Tasse, 57 sindaci pronti alle dimissioni. Cialente: «ci stanno umiliando»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. I 57 sindaci dei Comuni inseriti nel cratere pronti alle dimissioni se il governo non eliminerà il pagamento delle tasse per tutti i cittadini colpiti dal sisma. * TERREMOTO, INGEGNERI: «SIAMO STATI VITTIME DI SCIACALLAGGIO» * NUOVO SOPRALLUOGO ALLA CASE DEGLI STUDENTI. MILLE POSTI LETTO PER UNIVERSITARI * UDU: «NEMMENO UN EURO DALLA REGIONE PER GLI STUDENTI»

Ieri, i primi cittadini si sono incontranti e insieme al “capofila” Massimo Cialente hanno deciso di proseguire la loro battaglia.
«Non possono chiederci i soldi adesso», ha detto il sindaco dell'Aquila.
«Abbiamo ancora poche ore di speranza che il Governo, nel maxi emendamento che presenterà alla Camera, elimini i commi che ci riguardano».
Per Cialente «è emerso un senso di umiliazione, quasi di vergogna, nella necessità di spiegare a tutti gli italiani che non è una volontà di non pagare le tasse, ma una difficoltà oggettiva, una vera e propria impossibilità per una comunità che non ha più un'economia, che sta vivendo ancora la fase della prima emergenza e che, soprattutto, vede a rischio il proprio futuro.
Gli italiani – ha proseguito il sindaco dell'Aquila – hanno imparato a conoscere la nostra dignità e il nostro orgoglio e possono capire quanto ci costi questa battaglia».
L'assemblea dei sindaci ha inoltre ribadito la volontà di collaborare con tutti, in particolare con la protezione civile, perché, come dice sempre Cialente, «tutti insieme stiamo affrontando una situazione che non ha precedenti. Torno però a ripetere che, se non troveremo il modo di lavorare tutti al meglio e di evitare errori come questo sulle tasse, temo che, tra qualche settimana, la situazione diventerà difficile sotto tutti i punti di vista».
Gli amministratori dei 57 comuni del cratere hanno chiesto la costituzione di un'assemblea permanente dei sindaci dei Comuni colpiti dal sisma, «con un calendario regolare di incontri, per esaminare e affrontare le criticità legate alla complessa fase della post emergenza e della ricostruzione e di portare avanti, tutti insieme, istanze e mozioni da sottoporre al Governo».
E se Cialente sta lavorando sul fronte Governo per risolvere la questione il presidente Chiodi è tornato a ribadire che basterà una ordinanza per sospendere il pagamento dei tributi e si starebbe impegnando in prima persona per risolvere la questione.
Insoddisfatta e preoccupata, però, la presidente di Provincia, Stefania Pezzopane che parla di un «altro schiaffo al nostro territorio».
«Gli emendamenti per il rinvio delle tasse- ha aggiunto – sono stati bocciati. Poi è arrivata la pillola edulcorante, con la quale si promette che si rimedierà con un provvedimento successivo. Non capisco – ha detto ancora Pezzopane - perchè ogni volta si debba rimandare a domani quello che oggi rappresenta l'emergenza. Noi abbiamo bisogno oggi di ricostruire, abbiamo bisogno oggi di certezze. I nostri cittadini hanno bisogno oggi di non essere abbandonati, hanno bisogno adesso di risorse per la ricostruzione. Per il governo la fase d'emergenza e' come se fosse finita. La ricostruzione - conclude - saranno gli aquilani stessi a pagarsela, con i soldi che il governo prima da' e poi toglie. Un progetto diabolico, a cui ci opporremo insieme ai sindaci del territorio».

PRONTI A DIMETTERSI ANCHE I SINDACI FUORI DAL CRATERE


Dopo il recente ampliamento del cratere, che ha visto ancora una volta esclusi i comuni della Valle Peligna (ad eccezione di Bugnara), il sindaco di Raiano ha proposto agli altri primi cittadini del comprensorio di riconsegnare la fascia tricolore nelle mani del prefetto dell'Aquila.
«In base ad un'analisi della planimetria e in base ai nostri dati sui danni provocati dal sisma e quelli ufficiali presenti sul sito della Protezione Civile, - scrive in una nota Mastrangioli - appare incomprensibile la metodologia di rilevazione della macrosismica e degli effetti provocati dal sisma del 6 aprile scorso, oltretutto con atti e procedure sconosciuti e secretati. Considerata questa situazione assurda e offensiva della dignità e della responsabilità dei sindaci e il modo in cui si sta gestendo la situazione dal 6 aprile scorso, porrò all'attenzione delle Forze Politiche locali, convocate per la giornata di domani (oggi per chi legge, ndr), di rassegnare le dimissioni dalla carica di sindaco».
Il sindaco di Raiano ha inviato la sua comunicazione anche al commissario delegato Guido Bertolaso, al suo vice Bernardo De Bernardinis, al prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli, al presidente della Regione Gianni Chiodi e all'Anci Abruzzo.
La stessa nota, in forma di "lettera aperta", è stata inviata ai Parlamentari abruzzesi Paola Pelino, Maurizio Scelli, Giovanni Lolli, Pierluigi Mantini, Filippo Piccone e Giovanni Legnini, «affinché si adoperino in difesa del territorio e per l'applicazione di procedure eque e trasparenti e rispettose dei diritti di tutti».


23/07/2009 9.59
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TERREMOTO, INGEGNERI: «SIAMO STATI VITTIME DI SCIACALLAGGIO»

MONTESILVANO. «Non ci sono stati errori a priori nella costruzione delle case aquilane e dopo il terremoto gli ingegneri sono stati vittima di uno sciacallaggio mediatico che e' stato interrotto solo di recente».
E' la denuncia partita ieri mattina, a Montesilvano, nel corso del 54esimo congresso nazionale degli Ordini degli Ingegneri d'Italia, da Antonio Bellizzotti, presidente dell'Ordine di Pescara.
In apertura dei lavori Bellizzotti ha ricordato che la progettazione degli edifici «prende in considerazione la classificazione del territorio in relazione al rischio sismico» e sono state «ingiustamente addossate delle colpe agli ingegneri».
Il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Paolo Stefanelli, ha concordato con quanto detto Bellizzotti.
«Ha ragione - ha detto -: c'e' stata un'aggressione che forse rappresenta la voglia del cittadino di non credere all'ineluttabile, ma ora che l'emozione si e' attenuata e vince la razionalità bisogna dire le cose come stanno. Quello del 6 aprile - ha concluso - e' stato un terremoto di un'intensità enorme e difficilmente si può garantire in assoluto l'incolumità delle persone e degli edifici sottoposti ad eventi di quel genere».

«In questa strana Italia», ha continuato il presidente Stefanelli, «dove trova sempre spazio e voce chiunque voglia rivolgere insulti siamo stati messi sotto accusa come categoria, per poi lasciare il testimone ai costruttori edili, che dopo di noi sono stati sottoposti al tiro a bersaglio. Con i nervi saldi», ha proseguito nel suo intervento, «abbiamo avuto tempo e modi per rappresentare la reale dimensione dell'evento e per dare una risposta agli eventi. Per primi - ha fatto notare ancora - abbiamo lavorato a un primo studio su quello che e' accaduto, con considerazioni che si basano su documenti scientifici ed escono dall'emotività. E poi siamo andati lì, abbiamo offerto il contributo di oltre 700 ingegneri che lavorano per più di dieci ore al giorno e saranno lì per altre due settimane».
Con soddisfazione Stefanelli ha messo in evidenza che «oggi siamo l'unica categoria professionale che ancora opera a L'Aquila e invia squadre e per questo - ha annunciato orgoglioso - abbiamo ricevuto una medaglia, costituita dall'invito a partecipare alla sflilata ai Fori Imperiali che si e' tenuta a Roma il 2 giugno come unico corpo non militare. Questo - ha commentato - e' un segno simbolico di riconoscenza importantissimo, il segno della considerazione che ha lo Stato degli ingegneri italiani. Questo - ha concluso - e' il vero volto della nostra categoria».

AGIBILITA' IN TEMPO REALE CON PROGETTO EUCENTRE

Intanto grazie al Progetto Unità Mobile realizzato dall'Eucentre di Pavia, il più autorevole centro europeo di ricerca e formazione in ingegneria sismica, sarà possibile valutare la vulnerabilità degli edifici appena poche ore dopo un sisma.
L'Unita' Mobile per la valutazione della vulnerabilità sismica delle strutture esistenti e' uno strumento creato nell'ambito del progetto europeo STEP (Strategies and Tools for Early Post earthquake assessment).
Grazie a questo tipo di Laboratorio Mobile e' possibile intervenire in tempo reale identificando lo stato di pericolosità delle costruzioni danneggiate - edifici strategici in primis - e facendo rientrare subito i cittadini nelle case risultate agibili, come e' avvenuto nel dopo-sisma a L'Aquila.
Si tratta in sostanza di speciali unità, appositamente equipaggiate ed allenate per una valutazione in fase di emergenza, che avviene in stretto coordinamento la Protezione Civile, che verranno presentate ed illustrate proprio a L'Aquila, il 24 luglio prossimo, dagli stessi professionisti della Fondazione Eucentre e dal prof. Mauro Dolce, Direttore generale della Protezione Civile: una giornata che inizierà con un primo bilancio della attività svolte e dei risultati registrati e proseguirà con una visita presso siti di interesse della città abruzzese e, nel pomeriggio, con un sopralluogo sui siti della ricostruzione.

23/07/2009 10.00
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NUOVO SOPRALLUOGO ALLA CASE DEGLI STUDENTI. MILLE POSTI LETTO PER UNIVERSITARI


L'AQUILA. Un nuovo sopralluogo, ordinato dalla Procura della Repubblica dell'Aquila che sta conducendo l'inchiesta sul terremoto, è stato effettuato ieri tra le macerie della Casa dello studente in via XX settembre all'Aquila.
Sotto il palazzo, crollato e poi demolito, nella notte del 6 aprile persero la vita otto studenti universitari.
A fare i nuovi controlli sono stati i consulenti della Procura e gli uomini dell'Interforze della Polizia giudiziaria.
Secondo fonti investigative, il sopralluogo si è reso necessario per stilare un programma di attività sul caso: non ci sarebbero stati nuovi prelievi.
Il dato rafforza la tesi secondo la quale la Procura sta accelerando le indagini sulla Casa dello studente, ritenuta uno dei primi filoni d'inchiesta da chiarire.
Nella struttura non sono stati ancora effettuati i carotaggi, ovvero le prove sulla qualità dei materiali - in particolare il cemento - delle fondamenta: si tratta di un'operazione complessa e, tra l'altro, l'azione deve essere notificata alle parti offese, cioé i famigliari delle vittime che hanno presentato denunce ed esposti.

Intanto proprio per gli studenti universitari che non hanno più un alloggio il Consiglio regionale ha reperito oltre 1.000 posti letto.
Ad annunciarlo è stato il vice presidente del consiglio regionale, Giorgio De Matteis, in un vertice con il rettore dell'ateneo aquilano, Ferdinando di Orio e con i presidi delle facoltà accademiche.
«Si stima che in vista dell'anno prossimo oltre 8 dei 14mila studenti fuori sede sono pronti a rientrare all'Aquila - ha spiegato De Matteis - urgono pertanto soluzioni logistiche a favorire l'insediamento degli studenti e la ripresa delle attività didattiche».
I comuni interessati in questa prima fase sono Lucoli, Tornimparte, Cagnano, Barete, Pizzoli, Montereale, Scoppito, oltre ad alcune frazioni dell'area est dell'Aquila.
«Abbiamo scelto una zona gravitante nell'area della Reiss Romoli - ha detto ancora De Matteis - al fine di facilitare i collegamenti con il nuovo quartier generale dell'università. Siamo in contatto con le aziende di trasporto per assicurare delle corse adeguate e con la Federalberghi per sondare il terreno su hotel e pensioni della zona nella bassa stagione».
Saranno gli stessi studenti a pagare gli affitti i cui canoni - assicurano dall'Emiciclo - saranno dimezzati rispetto a quelli previsti da contratti ordinari. Ieri, il capogruppo in Consiglio dell'Udc, Antonio Menna, ha presentato un progetto di legge finalizzato alla realizzazione entro il 30 novembre di una nuova casa dello studente.

SI LAVORA PER TUTTI GLI STUDENTI

Intanto si concretizza la possibilità di garantire agli studenti abruzzesi - con un occhio di riguardo verso quelli aquilani - la stessa offerta formativa dell'anno in corso e le medesime strutture. L'impegno che il consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Di Pangrazio aveva preso con il Comitato Permanente Sindacale di Cgil, Cisl, Uil e Snals e con le rappresentanze degli insegnanti è stato onorato.
Il Consiglio Regionale ha votato ieri all'unanimità la risoluzione urgente che impegna Parlamento e Governo, ciascuno per la propria competenza, «a stanziare 16 milioni di euro, che sommati ai 19 già previsti dal decreto, garantiscono una stabile ripresa delle attività didattiche e delle attività dell'amministrazione scolastica nel triennio 2009/2012 e l'inserimento prioritario della Regione Abruzzo nel Piano generale di riqualificazione dell'edilizia scolastica».
Di Pangrazio si è detto soddisfatto per l'esito della seduta del consiglio e per l'accordo bipartisan raggiunto.
«Con la risoluzione - dice Di Pangrazio- il gravoso dimensionamento del personale docente e l'accorpamento dei plessi scolastici sancito con una Delibera di Giunta del 9 febbraio 2009, potrebbe essere scongiurato. Vorrei ricordare – aggiunge - che si tratta di Piano Programmatico in applicazione dell'art. 64 del DL 112/08 che vede un taglio di 330 posti di personale docente in servizio a L'Aquila così ripartito: scuola primaria 72 posti in meno; scuola secondaria di I grado 51; scuola secondaria di II grado 89. Si aggiungono a questi il personale ATA (100 posti di lavoro) e il personale tecnico – amministrativo».

23/07/2009 10.00
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UDU: «NEMMENO UN EURO DALLA REGIONE PER GLI STUDENTI»

L'Unione degli Universitari condanna duramente l'atteggiamento della Regione Abruzzo che «ad oggi non ha investito alcuna risorsa per il diritto allo studio all'Aquila».
Le risposte fornite, infatti, all'incontro di con l'assessore Gatti e il presidente Chiodi e quelle fornite ieri nella conferenza stampa del vice-presidente Giorgio de Matteis, «sono del tutto insufficienti e non risolvono affatto i problemi posti dagli studenti».
«Allo stato attuale», spiega Luca Santilli dell'Unione degli Universitari, «la Regione Abruzzo non mette un euro per gli studenti dell'Aquila. Nulla su borse di studio, ripristino dei servizi, alloggi, trasporti. L'unica cosa di cui si occupa la Regione è favorire il "libero mercato" con operazioni a "costo zero". Di fatto questa è la considerazione che l'Amministrazione Regionale ha del diritto allo studio: una voce di spesa che deve rimanere a zero».
Gli studenti chiedono al vice-presidente Giorgio De Matteis di occuparsi delle competenze che la Regione Abruzzo ha sul diritto allo studio «e non di favorire il mercato privato degli affitti».
«Appare incredibile», continuano gli studenti, «che ad oggi, pur dicendo di rappresentare in Regione il territorio aquilano, non stia mettendo in campo nessuna iniziativa per investire risorse pubbliche sul diritto allo studio nella sua città».
Ad oggi, infatti, la soluzione prospettata è quella di affidare gli studenti al mercato privato dei comuni limitrofi.
«Questa soluzione è inaccettabile», tuona l'Udu. «Chiediamo alla Regione risposte vere sul diritto allo studio, non di gettare "fumo negli occhi" degli studenti».
L'Udu ribadisce con forza che le soluzioni ci sono: «gli alloggi della Guardia di Finanza sono lì. Una parte di essi potrebbero ospitare gli studenti risolvendo il problema senza dare spazio a "speculazioni" sulla loro pelle. Ad oggi non ci sono risposte. La Regione deve garantire la gestione pubblica degli alloggi già presenti, Reiss Romoli, Casale Marinangeli e quelli futuri della Casa dello studente della Regione Lombardia, tramite un intervento straordinario che renda l'Adsu in grado di gestirli trasformandola in un Centro Residenziale Universitario, costruito con Regione e Università».

23/07/2009 10.04