Scuola post terremoto, paure e rischi del corpo docente

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Lettera aperta del Comitato sindacale permanente Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda-Unams per denunciare i problemi dei docenti dopo il terremoto.

In molti casi l'anno scolastico si è fermato a quel terribile 6 aprile: alcuni hanno ricominciato a studiare sotto le tende, gli sfollati della costa hanno ripreso ad andare a lezione nelle città che li ospitano.
C'è anche chi sotto una tenda si sta preparando all'esame di maturità e c'è molta incertezza per quello che sarà il prossimo anno scolastico.
«E' molto faticoso ricostruire il senso di una normalità», scrivono i sindacati, «il tessuto di una comunità e la presenza delle Istituzioni nelle tendopoli e per i nuclei familiari che alloggiano negli alberghi della costa o da amici e parenti, perlopiù a 100 Km di distanza dall'Aquila, capoluogo di regione».
E' un fatto secondo il comitato sindacale che più della metà della popolazione Aquilana (dati ISTAT 2007 72.500 abitanti) dal 6 aprile dimora altrove, in condizioni di nuclei familiari allargati con parenti anziani al seguito e in ambienti ristretti, come stanze d'albergo o case estive, con il tormento di una lontananza obbligata e di incertezza sul futuro abitativo.
I lavoratori della scuola hanno preso servizio dove era possibile, grazie a norme speciali concordate con il Miur, «e hanno provato a ricostruire la normalità di un dovere professionale quotidiano», assicurano i sindacati, «lontano dalla loro città e dalle loro abitudini, sconvolte da un evento naturale, violento e imprevedibile più grande di noi tutti».
Le attività scolastiche, interrotte il 5 di aprile, «non possono essere oggettivamente recuperate né programmate in una fase estiva dominata dal senso di massima incertezza».
In questo momento i sindacati non sanno ancora quanti nuclei familiari potranno rientrare nelle loro case, in affitti contrattati o nelle casette in costruzione nelle 20 aree individuate dalla Protezione civile.
«Da questo», spiegano le associazioni, «dipenderà la presenza degli alunni nelle ricostituzioni delle classi a settembre/ottobre, di cui, quindi, ora non possiamo determinare né quanti né soprattutto quali per progettare recuperi curriculari, fabbisogni formativi anche individualizzati, attenzione psicologica».
Le organizzazioni Regionali, riunite nel comitato permanente, sottolineano inoltre che in nessuna delle riunioni svolte fino ad oggi «abbiamo mai discusso e men che meno dato l'assenso, né nei tavoli ufficiali né nelle interlocuzioni informali, alla possibilità di un impiego estivo del personale vittima del terremoto».
Le richieste principali riguardano l' attenzione per il blocco degli organici che serviranno nel prossimo autunno per ampliare le attività, il blocco del dimensionamento che aggraverebbe il carico di lavoro delle segreterie scolastiche già in affanno, più risorse per le necessità di forniture elementari, la conferma occupazionale per i precari anche sul turn over, scuole più sicure ed entrare nel piano di riqualificazione nazionale di edilizia scolastica.

12/06/2009 9.54