Smaltimento macerie, T&P a PrimaDaNoi.it: «mai ritirati: abbiamo i requisiti»

Alessandro Biancardi

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IL GIALLO NEL GIALLO. L’AQUILA. Di nuovo un colpo di scena nella storia del maxi appalto da 50 milioni di euro per lo smaltimento delle macerie a L’Aquila.
Questa volta però creato da «false notizie», dicono dalla T&P. «Non ci siamo ritirati» ha dichiarato a PrimaDaNoi.it, Claudio Pangrazi, attuale titolare della ditta T&P.
«Non abbiamo mai dichiarato di non avere requisiti perché li abbiamo» ha precisato il titolare Pangrazi, alquanto infastidito dalle notizie uscite su tutti i giornali questa mattina, «invieremo un comunicato nel pomeriggio…».
Anche la notizia di un presunto sequestro delle carte da parte della Guardia Di Finanza non ha trovato riscontro nelle parole di Pangrazi: «da noi è venuta solo la polizia giudiziaria a fare delle verifiche ma non ha prelevato dei documenti. Non so se l'hanno fatto in altri ambiti, come per esempio al Comune, ma questo non lo so».
Da quanto si è appreso, infatti, la procura vorrebbe vederci chiaro su questa storia che nei giorni scorsi ha creato dubbi e polemiche.
Pangrazi ha continuato la sequela di smentite parlando di una riunione riportata dai giornali ma, a suo avviso, mai avvenuta.
«Non abbiamo nemmeno partecipato – ha chiarito Pangrazi- alle riunioni con la commissione ambiente e con De Bernardinis, come qualcuno ha scritto. Stiamo per scrivere un comunicato con gli avvocati per smentire punto per punto tutta la questione che è stata sollevata».
Per quanto riguarda la cifra, Pangrazi ha incalzato: «da nessuna parte sta scritto che l'importo dell'appalto è di 50 milioni di euro: è una gonfiatura per rendere la notizia più rilevante. Su cosa hanno fatto i calcoli? Potrà essere un appalto da 100 mila euro, 300 mila euro, 500 mila euro. Io sarei contento se fosse di 50 mln di euro, ma è di gran lunga inferiore. Le parole possono essere interpretate, ma i numeri nascono da formule e calcoli. Questo signore dovrà dire da dove ha tirato fuori queste cifre».
«Noi abbiamo fatto tutto rispettando le regole della Protezione Civile», ha assicurato Pangrazi, «il sito è un sito realizzato secondo le linee guida della Provincia».
E l'obiezione che faceva Giancarlo Giuliante sul fatto che, essendo impresa inattiva, non avevate l'attrezzatura disponibile?
«Adesso non scendiamo in particolari giuridici, ma comunque la questione non è di nessuna rilevanza» ha risposto il titolare della T&P.
«Ci difenderemo in modi opportuni con denunce, ci penseranno gli avvocati», ha chiosato Pangrazi.
Resta adesso da capire come ieri il senatore del Pdl Fabrizio Di Stefano abbia annunciato che la ditta aveva fatto marcia indietro.

Manuela Rosa 17/07/2009 12.33

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