3e32: «mostriamo al mondo la vera L’Aquila»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Durante il G8 facciamoci sentire, mostriamo il vero volto della città». * COLLETTIVO 99, «TENER CONTO DELLE NUOVE TECNOLOGIE DI COSTRUZIONE»

E' questo l'invito che il comitato 3e32 lancia a tutti i cittadini aquilani: «restiamo uniti anche nei giorni del G8 per sconfiggere quell'immagine costruita a tavolino di un paese dove tutto va bene».
Il comitato ripete ormai da tanti giorni che nei loro interessi non c'è affatto il summit tra i grandi della terra. Per loro la priorità resta la ricostruzione dell'Aquila.
Nonostante questo alcuni organi di informazione li hanno definiti no global, indicando anche la loro sede, il capannone di via Strinella, come il punto di raccolta dei contestatori del G8.
Tutte affermazioni smentite dagli organizzatori e che hanno creato destabilizzazione anche tra gli stessi appartenenti al gruppo.
«A noi sta a cuore», dicono dal comitato, «più di qualsiasi summit ciò che abbiamo costruito in questi tre mesi con fatica e soprattutto la piccola comunità che pezzo dopo pezzo si sta ricomponendo e prendendo vita, che da venti è diventata 1.500 sotto Montecitorio, e dopo una settimana quasi 3.000 nella manifestazione aquilana del 27 giugno scorso».
«Tutto questo è il seme di una rinascita della nostra città distrutta», continuano. «Tutto questo non possiamo permettere che venga travolto dalle giornate di un summit internazionale. Non vogliamo che questo diventi una scusa per toglierci di mezzo. Per questo chiediamo a tutti gli aquilani legati alla piazza 3e32 di essere presenti in questi giorni».
L'idea è quella di far continuare a vivere quello che si è costruito: «facciamo in modo di essere tanti, riempiamo il parco con le nostre tende e restiamo uniti a difendere questo piccolo ma fortissimo seme di democrazia partecipata. In tanti mostreremo al mondo la vera L'Aquila»
Nel tendone, nei giorni del summit, dormiranno accampati soltanto aquilani terremotati.
Poi ci sarà la fiaccolata la notte tra il 5 e il 6 luglio, a tre mesi dall'evento che ha irrimediabilmente trasformato le vite.
04/07/2009 12.48

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COLLETTIVO 99, «TENER CONTO DELLE NUOVE TECNOLOGIE DI COSTRUZIONE»

L'AQUILA. Partecipare attivamente alla ricostruzione di L'Aquila. È questo l'obiettivo di Collettivo 99 Giovani Tecnici Aquilani, associazione di promozione sociale composta da una cinquantina di giovani professionisti tra i quali ingegneri, architetti, geologi, esperti legali, sociologi, comunicatori.

Collettivo 99, da diverso tempo, lavora al progetto “L'Aquila – riconversione oltre la ricostruzione”. Il gruppo under 40 aquilano si è organizzato in diversi team impegnati nello studio delle esigenze della città e dei suoi abitanti, con l'obiettivo di pianificare interventi adeguati nei diversi settori della città.
Azioni che dovranno obbligatoriamente ripartire dalle 99 chiese, piazze e fontane che hanno reso L'Aquila urbanisticamente unica nel panorama italiano.
Collettivo 99, pur non dimenticando la storia secolare del capoluogo abruzzese, punta alla ricostruzione «con l'utilizzo delle tecnologie strutturali, digitali, energetiche e bioclimatiche più avanzate». Queste, unite ad interventi di restauro e recupero, hanno il fine ultimo di rendere L'Aquila nuovamente unica, bella e fruibile.
A ridosso del G8, i cui temi principali saranno la lotta ai cambiamenti climatici, la sicurezza energetica etc, il progetto di riconversione dei giovani tecnici aquilani si dimostra di straordinaria attualità, risultando tra l'altro essere urgente e di interesse internazionale.
Collettivo 99 illustrerà le proprie idee e progetti questa mattina, dalle ore 9.00 alla sala convegni dell'Ance a L'Aquila, con la partecipazione di Jeremy Rifkin, economista e presidente della Foundation on Economic Trends, Angelo Consoli, direttore dell'ufficio europeo di Jeremy Rifkin e ad alcuni rappresentanti di Stalker/Osservatorio Nomade, progetto transdisciplinare di ricerca.
Il ciclo di convegni “Convergenze” è giunto alla secondo incontro. Il primo dal titolo “esperienze giovani”, svoltosi il sei giugno, ha avuto grande seguito tra pubblico ed addetti ai lavori.
Collettivo 99, nella sua ricerca, segue alcune parole chiave emerse in una prima fase di studio e confronto. Riconversione al fine di arrivare ad una città ad impatto zero, programmazione di tutte le fasi della ricostruzione, flessibilità del processo mediante l'utilizzo di strutture provvisorie di buona qualità e ritorno ad una simbiosi con la natura grazie ad un nuovo rapporto fra città e campagna.

04/07/2009 10.21