Berlusconi torna all’Aquila. Sale lo scontro sull’Irpef

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è atteso giovedì in Abruzzo per una nuova visita nelle aree terremotate.

Anche se non c'è ancora una data precisa, inoltre, l'indicazione emersa e' quella di far svolgere il seminario del Governo nella città de L'Aquila ai primi di agosto.
Secondo quanto si apprende oggi al Consiglio dei ministri il premier Silvio Berlusconi avrebbe ribadito la sua intenzione di andare ad agosto in Abruzzo e di convocare lì il seminario.
Intanto il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis lancia un ennesimo appello al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, «per un confronto serio e condiviso sulla ricostruzione».
Un appello e' stato lanciato sempre al presidente della Regione Gianni Chiodi e ai parlamentari abruzzesi affinchè facciano leva sull'annullamento di ipotesi di restituzione dell'Irpef al 100 per cento dal mese di gennaio prossimo.
Per De Matteis «noi non vogliamo non pagare i tributi ma almeno essere considerati come gli altri che prima di noi hanno affrontato il doloroso problema del terremoto anche perchè oggettivamente nessuna impresa sarà in grado in autunno di pagare le tasse non versate».
Parlando poi della zona franca De Matteis ha ricordato come il tema sia di competenza della stessa Regione.
Contro la restituzione dell'Irpef si è scagliato anche il segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, che parla di «un'ulteriore penalizzazione per i cittadini aquilani. Tra i tanti impegni assunti dal governo figurava la sospensione dell'Irpef a carico di lavoratori e aziende. Una boccata di ossigeno, che avrebbe consentito agli aquilani di affrontare la fase di emergenza con qualche disponibilità economica in più».
Secondo Giorgi «andrebbe applicato lo stesso criterio adottato in Umbria e in Friuli, dove le tasse sono state restituite dopo un decennio e nella misura del 40 per cento. E' vergognoso che il governo, a pochi mesi dal sisma e in una fase ancora di piena emergenza - incalza l'esponente Cisl - chieda ai cittadini la restituzione delle somme non pagate».
Per i deputati abruzzesi del Pd Vittoria D'Incecco, Tommaso Ginoble, Giovanni Lolli e Lanfranco Tenaglia sulla questione della restituzione delle tasse «se il governo e la maggioranza non accetteranno i nostri emendamenti, useremo tutti gli strumenti regolamentari possibili per impedire uno schiaffo alla dignità delle popolazioni terremotate e un colpo mortale all'economia delle famiglie, dei lavoratori, dei professionisti e delle imprese abruzzesi».

15/07/2009 16.16