistrati per vigilare sui tentativi di infiltrazione.
L'Osservatorio si pone l'obiettivo di affiancare le istituzioni competenti nel monitorare le imprese edili e di costruzione coinvolte nella ricostruzione; controllare il meccanismo dei subappalti e del nolo di mezzi e macchinari; controllare la filiera di approvvigionamento e la qualità dei materiali utilizzati, in particolare la produzione di calcestruzzo verificando l'idoneità delle cave per l'estrazione degli inerti e della sabbia; vigilerà anche sul trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti inerti derivanti dai crolli e dalle demolizioni.
Oltre alle aziende costruttrici, tutte le operazioni sul territorio andranno monitorate affinché avvengano nel rispetto delle norme antisismiche e degli equilibri idrogeologici, per garantire la massima sicurezza sia in termini di legalità che di staticità degli edifici realizzati.

CAVE E MOVIMENTO TERRA
L'Osservatorio affiancherà l'azione di verifica e monitoraggio delle istituzioni competenti anche per quanto riguarda, le attività di movimento terra, con una particolare attenzione all'attività di cavazione, alla destinazione e all'utilizzo delle terre di scavo.
La questione è particolarmente delicata perché l'Abruzzo non ha un Piano Cave regionale e nemmeno piani provinciali. Quello estrattivo, dunque, è un settore interamente nelle mani dei cavatori, che operano senza alcun controllo effettivo. Una situazione che si ritiene preoccupante in vista della ricostruzione post-terremoto.
27/07/2009 18.04