G8, ultimo atto. No Global ricordano Carlo Giuliani: «siamo qui per te»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il G8 dell'Aquila si avvia alla conclusione, dopo la giornata di ieri che ha segnato importanti passi in avanti nella collaborazione tra gli Otto grandi e i Paesi dalle economie emergenti.
I G8, insieme ai leader di Algeria, Angola, Egitto, Etiopia, Libia, Nigeria, Senegal, Sudafrica e Commissione dell'Unione africana, Aie, Banca Mondiale, Fmi, Ilo, Ocse, Omc e Onu, discuteranno la Dichiarazione sull'Africa e lo sviluppo approvata il primo giorno e quella 'allargata' dei sedici Paesi del Mef di ieri.
L'impatto sulla crisi in Africa e' il tema della colazione di lavoro aperta alle 8:30, mentre quello sulla sicurezza alimentare si sviluppera' dalle 10:30. Alle 13, infine, la conferenza stampa conclusiva della Presidenza G8.
Questa sarà anche la giornata di Carla Bruni Sarkozy, che si muoverà sui luoghi del terremoto, dopo avere disertato il programma che hanno seguito le altre first ladies.



E all'Aquila, questa mattina, si metterà in movimento la manifestazione dei no global, alla quale parteciperanno, per sollecitare la ricostruzione, anche molti abitanti del centro devastato dal terremoto del 6 aprile che hanno, però, fatto una chiara premessa: «al primo accenno di protesta violenta andremo tutti via»
In testa al corteo, i vigili del fuoco e gli insegnanti delle tendopoli, i più penalizzati dalle mancate promesse del governo.
Il corteo si svolgerà su un percorso già concordato con la Questura e secondo gli organizzatori, parteciperanno tra le 5mila e le 6mila persone.

10/07/2009 10.27



MOMENTI DI TENSIONE CON MANIFESTANTI TURCHI

Con un grande striscione su cui c'e' scritto "Voi G8 siete il terremoto, noi tutti aquilani", e' partita la manifestazione anti-G8, indetta dai Cobas a L'Aquila.
Un migliaio di persone sono partite dal piazzale antistante la stazione ferroviaria di Paganica, per raggiungere, dopo sei chilometri, la villa comunale de L'Aquila.
Il corteo ha percorso la Statale 17 (il traffico è stato bloccato) passando dinanzi a Bazzano, dove c'e' il cantiere per la costruzione di centinaia di casette antisismiche, che ospiteranno i terremotati rimasti senza casa.

«Tra di noi - ha detto il leader Cobas - non ci sono guerriglieri, assaltatori o violenti, siamo assolutamente pacifici ed eventuali elementi di disturbo sarebbero al servizio di lor signori, i potenti».

Il corteo ha fatto registrare attimi di tensione perche' e' stato srotolato uno striscione del Partito Comunista turco il Tikb con una falce e martello e un mitra disegnato sopra con su scritto "Smash G8".
Un gruppo di manifestanti ha cercato di far togliere lo striscione ma alla fine, dopo qualche spintone e insulti in varie lingue, i rappresentanti del partito comunista turco hanno guadagnato la coda del corteo.
In corteo anche due vigili del fuoco di Verona, in divisa e casco d'ordinanza: «Il governo faccia qualcosa per la prevenzione - spiegano non dobbiamo essere sempre noi gli eroi. Maroni mantenga le promesse e stanzi fondi per altre 15 mila unita', ce lo chiede l'Europa».
E dal camion dei Cobas che guida la manifestazione, dopo gli ormai 'classici' Bob Marley e Manu Chao, risuonano le note dei canti tradizionali abruzzesi.


Diverse sigle aderenti, con le bandiere rosse di Rifondazione, quelle dei Cobas, della pace, di Sinistra critica. In testa al corteo, come annunciato, un movimento tutto aquilano, "Epicentro Solidale", che ha esposto lo striscione con scritto "Una sola grande opera, ricostruire L'Aquila dal basso".
Ci sono anche, piu' sparuti, gli "Aquilani contro il G8", che hanno inveito contro i movimenti di sfollati che non hanno aderito, a partire dal "3e32", bollato come «servo del Pd».
«I terremotati sono stati usati come merce e propaganda dai cosiddetti Grandi del mondo che spendono un sacco di soldi per vertici come questo in cui non si risolvono certo i problemi», ha denunciato l'esponente di Rifondazione comunista, Giovanni Russo Spena.
«Noi chiediamo di ricostruire L'Aquila ascoltando la popolazione e rifiutando l'idea che possa essere Bertolaso a decidere per tutti», ha detto il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero. «Chiediamo anche che i popoli del mondo - ha aggiunto Ferrero - possano partecipare ad uscire da questa crisi che i Grandi della Terra hanno provocato con le politiche neoliberiste».
Nel vertice, hanno spiegato invece gli esponenti di A Sud, «l'umanità, i popoli, i diritti, la giustizia, sono stati i grandi assenti. Denunciamo la perdita di ogni principio di democrazia e partecipazione. Quanto avvenuto qui a L'Aquila dimostra una volta di più il fallimento dell'attuale governance mondiale».



Il movimento ha lanciato, quindi, cinque proposte per «le centinaia di milioni di persone di tutto il mondo non rappresentate nel summit di Coppito: il riconoscimento dell'acqua come diritto umano inalienabile, l'istituzione della Corte penale istituzionale per i crimini contro l'ambiente, l'uscita dal Wto delle politiche agricole e idriche, la fine delle produzioni di biocombustibili e il riconoscimento del debito ecologico del nord del mondo nei confronti del sud del mondo».
Intanto tornano in libertà gli otto giovani fermati tre giorni fa a Roma in occasione dei disordini scoppiati in concomitanza con le iniziative di protesta. Lo ha deciso il gip Barbara Callari che ha anche imposto a cinque di loro l'obbligo di firma quotidiano. Respinta, quindi, la richiesta di mantenimento degli otto in carcere fatta dal pm Giuseppe De Falco. I giovani sono indagati, a seconda delle singole posizioni, di danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale nonché di porto e detenzione di oggetti contundenti. Tutti facevano parte del gruppo di 36 che erano finiti in Questura in seguito all'intervento delle forze dell'ordine.
10/07/2009 14.31



SFILATA DAVANTI NEW TOWN

Il corteo dei è passato davanti ai cantieri della new town di Bazzano, dove si stanno costruendo abitazioni a prova di sisma per accogliere gli sfollati aquilani.
Una soluzione che non piace ai comitati aquilani che hanno protestato al grido di «Case sì, ghetti no».
I lavoratori del cantiere si sono fermati ad osservare il corteo.
Poi momenti di tensione quando alcuni dei no-global giunti alla Villa comunale dell'Aquila, hanno lanciato bottiglie di plastica contro lo schieramento delle forze di polizia che presidia l'ingresso al centro storico, off-limit.
Il gruppo di manifestanti che tentava di entrare è stato respinto, in primo luogo, dallo stesso servizio d'ordine predisposto dagli organizzatori del corteo.
L'applauso piu' grande e sentito di tutti i manifestanti e' per Carlo Giuliani, il giovane rimasto ucciso a Genova nel 2001 dopo gli scontri tra no global e polizia.
«Siamo qui anche per lui - scandiscono i manifestanti dal camion che funge da palco improvvisato per alcuni interventi conclusivi - Carlo e' vivo e lotta insieme a noi»
. I manifestanti si sono poi disseminati pacificamente nella vasta area del parco pubblico aquilano, cercando sollievo all'ombra e facendo la fila alle fontanelle.
Blindato l'accesso al centro storico, che dista solo pochi passi da qui: nell'unica via d'accesso le forze dell'ordine hanno posto una grata mobile, dietro cui sono schierati in forze.



Nessuna tensione comunque, neanche in questo punto: l'unico manifestante che ha sfidato burlescamente i poliziotti e' un anziano hippy, barba lunga e torso nudo, che fa su' e giu' declamando inni di pace e suonando il flauto.

VOCI SU ARRESTI, NO GLOBAL LITIGANO

Ad un certo punto è salita però la tensione tra gli stessi manifestanti protagonisti.
«Quattro compagni - annuncia uno dei No-global al megafono - sono stati arrestati ad Avezzano mentre venivano all'Aquila perché avevano caschi e aste per bandiere».
La notizia viene subito corretta la megafono da un altro No-global «in realtà - precisa -i 4 sono stati solo fermati per accertamenti, non creiamo tensioni e torniamo a casa senza fare incidenti».
Ma tra 'falchi' e 'colombe' è tensione: volati anche insulti e qualche spintone tra chi vorrebbe lasciare pacificamente la Villa Comunale e chi invece vorrebbe fare qualche azione più dura.
10/07/2009 17.43