Appalto macerie, la ditta si ritira «perché non in possesso dei requisiti»

Alessandro Biancardi

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Appalto macerie, la ditta si ritira «perché non in possesso dei requisiti»
L’AQUILA. Dopo il fuoco di accuse e polemiche la T&P srl ha riconosciuto di non essere in possesso dei requisiti necessari. Si ritira e dunque bisognerà rifare l’affidamento probabilmente attraverso un appalto pubblico per il servizio di selezione e smaltimento rifiuti.

Dalla società hanno fatto sapere oggi che non sono in grado di espletare il maxi appalto da 50 milioni di euro, forse più, per il deposito e la selezione delle macerie del terremoto che ha colpito la città dell' Aquila. Una notizia che giunge a sorpresa e a comunicarla è stato il senatore del Pdl, Fabrizio Di Stefano, che aveva presentato nei giorni scorsi un'interrogazione parlamentare sull'affidamento dell'appalto alla stessa azienda che risultava inattiva al 31 maggio scorso alla Camera di Commercio.
Fino a ieri inoltre il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante, aveva continuato a dire che la questione non poteva passare inosservata e che sarebbe stato necessario bloccare tutto.
«I dubbi sollevati dal capogruppo da Giuliante - ha spiegato Di Stefano - trovano piena fondatezza e, analogamente, le richieste di verifica fatte dal sottoscritto con un'interrogazione alla Presidenza del Consiglio, di fatto trovano risposta. Ci domandiamo a questo punto: se non fosse venuta fuori la denuncia di Giuliante e la stessa interrogazione di cui sopra, la società in questione (T&P srl) avrebbe comunque rinunciato all'incarico?».
Proprio il consigliere Giuliante aveva alzato il polverone e nelle ultime ore il sindaco Cialente aveva chiarito che ci si era mossi in questo modo vista l'urgenza.
«La perplessità ancora maggiore è nei confronti dei vertici del Pd - ha aggiunto Di Stefano - ed in particolare per i suoi senatori, che da settimane alzano la voce per reclamare il totale coinvolgimento degli enti locali nella gestione degli incarichi nella ricostruzione. Cosa dicono di fronte a questo, chiamiamolo svarione, in cui incappato il sindaco Cialente, oggi emerso nell'interezza della sua gravità. Oggi aspettiamo da loro, che tanto hanno pontificato, una presa d'atto dell'accaduto e conseguentemente una forte condanna a questa maniera cosi approssimativa di operare del sindaco dell'Aquila. Ci chiediamo a questo punto se ci sarà qualcuno che si assumerà le responsabilità di quello che abbiamo definito simpaticamente svarione. Cialente o chi per lui?»
16/07/2009 17.51