Mix letale di irregolarità per maxi appalto macerie: «la magistratura indaghi»

Alessandro Biancardi

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IL DOCUMENTO. L’AQUILA. Quello che sembrava destinato a rimanere solo uno scandalo gonfiato da dichiarazioni, conferenze stampa, botta e risposta per interposto giornale, presunzioni ed interpretazioni giuridiche diventa a tutti gli effetti un caso sul quale la magistratura dovrà fare luce. (Nella Foto: Enzo Lombardi)
IL DOCUMENTO. L'AQUILA. Quello che sembrava destinato a rimanere solo uno scandalo gonfiato da dichiarazioni, conferenze stampa, botta e risposta per interposto giornale, presunzioni ed interpretazioni giuridiche diventa a tutti gli effetti un caso sul quale la magistratura dovrà fare luce. (Nella Foto: Enzo Lombardi)Parliamo del maxi appalto da 50 mln di euro per lo smaltimento delle macerie del sisma per il quale il capogruppo regionale del Pdl, Gianfranco Giuliante, aveva chiesto le dimissioni del sindaco Massimo Cialente. I sequestri però sembra siano già scattati e l'inchiesta sarebbe già aperta; ora però alla documentazione in possesso della finanza si aggiunge anche la relazione della commissione di Controllo e garanzia del Comune dell'Aquila.
L'organo comunale, presieduto da Enzo Lombardi, ha infatti studiato e monitorato la correttezza dell'appalto ed ha prodotto una relazione dettagliata su quanto è accaduto e su quanto si presuppone irregolare.
«Ambiguità» negli atti, «impegno di spesa indeterminato e senza limite», «richieste di partecipazione a quei lavori da parte di altre imprese mai prese in considerazione», «decisione presa in palese contrasto» con la normativa vigente.
Un mix letale che ha costretto di fatto la Commissione a decidere, già dalla scorsa riunione del 16 luglio, di informare l'Autorità giudiziaria ed ad inviare la relazione al Consiglio comunale.
Anche il sindaco, Massimo Cialente, -si legge nella relazione- ha inviato un proprio resoconto alla magistratura.
L'appalto per le macerie era stato affidato con una delibera di Giunta (n.154) senza gara pubblica ad una ditta che non esisteva fino a pochi giorni prima della gara stessa.
Ditta appartenente a Walter Tirimacco venduta a Claudio Pangrazi per 1250 euro pochi giorni prima che un appalto milionario gli piombasse addosso (si parla di circa 50mln di euro).
Nei giorni successivi c'era stata tutta la polemica sui requisiti della ditta che sembrava essersi ritirata ammettendo di non averli.
Notizia in fretta smentita dalla stessa ditta.
Colpi di scena a parte, ora molto viene chiarito dalle osservazioni della Commissione. L'impressione che si ha, leggendo la relazione, è che tutto venne fatto in fretta lasciando qualche buco nero tra i documenti per avvantaggiare la T&P.
Nella relazione si evidenza più volte che nella corrispondenza tra la ditta e il Comune si fa riferimento a degli atti di cui «non c'è traccia».
Le irregolarità, le stranezze sembrano essere quasi in ogni documento prodotto su questa vicenda.

COSA NON ANDAVA NELL'AFFIDAMENTO DIRETTO

La relazione firmata da Lombardi inizia tracciando la storia dal momento dell'individuazione del sito (temporaneo) per lo smaltimento delle macerie.
Il sito scelto era la cava ex Teges di proprietà della T&P.
Dopo aver recepito le linee guida della Provincia e dell'Arta su come stoccare i rifiuti, «la Giunta Comunale aveva “dovuto individuare”, come primo sito da destinare a deposito temporaneo, la cava ex Teges».
Si doveva fare in fretta per l'emergenza quindi si era subito chiesto alla Di.Coma.C. di manifestare il proprio assenso all'“affidamento diretto a favore della stessa ditta proprietaria del sito e al Prefetto invece era stato chiesto di “esaminare la questione, soprattutto ai fini antimafia”.
Il 9 giugno 2009 la società T&P, risponde ad una nota (prot. n. 163 dell'08/06/2009), di cui - dice la Commissione- non risulta altra traccia.
Cioè la ditta risponde ad una lettera del Comune che in realtà non sembra esistere, o per lo meno la Commissione non l'ha trovata.
La ditta comunque presenta la propria proposta tecnico-economica «relativa alla gestione del sito di stoccaggio dei rifiuti provenienti dai crolli e dalle demolizioni» allegando i corrispettivi economici di tutte le operazioni fino al trasporto e smaltimento definitivo dei rifiuti.
Il 10 giugno, il coordinatore della Di.Coma.C., Bernardo De Bernardinis, aveva dato il proprio assenso sulla modalità di «procedura negoziata, senza previa pubblicazione di un bando di gara», sottolineando il fatto che «l'amministrazione comunale, in qualità di stazione appaltante, negli atti della procedura (negoziata, ndr) dovrà nuovamente dare conto delle ragioni».

LA DELIBERA «IN PALESE CONTRASTO CON IL TESTO UNICO»

Il fulcro delle irregolarità pare essere quella delibera di Giunta che di fatto scavalca la funzione dei dirigenti comunali.
E' l'ormai famosa (ma ancora introvabile) delibera del 12 giugno 2009 n.154 «nella quale la Giunta – si legge nella relazione della Commissione- ha approvato la proposta di deliberazione predisposta nella stessa data dal competente Servizio, a firma dell'assessore Moroni, contenente specifico invito al Settore Ambiente di accettare la proposta contrattuale della T.&P. s.r.l. di affidare alla stessa T&P s.r.l. i lavori elencati nella proposta della Società (…) dando atto che le spese necessarie rendicontate dalla T&P avrebbero gravato sull'apposito fondo della Protezione Civile».
«Veniva omesso, peraltro, ogni obbligatorio parere finanziario», scrivono lapidariamente nella relazione.
La delibera di Giunta «è stata adottata in contrasto con l'art. 107 e con l'articolo 192» del Testo Unico degli Enti Locali.
Nel primo articolo si sancisce che la responsabilità delle procedure d'appalto e di concorso, la stipulazione dei contratti, gli atti di gestione finanziaria compresa l'assunzione di impegni di spesa, sono compiti che spettano ai dirigenti comunali competenti per quel settore che recepiscono le linee di indirizzo degli organi di governo.
Non doveva quindi essere la Giunta ad approvare la proposta della T&P perché a quel punto l'avallo del dirigente sarebbe diventato un pro-forma.

… E «SPESA INCONTROLLABILE»

L'articolo 192 invece riguarda la stipulazione dei contratti che deve essere preceduta da apposita determinazione del responsabile del procedimento di spesa.
«In alcun modo, - si legge nella relazione- neanche per i casi specificatamente previsti di somma urgenza, esse (le decisioni, ndr) possono essere sottratte alla valutazione ed alla competenza del Dirigente».
Per quanto riguarda l'impegno di spesa, la Commissione ha osservato che «resta indeterminato, e senza limiti, l'impegno di spesa che, comunque, pur se a carico della Protezione Civile, concerne, e resta di esclusivo controllo e responsabilità del Comune dell'Aquila; l'assenza di tale previsione, peraltro obbligatoria, potrebbe dar corso ad una attività ultronea per quanto concerne l'importo finanziario non controllabile».

«MERA E COMPLETA ACCETTAZIONE DELLA PROPOSTA DELLA T&P»

Si esprime in modo chiaro la Commissione:«da nessun atto né procedura ufficiale si evince che fra la prima e la seconda deliberazione sia stata attivata alcuna attività contrattuale, se non quella della mera e completa accettazione della proposta della Società T&P.s.r.l. Men che meno è rinvenibile dagli atti alcuna procedura contrattata, pur ammettendo che tale procedura trovasse effettiva motivazione circa la sua legittimità».
E continua: «risultano presentate ufficialmente più richieste di inviti di partecipazione alla procedura di assegnazione di quei lavori mai prese in considerazione».

QUELL' “AVVALIMENTO”… DISPERSO

Nella proposta tecnico-economica presentata dalla T&P e allegata alla delibera di Giunta n.154, la società dichiarava, non avendo le certificazioni per lo smaltimento dell'amianto, di avvalersi della ditta Pavind srl (dichiaratamente iscritta all'albo gestione rifiuti per le categorie 10A e 10B).
«Nel corso della riunione del 16 luglio scorso- scrive la Commissione- l'assessore Moroni, oltre che giustificare con l'urgenza ogni comportamento, ha esibito un atto non notarile di “Avvalimento” datato 8 giugno 2009. Del suddetto atto di Avvalimento, trasmesso da T&P srl con lettera del 14 luglio 2009 e fatto pervenire all'assessore Moroni il 16 luglio, non c'era traccia o riferimento alcuno fino a quella data nella pur lunga ed elaborata procedura».
L'atto di avvalimento è, dunque, quell'atto nel quale la ditta asserisce di non avere requisiti e di avvalersi di altra ditta.

LE OSSERVAZIONI SULLE DICHIARAZIONI DELL'ASSESSORE MORONI

Una buona parte delle osservazioni della Commissione sono poi sulle dichiarazioni rese da Moroni durante le riunioni.
Si torna ancora sull'avvalimento, punto sul quale aveva insistito molto anche Gianfranco Giuliante (Pdl): «dalle dichiarazioni dell'assessore Moroni si desume con certezza che: l'impresa non possiede i requisiti richiesti da quell'incarico: infatti, si è munita di un avvalimento da parte di altra impresa; che l'impresa solo il 14 luglio ha esibito un atto di Avvalimento, ancorché asseritamene stipulato l'8 di giugno, solo dopo oltre un mese dall'affidamento e dalla adozione della deliberazione, mentre, invece, il D.Lgs. 163/2006 impone che l'Avvalimento debba essere non solo formato, ma anche certificato prima della selezione e del contratto».
La Commissione ha quindi sottolineato che la Giunta comunale «ha consentito di sanare surrettiziamente con l'Avvalimento la mancanza di requisiti in una trattativa privata con unico concorrente, in palese violazione della D.Lgs. 163/2006 artt. 49 e 57».
Norme che non consentono di usare l'avvalimento se non e solo nelle ordinarie procedure di gara escludendo la possibilità che il suo uso possa trovare spazio in una trattativa privata (art. 57).

ANCORA QUALCHE AMBIGUITA' ED IMPRECISIONE…

Il cielo sopra quella delibera di Giunta non si schiarisce, nemmeno sulle cose più semplici. «Sembra del tutto obliata- scrive la Commissione- la espressa caratteristica della temporaneità del sito di deposito espressamente fissata e ribadita dal gruppo di lavoro: Provincia dell'Aquila, Arta, Regione Abruzzo».
Ed ancora: «resta ambiguo e non precisato il rapporto tecnico e finanziario fra Comune, Asm (Aquilana Società Multiservizi, spa) e T&P relativamente all'impiego del personale Asm. per il coordinamento e controllo delle attività».

Manuela Rosa 23/07/2009 9.33