Save the Children: 12.53 bambini e adolescenti coinvolti dal terremoto

Alessandro Biancardi

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ROMA. "Emergenza Abruzzo, tre mesi dopo". E' il rapporto in cui Save The Children fa il punto sul proprio intervento nelle zone colpite dal terremoto e nelle località della costa che ospitano gli sfollati.


Sulla popolazione complessiva colpita dal terremoto, circa 70.000 persone, sono 12.530 i bambini e gli adolescenti coinvolti, dei quali 5.988 hanno da 0 a 9 anni, mentre i ragazzi (da 10 a 19 anni) sono 6.542. In 1.229 vivono nelle 143 tendopoli dell'Aquilano.
«Una volta trascorsa la fase di emergenza più acuta e superata in parte la paura - dice la coordinatrice della risposta all'emergenza in Abruzzo di Save the Children Italia, Francesca Petrecca - per i minori che continuano a vivere nei campi sfollati o negli alberghi lungo la costa come per i loro genitori, predomina la fatica di doversi confrontare con una condizione di vita nuova e con difficoltà pratiche, come la convivenza forzata con estranei, la promiscuità e il caldo che e' sopravvenuto».
Per rispondere alle esigenze di questi bambini, attraverso un intervento sistematico, professionale e nell'ottica della continuità, Save the Children sta operando da tre mesi all'interno dei campi di Acquasanta, Bazzano, ex Italtel e Paganica, dove sono stati allestiti quattro Spazi a Misura di Bambino, mentre sulla costa teramana e' intervenuta con il progetto "Ricomincio da te" a Roseto degli Abruzzi.
Attraverso il proprio intervento, Save The Children ha raggiunto oltre 200 bambini ed adolescenti. 600, invece, sono i beneficiari indiretti delle attività, come ad esempio i loro familiari.
All'interno degli Spazi a Misura di Bambino dell'Aquilano, che riproducono un modello che Save The Children nella risposta alle emergenze in tutto il mondo, vengono svolte attività psico-sociali ed educative strutturate, sia con i bambini che con gli adolescenti.
Si tratta di aree protette all'interno delle quali i minori possono giocare e stare insieme, affiancati da operatori specializzati, in un ambiente protetto e sicuro.
Numerose le attività svolte dai bambini e dai ragazzi, molte delle quali ideate insieme a loro, volte a stimolarne l'espressione, la partecipazione e l'inclusione.
Per i bambini più piccoli, che sono il gruppo più numeroso nel campo di Bazzano, seguito da quello di Italtel, vengono effettuate molte attività creativo-manuali: la realizzazione di oggetti con materiale da riciclo, l'educazione ambientale, l'hand painting o ancora il laboratorio fiaba e la costruzione di teatrini e marionette.
Per i ragazzi più grandi e gli adolescenti, predominanti soprattutto nel campo Paganica, sono state organizzate attività comunicative o sportive: un laboratorio fotografico, dal quale scaturirà una mostra itinerante per le tendopoli; un blog, realizzato con l'aiuto di esperti, per potersi mettere in contatto con i coetanei di tutt'Italia (http://www.blog-eas.net/blog); un musical, intitolato "Dal caos al debutto", interamente ideato e realizzato dai ragazzi e andato in scena nel campo di Italtel, che rappresenta un'allegoria del terremoto e della successiva fase di ricostruzione; un torneo di "ultimate frisbee" tra i vari campi, che ha permesso ai ragazzi di dedicarsi ad uno sport che annulla le differenze di genere, azzera le eventuali gerarchie pre-esistenti in base alle abilità sportive perchè scarsamente diffuso in Italia e non ha bisogno di strutture per essere praticato.
Infine c'e' chi ha incanalato la paura, la rabbia, la speranza di poter ricominciare dopo il terremoto in un testo rap, come quello creato da alcuni ragazzi del campo di Paganica perchè, come afferma uno di loro, vogliono farsi «sentire dalle istituzioni e fargli capire come si vive qui al campo».


04/07/2009 9.16