L’Aquila blindata: 15.000 uomini della sicurezza, missili e cani anti-bomba

Alessandro Biancardi

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L’Aquila blindata: 15.000 uomini della sicurezza, missili e cani anti-bomba
L’AQUILA. Un dispiegamento di circa 15.000 uomini, con 2.500 militari si prepara a garantire lo svolgimento senza problemi del vertice mondiale a L’Aquila. * GALASSIA NO GLOBAL IN FERMENTO * E GHEDDAFI SI PORTA DIETRO LA TENDA

Si parte domani e si andrà avanti fino a venerdì ma già da domenica si è messa in moto la macchina dei controlli e dei divieti.
Sostanzioso il contributo delle forze armate alla sicurezza di tutto il mondo.
Duemilacinquecento militari in campo - tra Esercito, Marina e Aeronautica – e poi ancora vigili urbani del nucleo motociclisti di Roma, carabinieri di Torino, poliziotti di Napoli, un pulmino di forestali del Veneto, vigili del fuoco di Cuneo, due mezzi della Misericordia di Lucca, una camionetta del 1° reggimento bersaglieri di Cosenza e il 9° reggimento 'Bari' di Trani.



E poi ci sono centinaia di divise di tutti i corpi dello Stato, e decine di giacche e cravatte degli 007, non solo italiani, che hanno occupato ogni letto disponibile, sono in ogni bar, presidiano incroci e stradine sterrate, vie chiuse dal 6 aprile con i calcinacci ancora in strada e anche il fiume Aterno.
Sigillano, una ad una, le cabine della luce e dei telefoni, i tombini e i cassonetti, con tanto di foglio e timbro ufficiale.
Sono spariti i capannelli agli ingressi del centro storico; spariti gli anziani davanti ai bar a ricordare, come ogni giorno dal 6 aprile, la notte maledetta del terremoto; spariti i giovani in cerca di qualcosa da fare.
Anche l'unico 'struscio' consentito nel centro della città, cinquecento metri di strada dalla villa comunale a piazza Duomo, è deserto.
Lo scudo aereo impiega velivoli F16, Eurofighter e MB339, nonché elicotteri HH3F in configurazione 'Slow Mover Interceptor', con un radar Matra per la scoperta di 'target' a basse e bassissime quote, mentre aerei senza pilota Predator garantiranno in tempo reale il monitoraggio delle aree maggiormente sensibili. La difesa aerea sarà supportata anche da un aereo radar della Nato Awacs.
«Siamo pronti», ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli «a qualsiasi cosa possa accadere per far sì che il G8 si svolga in massima serenità. Abbiamo visto un ottimo stato di salute dell'organizzazione del G8 e anche del personale preposto alla messa in sicurezza dell'evento. Ci si presenta a questa vetrina mondiale con grande serenità e con un numero di operatori della sicurezza assolutamente adeguato alle circostanze». Sulla stessa linea il procuratore capo del capoluogo abruzzese, Alfredo Rossini. «Siamo pronti a tutto. Siamo attrezzati ed organizzati. Siamo tutti impegnati e siamo pronti a fare il nostro dovere, naturalmente sperando che non ce ne sia bisogno. Comunque, è un lavoro ordinario, ma siamo pronti a farlo quando é il momento», ha continuato il procuratore capo.



«Apparire in questo palcoscenico triste della tragedia - ha spiegato - ma sul quale pur sempre ci sono i riflettori del mondo puntati, è un fatto che interessa molto chi è in cerca di visibilità. Noi speriamo che non ci siamo passaggi e situazioni gravi».
Il procuratore non si è detto preoccupato degli arresti di Torino: «non sono fatti collegabili, e comunque non ci portiamo iella».
07/07/2009 8.49
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GALASSIA NO GLOBAL IN FERMENTO

La galassia no global è naturalmente in fermento per organizzare la protesta contro il G8. Le indicazioni alle forze dell'ordine - memori dei disastri di Genova - è quella di cercare il dialogo e la mediazione con i manifestanti. La 'prova generale' di sabato scorso a Vicenza per il corteo dei No Dal Molin è passata sostanzialmente senza grossi problemi, a parte pochi minuti di scontri a base di pietre, biglie e lacrimogeni. Ora la preoccupazione degli addetti all'ordine pubblico si sposta su Roma, dove sono in programma due manifestazioni (domani e giovedì) più altri blitz imprevedibili in vari punti della città. Per fronteggiare questi ultimi sono pronti reparti agili in grado di muoversi rapidamente. A Milano, attenzione al corteo dei centri sociali in programma mercoledì. Anche nel capoluogo lombardo possibili azioni dimostrative estemporanee degli antagonisti. La manifestazione finale si svolgerà all'Aquila sabato pomeriggio, a summit concluso.
La zona rossa dal raggio di alcuni chilometri dalla caserma di Coppito, sede del vertice, è off-limits: le strade di accesso chiuse dai posti di blocco, i negozi serrati, così come alcuni ristoranti ed agriturismo con 'pericolosa' vista sulla cittadella delle Fiamme Gialle. Anche i residenti si spostano solo col permesso. Sorvegliata speciale, poi, l'autostrada Roma-L'Aquila, con pattuglie e presidi di forze dell'ordine sui cavalcavia.



Pronti contro no global e malintenzionati, ma anche contro il terremoto il piano per evacuare i Grandi dalla caserma della Gdf in caso di sisma con magnitudo superiore a 4.
Intanto a far salire la tensione sono stati anche i 21 arresti di ieri tra Torino, Padova. Bologna e L'Aquila.
Per la Procura di Torino c'era il rischio di «reiterazione dei reati in vista dell'imminente apertura dei lavori del G8» e per questo sono scattate le manette nei confronti di presunti Black Block, no global, noti esponenti di spicco del mondo antagonista e dei centri sociali accusati di avere messo a ferro e fuoco il capoluogo piemontese, lo scorso 19 maggio, in occasione del summit dei rettori.
Gli arrestati, si legge infatti nell'ordinanza, «appartengono ad un comune ambiente, riconducibile al movimento antagonista non solo torinese, in grado di elaborare un disegno criminale collettivo ben organizzato, preparato in anticipo, suscettibile di porre in serio pericolo l'incolumità personale delle forze dell'ordine e di turbare gravemente l'ordine pubblico».
Ciò «rende evidente l'estrema concretezza e gravità del rischio di reiterazione di analoghe condotte criminose». Tanto più, conclude il giudice, «in vista dell'imminente apertura dei lavori del G8».
E ieri, l'Onda è tornata a farsi sentire, risvegliata proprio dagli arresti di alcuni studenti. A Torino si punta il dito contro il ministro Maroni ritenuto «il mandante di questa operazione che, oltre a reprimere il dissenso, compie una azione preventiva in vista dell'imminente G8 dell'Aquila».

07/07/2009 8.49

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E GHEDDAFI SI PORTA DIETRO LA TENDA

Arriverà in Italia l'8 luglio e porterà con sé la sua tenda beduina, che sarà montata all'interno della caserma della Guardia di Finanza di Coppito, sede G8.
Il leader libico Muammar Gheddafi per la seconda volta in poco meno di un mese atterrerà a Roma diretto all'Aquila, invitato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a partecipare al vertice in qualità di presidente di turno dell'Unione africana.
Come consuetudine, il colonnello non rinuncerà alla tenda nella quale abitualmente riceve i suoi ospiti.
A giugno era stata allestita nel giardino di villa Pamphili, dependance del governo italiano, per la sua visita storica a Roma, la prima in assoluto da quando 40 anni fa prese il potere in Libia.
La gigantesca tenda beduina a L'Aquila sarà montata - secondo quanto appreso - dentro il perimetro della Scuola delle Fiamme Gialle a pochi passi da dove si svolgeranno le riunioni del vertice.
Il colonnello parteciperà alla terza giornata di lavori, interamente dedicata all'Africa.

07/07/2009 9.12