La protesta delle "Last Ladies" in tenda: «noi usato dal G8 come sfondo»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ci sono le First Ladies oggi a L’Aquila ma ci sono anche le “Last Ladies”: un gruppo di una decina di donne che vivono nelle tendopoli si è radunato davanti a Palazzo Silone, sede della Regione Abruzzo, esponendo cartelli con su scritto "ultime donne” * LE MOGLI VIP TRA LE MACERIE * IL MENU DEL PRANZO PER LE FIRST LADIES



L'AQUILA. Ci sono le First Ladies oggi a L'Aquila ma ci sono anche le “Last Ladies”: un gruppo di una decina di donne che vivono nelle tendopoli si è radunato davanti a Palazzo Silone, sede della Regione Abruzzo, esponendo cartelli con su scritto "ultime donne”


* LE MOGLI VIP TRA LE MACERIE


* IL MENU DEL PRANZO PER LE FIRST LADIES






Una iniziativa di protesta pacifica, come quella di ieri del “Yes we camp” (che faceva il verso allo “Yes we can” di Obama) con le quali le donne aquilane vogliono sottolineare la loro condizione, che le vede costrette a vivere ancora nelle tende fra numerosissimi disagi e - hanno detto - senza prospettive reali di sistemazione immediata.
Al gruppo si sono aggiunti anche alcuni uomini.
«Questa del G8 è un'altra occasione», sostengono i manifestanti, «per usare le nostre rovine come sfondo per coprire i problemi reali. Con questo messaggio ironico - spiega Claudia del comitato 3e32 - vogliamo ancora denunciare i media italiani che hanno fatto diventare la tragedia del terremoto un grande spot, mentre decine di migliaia di persone sono in tenda da tre mesi e ci rimarranno anche in autunno».



E' stata invece annullata la marcia di protesta che avrebbe dovuto svolgersi questa mattina da via Strinella alla villa comunale e che i manifestanti, per sottolineare la condizione di disperazione, avrebbero condotto in mutande.
Gli organizzatori non hanno spiegato se la manifestazione si terrà nel pomeriggio.
Momenti di tensione inoltre quando una cinquantina di rappresentanti dei Comitati cittadini dell'Aquila hanno occupato un edificio nei pressi della Regione al grido di «una casa agli aquilani».
«In questo palazzo - spiega Federica, del Comitato Epicentro solidale - ci sono appartamenti in vendita non abitati, ma qui all'Aquila c'é l'emergenza case e noi chiediamo che quelle agibili siano destinate alle famiglie e soprattutto agli anziani e ai bambini. Chiediamo di fare una verifica in tutta la città per valutare quante sono le case sfitte agibili e permettere legalmente che siano destinate agli sfollati che da mesi stanno nelle tende».
Ed è tanta l'amarezza in decine di piccoli paesi del cratere, toccati dal terremoto, ignorati dal G8 e dalle telecamere.



«Sono rimasti tutti all'Aquila o sono andati a Onna. Non si sono visti». Ripetono in molte tendopoli di Picenze di Barisciano, Roio, San Pio, Sant'Eusanio Forconese. C'é solo la Protezione civile, con i suoi servizi e le tende, ma nessun lavoro è stato svolto per migliorare le condizioni, come invece è avvenuto in altri centri attraversati o dai grandi o dalle centinaia di persone della sicurezza e dei servizi che gravitano attorno al grande evento. Sono paesi anonimi, senza vittime del terremoto o monumenti di pregio da restaurare, in grado di "catturare" l'attenzione dei mass media, di convogliare qualcuno che si muova a compassione e decida di "adottare" un gruppo di vecchie case e vecchie chiese distrutte.



«Si sono scordati di noi - dicono i terremotati -. Il G8 è stato all'Aquila, ma qua non s'é visto nessuno».
E questa mattina hanno protestato anche quattro consiglieri comunali dell'Aquila che si sono incatenati ad una ringhiera di un palazzo nei pressi di Piazza d'Armi per contestare il decreto legge sul terremoto.
Si tratta di Enrico Perilli (Prc), di Francesco Valentini (Pd), Luigi D'Eramo (La Destra) e di Luigi Faccia (L'Aquila Città Unita - lista civica).



I consiglieri comunali hanno esposto dei cartelli per contestare i contenuti del decreto sul terremoto: in particolare in uno striscione si chiede la maggiore partecipazione alle scelte da parte degli enti locali.
Per reagire a questa legge completamente insoddisfacente - ha spiegato Francesco Valentini (Pd) - abbiamo deciso di protestare in maniera eclatante perché senza reazione si continuerà non si sa per quanto tempo a non sapere quando comincerà la ristrutturazione delle case e soprattutto la costruzione delle case antisismiche che comunque non saranno sufficienti per ospitare tutti perché rimarranno fuori almeno 10 mila aquilani.



«Speriamo che nessuno si dimentichi di noi dopo il G8 e che l'Aquila torni presto a spiccare il volo», hanno detto invece 39 ragazzi, dai 15 ai 18 anni, delle scuole superiori dell'aquilano a cui è stata offerta l'opportunità di trascorrere una vacanza culturale a Budapest, per dimenticare, seppur per soli cinque giorni, il disagio delle tendopoli e le paure del terremoto.
Questa mattina la partenza dall'aeroporto di Fiumicino: accompagnati da tre insegnanti e rappresentanti della Croce Rossa e della Protezione civile, arrivano da tutte le tendopoli e da quasi tutti i paesi colpiti dal sisma, Onna, Coppito, Tempera, Sassa, Preturo, Paganica, Acquasanta.
«Questo viaggio ci voleva, sono felice - dice Alessio, 17 anni, di Tempera - nelle tendopoli non sai che fare da mattina alla sera, nelle tende fa troppo caldo: una settimana fa ci hanno contattato per dirci del viaggio. La paura ancora c'é, con lo sciame sismico. Sono contento del G8 all'Aquila: prima non la conosceva nessuno. Spero che i Grandi della terra ci aiutino. Assieme a Berlusconi ci hanno messo la faccia, speriamo le promesse siano mantenute».

09/07/2009 16.14


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LE MOGLI VIP TRA LE MACERIE

La prima parte della giornata aquilana delle First Ladies ha previsto un intenso programma di visite nel capoluogo abruzzese.
Ad accogliere la delegazione composta da dodici signore, il Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna e il Ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini.
Le signore si sono recate nel centro storico dell'Aquila, dove hanno potuto visitare i monumenti e le piazze colpiti dal terremoto del 6 aprile, in particolare Piazza Duomo, la Chiesa di Santa Maria del Suffragio e la sede della Prefettura, il Palazzo del Governo.
In tarda mattinata hanno raggiunto Coppito, per la visita a una mostra sul terremoto e sulle soluzioni per ricostruire, a cura del Dipartimento della Protezione civile. Grande interesse per il percorso espositivo, soprattutto per la sezione che permette di vivere l'esperienza del terremoto: le First Ladies del Canada, Gabon, Giappone, Messico, Nigeria, Svezia, Sudafrica e la moglie del Commissario Europeo hanno voluto provare personalmente la percezione del terremoto salendo su una piattaforma che simula la scossa.



Due gli appuntamenti culturali in programma nel pomeriggio, con la visita alle esposizioni allestite nella Scuola della Guardia di Finanza di Coppito: la mostra sulle eccellenze italiane e quella sull'Aquila e sulle tecniche di restauro dei beni culturali danneggiati dal terremoto. In serata è previsto il rientro a Roma.
La moglie del presidente degli Usa, Michelle Obama, si è detta «colpita e commossa dal disastro del terremoto».
Come suo marito ieri, ha ribadito che gli americani non abbandoneranno gli aquilani.
«Sono molto commossa e cercheremo di fare tutto il possibile per sostenervi».
In particolare, secondo quanto si apprende da fonti informate, la first lady ha fatto molte domande sui bambini colpiti dal sisma.
«Ma quanti ne sono morti nel terremoto?», ha domandato Michelle che si è poi informata su come fossero stati sistemati ed assistiti quelli sopravvissuti. La first lady si è detta inoltre «molto preoccupata» dal loro stato psicologico e ha chiesto cosa si stesse facendo per far loro superare la paura di rientrare nelle case.
Domande a cui i ministri Gelmini e Carfagna, che accompagnavano la delegazione delle first lady, hanno risposto illustrando i programmi poi assistenza per i più piccoli.
Michelle ha ripetuto spesso il concetto dell'importanza di essere vicino ai più piccoli.

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IL MENU DEL PRANZO PER LE FIRST LADIES

E' un pranzo a base di prodotti dell'enogastronomia abruzzese quello che la Regione abruzzo offre oggi nella sede del G8, a Coppito, alle First ladies presenti all'Aquila, in occasione del summit.
Il menu' e' stato accuratamente preparato da Nico Romito, emergente chef, 'stella Michelin' abruzzese, individuato direttamente dal Gambero Rosso incaricato dalla Protezione civile dei servizi di ristorazione.
Il pranzo prevede come aperitivo un gelato di 'roveie' (legume selvatico quasi estinto della provincia dell'Aquila) con guanciale di Paganica croccante.
Segue baccala' macerato in olio extra vergine d'oliva con granita di patate e assoluto di peperone arrosto; tortello liquido di piselli tardivi con pomodoro fresco basilico e pecorino.
Infine, vitello glassato con orapi (spinaci selvatici) croccati e macedonia tiepida di patate.
Per finire, dolce caldo freddo di cioccolato e finocchio.
Romito ha cucinato per 18 persone.
Cristiana Romito si e' occupata del servizio di sala mentre i vini sono stati selezionati dal sommelier Gianni Sinesi.
Ad accogliere le first ladies la signora Daniela, moglie del presidente della Regione, Gianni Chiodi.

09/07/2009 16.24