Berlusconi: «stanno speculando sui morti». Lolli: «si vergogni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ancora strascichi polemici sulla manifestazione di protesta dei terremotati aquilani, a inizio settimana davanti Montecitorio. Ritardi per l’avvio del progetto C.a.s.e a causa di mappe catastali vecchie * PATTO DI BASE: «SOLO PROPAGANDA DAL GOVERNO. POCHI FONDI»
Dopo l'episodio del sit in di protesta dei terremotati aquilani a Roma e la scomparsa della notizia dal Tg1, ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha rincarato la dose.
«Questa settimana mi sono molto indignato - ha detto il premier - hanno organizzato manifestazioni sul nulla, si sono messi a strumentalizzare la paura, la speranza, i morti: vergogna!».
A replicare alle parole del presidente ci ha pensato Giovanni Lolli, deputato abruzzese del Partito Democratico.
«Le affermazione di Berlusconi sono molto gravi», ha dichiarato in una nota. «I cittadini aquilani sono venuti a Roma su invito dei comitati autonomi, dei sindacati e di tutte le categorie sociali del capoluogo abruzzese per chiedere che il decreto cambiasse esattamente nei punti in cui Berlusconi, in una conferenza stampa tenuta a L'Aquila, si era formalmente impegnato a cambiare», ha ricordato.
«Fare solenni promesse e poi non mantenerle non e' il modo di affrontare un problema serio e drammatico come quello del terremoto», ha aggiunto, «e usare espressioni che offendono una popolazione già tanto provata e', questo sì, una vergogna».
Anche i consiglieri regionali del Pdl hanno attaccato duramente gli esponenti del centrosinistra, Cialente e Pezzopane in primis: «I sessantottini in ritardo vogliono tutto e subito e fanno polemiche strumentali. Citano come esempio il modello del terremoto in Umbria e dimenticano che i tempi della ricostruzione lì sono stati scanditi da ben 108 ordinanze».
«La situazione che si è creata nell'aquilano è unica al mondo - ha spiegato il capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Gianfranco Giuliante - a venti giorni dal terremoto il governo ha approvato un decreto quadro che indica le linee guida dopo il quale dopo che ci sarà la stima complessiva dei danni si agirà con delle ordinanze per assicurare la piena ricostruzione del territorio aquilano». Secondo il consigliere regionale Luca Ricciuti, presidente della seconda commissione, il decreto, che sarà votato martedì alla Camera dei deputati, deve essere approvato così com'é: «siamo favorevoli a successive integrazioni e in questo senso ci dovrà essere un secondo decreto che ospiti tutte le questioni migliorative a partire dalla copertura dei costi per la seconda casa».

CIALENTE: «AQUILANI NON SONO BIMBI»

Non mancano polemiche anche sui divieti imposti nelle tendopoli: vietato riunirsi in assemblea o fare attività politica.
«Gli aquilani non sono bimbi che vanno portati per mano. I divieti imposti come quello di non poter fare comizi nelle tendopoli sono incomprensibili e, peraltro, la nostra Costituzione in fatto di libertà di parola e di pensiero e assai esplicita», ha sbottato Massimo Cialente, che chiederà che ogni campo sia dotato di gazebo dopo poter fare riunioni ed attività politica
Le domande relative agli interventi edilizi sulle abitazioni dell'Aquila, invece, saranno oltre 50 mila. In questo numero, come ha spiegato il sindaco, sono comprese tutte le tipologie di intervento accertate dai tecnici della Protezione civile.
«Non ci avvarremo - ha detto Cialente - del silenzio assenso: tutte le domande saranno esaminate, tutte le perizie giurate saranno accertate, occorressero anche 100 ingegneri. Dobbiamo essere - ha aggiunto - nella condizione, entro trenta giorni, di dare certezze ai cittadini per questo tutte le richieste saranno accuratamente esaminate».
Il settore opere pubbliche è al lavoro per ripristinare la viabilità di collegamento tra via Beato Cesidio, via Paolucci e via Pellegrino, per complessivi 346.000 euro.
Tra gli altri interventi, la rotatoria all'imbocco dell'Aquila Est, su cui sarà installata una statua dedicata al rugby. A proposito degli interventi di edilizia scolastica, l'assessore Lisi ha spiegato che i tecnici lavoreranno sugli edifici catalogati di tipo A dopo le verifiche antisismiche; per quanto riguarda le scuole di tipo B la progettazione sarà realizzata in collaborazione con i tecnici del Comune di Bologna. Per le scuole inagibili, infine, occorrerà realizzare strutture provvisorie in vista del prossimo anno scolastico.
Ammontano invece ad oltre un milione di euro i danni agli impianti causati dal terremoto al megaparcheggio "Lorenzo Natali" dell'Aquila e al tunnel di collegamento con piazza Duomo.
I danni maggiori si sono avuti proprio al sistema di trasporto dei pedoni con le scale mobili.

PROGETTO C.A.S.E., PERICOLO RITARDI

L'avvio dei lavori in due delle 20 aree previste dal Piano C.a.s.e. potrebbe, invece, registrare ritardi in quanto, nella fase di immissione in possesso, è emerso che i documenti cartografici e catastali acquisiti dalla Protezione Civile erano obsoleti.
Un fatto che costringe i responsabili del progetto a effettuare ulteriori sopralluoghi nelle zone interessate.
Del resto, ad esempio, la fase di immissione in possesso dell'area di Sant'Elia aveva interessato inizialmente alcuni proprietari, ma poi - dopo ulteriori verifiche con le mappe catastali - è risultato che gli effettivi proprietari terrieri destinatari dell'esproprio erano altri, come si evince dalle proteste registrate presso l'Agenzia del territorio. Altri disagi potrebbero essere legati all'analisi della qualità del terreno del cantiere.

DISSEQUESTRATO VECCHIO TRIBUNALE

Intanto la Procura della Repubblica dell'Aquila ha dissequestrato il vecchio tribunale del capoluogo regionale, inagibile e pericolante dal sisma del 6 aprile scorso.
La decisione è stata presa al termine dei carotaggi, ovvero le prove sulla qualità del cemento utilizzato e delle fondamenta condotte dai consulenti.
La procura ha quindi concluso rilievi e prelievi disposti nell'ambito dell'inchiesta per chiarire le cause degli ingenti danni causati dal terremoto alla struttura che ora è tornata in gestione al comune e al ministero di Grazia e Giustizia.
Ora i tecnici delle due istituzioni, insieme con quelli dei vigili del fuoco e della protezione civile, valuteranno se demolire la struttura oppure ristrutturarla.
Mercoledì prossimo, invece, riprenderanno le attività di screening senologico e di vaccinazione nella Asl 4 dell'Aquila, nelle nuove strutture allestite nel capoluogo con il contributo di Novartis, essendo i locali della Asl inagibili dopo il terremoto.
Un'unità mobile di vaccinazione sarà attiva nel parcheggio interno del presidio ospedaliero di "S. Maria di Collemaggio"; due ambulatori per visite senologiche e indagini diagnostiche si trovano invece nel parcheggio interno dell'ospedale "San Salvatore" a Coppito.
La Dolmen e Omnia, ditta che si occupa di calcolo e produzione di software per l'ingegneria strutturale e geotecnica, ha deciso di concedere gratuitamente per un anno la licenza di Dolmen Win e Omnia Is a partire dal giugno 2009. L'iniziativa comprende l'assistenza tecnica ed è rivolta a tutti gli iscritti all'Ordine degli Ingegneri, all'Ordine degli Architetti della provincia di L'Aquila ed ai residenti dei comuni inseriti nell'elenco dei centri terremotati.
Le uniche spese che dovranno essere sostenute dagli interessati sono relative alle spese postali per l'invio di cd, chiave hardware e manuale.

L'UNIVERSITA' RESTA NEL CAPOLUOGO

Buone notizie anche dal mondo Universitario.
Il Senato Accademico ha infatti deciso di localizzare tutti i corsi di laurea dell'Ateneo a L'Aquila per il prossimo Anno Accademico.
L'unione degli universitari, fin dai primi momenti dopo la tragedia del 6 aprile, ha chiesto e si è battuta affinchè si arrivasse a questo risultato.
Gli studenti chiedono ora alle Istituzioni di fare la propria parte, per avere alloggi e servizi per gli studenti del nostro ateneo.
«La Regione Abruzzo deve impegnarsi in un forte investimento per fornire trasporti efficienti e gratuiti, borse di studio, servizi agli studenti e alloggi pubblici», chiedono i rappresentanti degli studenti.

20/06/2009 10.23

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PATTO DI BASE: «SOLO PROPAGANDA DAL GOVERNO. POCHI FONDI»

L'AQUILA. Il Patto di Base, l'associazione che raccoglie le firme sindacali di Confederazione Unitaria di Base, Cobas e Sindacato dei Lavoratori intercategoriale, ha definito negli scorsi giorni insufficienti i fondi stanziati dal governo, dai cinque ai sette miliardi di euro, per la ricostruzione post terremoto in Abruzzo.
I sindacati uniti propongono al governo, tra le tante cose, l'azzeramento del deficit sanitario regionale creato, a detta di Patto di Base, dalla scellerata gestione della sanità da parte dell'ex giunta presieduta da Pace. Disastro perpetuato dal Governo successivo di Ottaviano Del Turco.
Proposta inoltre anche per l'immediata assunzione di tutti i precari del pubblico impiego, il blocco del taglio di 1.400 posti di lavoro nella scuola abruzzese e l'assunzione straordinaria di personale scolastico nell'aquilano per l'inizio del prossimo anno. Oltre a questo il riconoscimento dell'indennità speciale di disoccupazione di ottocento euro a tutti i lavoratori senza occupazione a causa del sisma. Ultimo punto trattato dal Patto di Base, non per importanza, è relativo all'estensione degli sgravi fiscali e delle risorse per tutte le comunità colpite dal sisma, non soltanto ai 49 comuni individuati dalla Protezione Civile. Questi temi fanno parte di una piattaforma sociale che i sindacati consegneranno al Governo Regionale.
«Le risorse stanziate, circa cinque miliardi di euro, sono assolutamente inadeguate» – commentano i vertici di Patto di Base – «ed è chiaro il fallimento dell'opera propagandistica del Governo, che nel finanziare un piano di rientro si è affidato ad una politica di tagli indiscriminati alla spesa sociale. L'idea della New Town non può essere la soluzione ideale all'inagibilità di fatto dell'intera città di L'Aquila e dei paesi limitrofi. Il superamento dell'emergenza deve passare obbligatoriamente per quelle che sono le reali esigenze dei cittadini».
«Dal canto suo il Governo regionale che fino ad ora è stato commissariato da quello nazionale» – concludono le firme sindacali – «è giusto che faccia sentire la propria voce con proposte ed atti concreti».
Intanto per lunedì 22 giugno, a partire dalle ore 10.00, è prevista una manifestazione-presidio alla sede della regione Abruzzo in Viale Bovio.

20/06/2009 10.31