Cialente:«3 mesi dal terremoto: è ancora piena emergenza»

Alessandro Biancardi

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  Cialente:«3 mesi dal terremoto: è ancora piena emergenza»
L’AQUILA. Sono passati tre mesi da quella notte maledetta. Ogni giorno le reali dimensioni della tragedia emergono con sempre maggiore nitidezza e drammaticità. E’ questo il senso dell’appello che oggi il primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente, ha voluto lanciare.
«Siamo ancora in piena emergenza: migliaia di persone nelle tende, in condizioni ormai insostenibili, migliaia di aquilani ancora sfollati sulla costa. Ancora non parte la riparazione delle case con danni lievi o comunque non gravissimi, è tutto fermo», ha denunciato Cialente.
«Dopo le nostre pressanti richieste, una prima parte dei fondi è arrivata solo nei giorni scorsi. Nonostante i nostri sforzi e le nostre proposte, si sta accumulando un ritardo insostenibile! Le stesse scelte del Governo, promesse a parte, sembrano sottovalutare in pieno la reale dimensione della nostra condizione. Comincia ormai a serpeggiare la sensazione, dolorosa – sì, dolorosa – di essere abbandonati. Di fronte a questo quadro», ha aggiunto, «occorre raddoppiare, triplicare gli sforzi perché tutto possiamo fare tranne che lasciarci cogliere dalla sfiducia o peggio ancora lasciare che altri gestiscano il nostro futuro, la sopravvivenza stessa della nostra comunità. L'Aquila deve essere ricostruita dagli Aquilani. I finanziamenti per le case e per il patrimonio, le generose donazioni per gli edifici storici e le istituzioni devono arrivare; è una promessa che ci è stata fatta e che deve essere mantenuta. Ma tocca a noi gestire il destino di questi soldi. Noi che, vivendo nella città, ne conosciamo ogni angolo, che ne costituiamo il tessuto sociale, culturale ed economico. Siamo noi gli unici a poter ridare all'Aquila il futuro che merita e che noi vogliamo».
Cialente è poi tornato a chiedere «risorse adeguate e certe».
« Mai come in questo momento», ha concluso il primo cittadino, «occorre che tutti noi ci riconosciamo in un'unica, solidale comunità. Solo noi possiamo ricostruire la città come la vogliamo. E' per questo che rivolgo un appello a tutte le Aquilane ed a tutti gli Aquilani indipendentemente dagli schieramenti politici, i cui connotati, in questo momento, non hanno ragione di esistere. Innanzitutto a coloro che sono presenti nelle Istituzioni, poi a tutti coloro che operano nelle associazioni, negli ordini professionali, nelle forze sociali. Inoltre, a coloro che si sono raccolti nei comitati spontanei, a tutte ed a tutti, soprattutto ai giovani, che vivranno nella loro maturità ciò che sapremo ricostruire. Se abbiamo lavorato insieme fin dall'inizio, ora è il momento di farlo con ancora più convinzione e con maggiore concretezza. Stiamo vivendo una situazione unica, senza precedenti. E' necessario che si trovi un modo nuovo, originale, per lavorare insieme alla nostra ricostruzione. Altrimenti altri e non noi decideranno del nostro futuro».
Il sindaco si è poi detto disposto a chiedere al Presidente Carlo Benedetti di convocare un Consiglio comunale aperto, nel quale proporre «forme di partecipazione istituzionali e di consultazione permanente».
11/07/2009 12.32

LUNEDÌ RIPRENDE L'INCHIESTA SUI CROLLI E SI PENSA A SMALTIRE LE MACERIE

L'AQUILA. «A settembre speriamo di arrivare alla fase processuale». Dopo la settimana di stop per il G8, lunedì riprenderà l'attività giudiziaria.
Lo ha detto il procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale dell'Aquila, Alfredo Rossini, commentando la prossima ripresa dell'indagine sui danni provocati dal terremoto.
Rossini ha preferito bloccare le indagini all'Aquila, in particolare quelle condotte dai consulenti tecnici nelle strutture crollate, per le limitazioni al traffico e le stringenti misure di sicurezza adottate in questi giorni.
«A settembre abbiamo programmato il passaggio più processuale, basato sulle perizie - ha spiegato il procuratore -. Da lunedì si riprende il lavoro sul materiale, una cosa non facile perché il materiale è davvero tanto». Rossini ha sottolineato che il G8 non ha sospeso o influenzato decisioni relative all'inchiesta.
Il sindaco Massimo Cialente ha chiesto invece che L'Aquila diventi la sede della direzione nazionale della Protezione civile. «Sarebbe un segnale importante e necessario – ha aggiunto il primo cittadino - visto anche il successo della gestione della prima fase dell'emergenza. Costituirebbe inoltre un vero rilancio strategico dell'Aquila».
«La città – ha detto ancora Cialente – ha superato bene la prova del G8, tanto che il Capo del Governo, Silvio Berlusconi, ha già dichiarato di voler fare un altro G8 apposito all'Aquila sui temi della sicurezza, della prevenzione e della gestione dell'emergenza. Al di là di questa iniziativa, di cui prendo atto e per la quale, se sarà effettivamente realizzata, esprimo soddisfazione, il capoluogo abruzzese, come noto, ha delle eccellenze straordinarie in fatto di tecnologia avanzata, sia a livello industriale, che di università, di scuole specializzate e di centri di ricerca di prim'ordine, apprezzati ovunque».
Sempre lunedì tornerà a riunirsi il Consiglio comunale dell'Aquila, alle 9.30, a palazzo dell'Emiciclo, per discutere sul regolamento comunale sul valore delle terre civiche per mutamenti di destinazioni e alienazioni e sul regolamento per le monetizzazioni delle aree da cedere.
Tali argomenti saranno in seconda convocazione, mentre in prima convocazione si parlerà della ratifica dell'accordo di programma con la Regione Lombardia per la realizzazione di residenze universitarie e Coppito e per l'allestimento di fabbricati per la scuola primaria.
Prevista anche la discussione delle ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri sulle ricostruzioni dei fabbricati di categoria A, B e C, con le osservazioni pervenute dalla quinta commissione consiliare, Garanzia e Controllo.
Quest'ultima si riunirà alle 10 di giovedì 16 giugno, all'Ance, per esaminare i provvedimenti concernenti i rifiuti da macerie.

11/07/2009 11.19