Decreto Abruzzo, nessuna correzione al testo. Lolli: «sarà battaglia»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il decreto terremoto si avvia a uscire dalla Camera senza correzioni. A confermarlo e' stato il relatore Roberto Tortoli, a pochi minuti dall'inizio in aula della discussione generale del testo.


Di grande importanza, ha sottolineato, e' la nota con cui nel primo pomeriggio Palazzo Chigi ha fornito le puntualizzazioni da piu' parti richieste sui contributi per la ricostruzione delle seconde case e i rimborsi ai Comuni per i tributi non riscossi, comunicato che secondo il relatore «può lasciare tranquilli tutti».
«L'orientamento e' a mantenere il dl così com'è», ha spiegato, «i tempi sono stretti» visto che i termini di conversione scadono il 27 giugno e «non ha senso riportarlo al Senato con il rischio di non farcela».
L'auspicio e' che l'opposizione si astenga come a Palazzo Madama e «anche per la Camera trovi una posizione più serena».
«Il dl e' "un provvedimento che detta i principi», ha aggiunto Tortoli, e si puo' sempre ricorrere alle ordinanze. E non e' detto che non arrivino altri decreti in materia.
Gli emendamenti presentati dall'opposizione erano 450. Il sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia aveva annunciato che se l'opposizione non avesse accettato di ridurli il governo sarebbe ricorso alla fiducia per far approvare in settimana il decreto alla Camera.

Dura la presa di posizione del parlamentare abruzzese, Giovanni Lolli.
«Se pensano che il decreto va bene così sarà battaglia durissima. Se tutto dovesse rimanere così - ha aggiunto Lolli - mi sentirei offeso e arrabbiato. In questo caso ci avrebbero raccontato molte bugie. Sono aquilano, abito all'Aquila e non e' giusto che per noi non si faccia quanto fatto per gli altri eventi calamitosi».
Il parlamentare ha ricordato la tassa di scopo per l'alluvione di Alessandria e «per noi», ha contestato, «la copertura finanziaria si decide di trovarla con il gratta e vinci. Qui - ha concluso - servono risorse ingenti non tutti una volta, ma nel Decreto legge bisogna chiarire la portata precisa delle risorse a disposizione».
Ma questa mattina la commissione si è resa bene conto di quello che in città ha provocato il terremoto dello scorso sei aprile.
La delegazione, infatti, e' penetrata nella "zona rossa" e ha visitato piazza Duomo e i maggiori monumenti danneggiati.



SOLDI PER LA SECONDA CASA

Intanto una nota di Palazzo Chigi assicura che lo Stato rifonderà i Comuni colpiti dal terremoto «con ordinanza in via di perfezionamento», si spiega in un comunicato, «con la quale sarà disposto che i Comuni riceveranno dallo Stato le somme che essi non hanno potuto incassare a causa della sospensione del pagamento dei tributi»
E si apprende che anche le seconde case ubicate nel centro storico dell'Aquila e degli altri comuni colpiti dal sisma saranno ricostruite a spese dello Stato.
In analogia a quanto disposto in occasione degli eventi sismici che colpirono l'Umbria e le Marche, in sede di attuazione del decreto legge verrà stabilito il concorso alle spese da parte dei proprietari, tenendo conto della loro situazione economica, si spiega.
Secondo quanto espressamente stabilito dal decreto legge in corso di conversione in Parlamento, si ricorda, la ricostruzione a spese dello Stato avrà a oggetto non solo gli edifici di riconosciuto valore storico e artistico, ma anche quelli che rivestono, a giudizio dei sindaci e della sovrintendenza, rilievo ambientale e paesaggistico. Ed e' noto a tutti, e universalmente riconosciuto, che in questa categoria rientra la maggior parte degli edifici ubicati nei centri storici, e, quindi, anche dei non residenti, si sottolinea ancora nel comunicato.



PAGAMENTI ICI BLOCCATI FINO AL 20 NOVEMBRE

Una parziale rettifica arriva anche sui pagamenti dell'Ici che restano sospesi fino al 30 novembre 2009 per tutti i contribuenti che risultavano residenti all'Aquila o nei Comuni colpiti dal terremoto.
La sospensione riguarda il versamento di acconti e le dichiarazioni Ici (Imposta comunale sugli immobili) sia per i fabbricati che per i terreni agricoli non montani e le aree edificabili. Per tutti gli altri soggetti passivi di imposta la cui residenza, sede legale o operativa era ubicata al di fuori del territorio di questi Comuni alla medesima data del 6 aprile 2009, restano confermate, invece, rispettivamente al 16 giugno 2009 e al 31 luglio 2009 i termini per il versamento dell'acconto Ici 2009 e per la presentazione della dichiarazione Ici. Tali contribuenti sono tenuti al pagamento dei soli primi tre mesi dell'anno 2009 (gennaio – febbraio – marzo) nei casi in cui i fabbricati oggetto di imposta risultino distrutti o comunque oggetto di ordinanza sindacale di sgombero. Per questi ultimi contribuenti l'imposta dovuta sulle aree edificabili e sui terreni agricoli non montani dovrà invece essere versata alle scadenze ordinarie.

IL DIFFICILE CAMMINO VERSO LA RICOSTRUZIONE

Sempre oggi il comune di Trieste ha deciso di adottare la chiesa di San Pietro a Coppito per consentirne la ricostruzione, il restauro, la rinascita. A darne notizia e' l'assessore ai Lavori Pubblici, Angelo Di Paolo, a margine dell'incontro avuto, su delega del Presidente Gianni Chiodi, con il sindaco di Triste Roberto Di Piazza ed il direttore generale del MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Roberto di Paola. Ancora un sorte incerta, invece, spetta alla Chiesa di S. Maria del Soccorso e del campanile.
Il sindaco Antonio Fabri ha già segnalato il problema diverse volte e sollecita ancora una volta la necessità di «un urgentissimo intervento per la messa in sicurezza della Chiesa il cui stato di pericolo sta causando notevoli problemi alla collettività».
Nelle riunioni del COM di Montorio era stato comunicato che quella era una priorità. «Nonostante tali assicurazioni», spiega il sindaco, «e nonostante che in data 8 maggio 2009 ci sia stata, in presenza del sottoscritto, la consegna dei lavori di messa in sicurezza del campanile da parte di un architetto della Soprintendenza alla ditta Cioci Luciano di Canzano, ad oggi nulla è stato fatto».
Rimangono ancora 6 abitazioni dichiarate inagibili, solo a causa del pericolo rappresentato dal campanile perché gli edifici non hanno subito alcun danno. I proprietari sono furibondi, non avendo al momento alcuna concreta prospettiva di rientrare nelle proprie case.
Sempre a causa del pericolo del campanile sono chiuse al transito la piazza principale e varie vie e piazze adiacenti allo stesso, «con gravissimi disagi per chi abita nei dintorni».
«Credo che sia ormai indispensabile che qualcuno si prenda la responsabilità di intervenire», continua il primo cittadino, «dato che questo Comune certo non può farlo, anche per indisponibilità di mezzi e di risorse finanziarie».
15/06/2009 17.00