Daniele Toto (Pdl):«Il Decreto sul terremoto è fatto, ora tocca agli abruzzesi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un Decreto da buttare quello per il terremoto? No, un Decreto da prendere ad esempio. E’ stato ribadito ieri all'Aquila in una tavola rotonda tra gli onorevoli Daniele Toto (Pdl) e Lanfranco Tenaglia (Pd) con la partecipazione del giudice Iannini, capo Gabinetto Ministero della Giustizia, moderatore, l'avvocato Francesco Carli.
Dal dibattito non sono emerse novità degne di rilievo.
Toto ha ribadito che il decreto è uno degli strumenti, quello iniziale, tempestivamente adottato ad appena 2 settimane dal sisma, per fronteggiare la situazione.
Nel tempo, ha aggiunto, «ogni altro provvedimento che si renderà necessario verrà adottato, così come saranno prese tutte le decisioni idonee al rimborso pure per le seconde case, come anticipato da Palazzo Chigi in una nota e ribadito ieri a L'Aquila dal Presidente Berlusconi».
Tenaglia ha lamentato l'assenza della previsione di intervento per le seconde case nel decreto, richiamando la necessità della consapevolezza dell'ampiezza dell'evento. «Proprio questa consapevolezza – commenta l'on.le Toto - dovrebbe suggerire che la logica del tutto e subito non solo è impossibile, ma anche incauta e sprovveduta, perché cosa sia il tutto non è ancora completamente chiaro, come è logico che sia, proprio per l'impatto, senza precedenti in Italia, della catastrofe su un capoluogo di regione». Abbiamo approfondito l'argomento decreto con l'onorevole Daniele Toto (Pdl) anche perché ha presentato un emendamento – poi trasformato in ordine del giorno governativo – che chiedeva l'allungamento delle scadenze del Piano di rientro dai debiti della sanità. «Sì, l'emendamento introduceva un termine ben individuato, quello del 31 dicembre 2011, per l'attuazione completa del Piano – spiega l'on.le Toto - cioè si dava respiro alle esauste casse regionali e si approfittava per renderlo meno rigido di com'è».
Sulla stampa però si parla di più degli altri emendamenti presentati dall'opposizione…
«E' un atto di propaganda politica e credo anche di dubbio gusto aver considerato come decisivi solo gli emendamenti al decreto “Abruzzo” presentati dall'opposizione – continua Toto - l'emergenza “immediata”, l'emergenza “ordinaria” e quella della ricostruzione non si esauriscono in pochi mesi. Il decreto Abruzzo rimane un esempio di intervento puntuale e tempestivo, come non era mai accaduto in precedenza per situazioni analoghe».
Quali sono secondo lei gli aspetti più qualificanti e meno conosciuti del decreto ?
«Si è parlato molto del rimborso del 100% a fondo perduto per le prime case, ma poco dei contributi fino a 10 mila euro per le case solo lesionate o di 2500 euro per appartamento nei condomini per opere comuni – spiega l'on.le Toto – però l'aspetto più qualificante dal punto di vista della governance è il ruolo affidato nella ricostruzione al sindaco e al presidente della Provincia e della Regione, togliendo la gestione complessiva alla Protezione civile come indicato dal testo originale del dl. In particolare i sindaci potranno predisporre la ripianificazione del territorio comunale, con la definizione anche delle linee di indirizzo strategico per assicurare un'armonica ricostruzione del territorio urbano e produttivo tenendo conto anche degli insediamenti abitativi».
Le provvidenze in campo fiscale?
«Si pensava alle zone franche, ma poiché la loro istituzione è soggetta all'approvazione della Ue si prevede fin d'ora, in alternativa, la possibilità di regimi fiscali agevolati per le imprese. Il fondo per le zone franche urbane, istituito con la Finanziaria 2007, pari a 45 milioni, viene circoscritto all'area dell'Abruzzo. La dotazione però non è più vincolata al solo anno in corso e non riguarda quindi esclusivamente il 2009».
Tutte luci e nessuna ombra?
«Si può sempre migliorare, ma il Governo ha fatto il massimo. Ora tocca a noi abruzzesi e alla Regione in particolare governare al meglio questo processo di ricostruzione».
s.c. 27/06/2009 8.28


TESTO DELL'EMENDAMENTO TRASFORMATO IN ORDINE DEL GIORNO DEL GOVERNO

La Camera, premesso che:
in seguito al gravissimo evento sismico del 6 aprile 2009 che ha colpito particolarmente la città de L'Aquila, oltre a numerosi altri comuni dell'Abruzzo, si rende utile fissare un termine di più ampio respiro per l'attuazione del piano di risanamento regionale di cui all'accordo tra il Ministro della salute, il Ministro dell'economia e delle finanze e la regione Abruzzo del 6 marzo 2007,
impegna il Governo
a valutare l'opportunità di fissare al 31 dicembre 2011 il termine ultimo per completamento del piano di risanamento regionale, in relazione alle difficoltà connesse allo stato di emergenza derivante dal sisma che ha colpito la regione Abruzzo e al rispetto degli adempimenti previsti dall'accordo di cui in premessa, subordinando la proroga alla redazione, a cura della regione Abruzzo, entro 60 giorni dalla data di approvazione della legge di conversione del presente decreto-legge, di un nuovo piano di rientro e di riqualificazione e razionalizzazione del Servizio sanitario regionale, accompagnato dalla rimodulazione di idoneo piano finanziario, e all'approvazione, da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e del Ministero dell'economia e delle finanze, del piano di rientro riformulato e prevedendone, altresì, la decorrenza dalla data dell'approvazione del piano.