Chiodi:«i soldi per la ricostruzione ci sono» ma Cialente pronto a sbottare

Alessandro Biancardi

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Chiodi:«i soldi per la ricostruzione ci sono» ma Cialente pronto a sbottare
L’AQUILA. Dal governo di centrodestra arrivano quotidiane rassicurazioni. Da parte del sindaco dell’Aquila e dalla presidente della Provincia Stefania Pezzopane, ultimi resti del centrosinistra, piovono continue contestazioni. * PRECARI INGV: «A RISCHIO 250 POSTI DI LAVORO»

L'apprensione maggiore è sul decreto che dovrà ripartire alla camera il prossimo 15 giugno, dopo la maxi sospensione elettorale che sta decisamente rallentando i tempi.
Cialente e Pezzopane non hanno usato perifrasi: «il decreto terremoto deve cambiare. Altrimenti ci arrabbiamo».
«Non ci servono caramelle e cioccolato come nel Dopoguerra, ci servono i soldi», ha sottolineato il primo cittadino, e «i soldi non ci sono».
Da qui la necessita' di mettere mano al testo.
«Non l'ho detto io che il decreto cambiava, l'ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il 29 maggio, forse e' stato più realista del re», ha dichiarato Cialente, «ha detto per esempio che avrebbe trovato i soldi per le seconde case».
Il governo, ha aggiunto, «sa benissimo quali sono gli emendamenti, al massimo dieci, che interessano agli aquilani».
Per consentire loro di rendersi conto di come stanno le cose, Cialente ha invitato tutti i deputati della commissione Ambiente a visitare la città.
«Nessuno capisce cosa sta succedendo davvero», ha spiegato, «sta passando un'immagine molto mediatica. Qui c'e' una città che e' venuta giù».
Cialente dubita che molti degli interventi promessi andranno in porto, a partire dalle casette provvisorie che dovrebbero essere pronte a settembre, ma che prevede non saranno costruire prima di dicembre come minimo.
«Il rischio e' che a settembre siano inaugurate due o tre case», ha spiegato il sindaco, e «il resto della popolazione sia costretto a trasferirsi sulla costa perchè all'Aquila il 15 settembre si accendono i riscaldamenti».
A rischio per il primo cittadino del capoluogo abruzzese e' anche la ristrutturazione delle case solo lievemente danneggiate e per le quali il governo ha promesso un contributo di 10mila euro. «Mi stanno già telefonando molte aziende che mi chiedono 'ma davvero poi arrivano i soldi?'»

Ma il presidente Chiodi ha respinto i dubbi dei colleghi amministratori e ha assicurato che «i soldi ci sono».
«Basta parlare con la commissione Bilancio del Senato e vedrete che i soldi ci sono».

Anche il relatore alla Camera, Roberto Tortoli, ha assicurato che non mancano i fondi per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma: «i soldi sono l'ultimo dei problemi, già sono stati stanziati 8,5 miliardi di euro. Il difficile e' spenderli».
Non e' ancora chiaro se il dl sarà modificato a Montecitorio, come auspica il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, o resterà lo stesso uscito dal Senato, come sembra essere orientamento maggioritario. Nella seconda eventualità, Bertolaso e' pronto a intervenire con ordinanze.

«A cambiare il decreto terremoto non può essere il capo della Protezione civile Guido Bertolaso per ordinanza, ma la Camera», ha contestato Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd.
«Bertolaso dice 'cambierò io il decreto con ordinanza'», ha riferito Realacci, ed e' «il contrario esatto di ciò che aveva detto Berlusconi». Il testo va modificato per affrontare quattro questioni fondamentali: «i fondi per le case dei non residenti, la certezza di risorse e il ruolo degli enti locali, gli interventi sull'economia locale e per ultimo la prevenzione del rischio sismico».
Bertolaso ha poi confermato di avere già varato due ordinanze. La prima concede un contributo da 10mila euro per la ristrutturazione di case agibili con danni lievi. La seconda e' invece destinata «agli edifici non agibili e con danni importanti, ma che richiedono al massimo tre mesi di lavoro per tornare a essere abitabili», ha spiegato, e per questi «non vi sono limiti alle spese» che saranno totalmente rimborsate. Quanto alle richieste di sindaci dei comuni fuori dal 'cratere', «protestare e' legittimo, poi ognuno deve fare il proprio dovere ed essere molto rigoroso», ha spiegato Bertolaso, «per evitare giochetti del passato».

PEZZOPANE, NO A RIDUZIONE UFFICI POSTALI

La presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, ha criticato anche Poste Italiane per l'annunciato ridimensionamento degli uffici postali in vista dell'estate.
«Siamo alle solite – ha scritto in una nota - : arriva l'estate e riprendono i disagi per utenti e cittadini, a causa del piano di ridimensionamento degli uffici postali. Un vero stillicidio. Le ultime decisioni di Poste Italiane, se dovessero essere confermate, comporterebbero ulteriori difficoltà per un territorio già martoriato e contraddirebbero le assicurazioni dateci in passato, di non penalizzare più il nostro territorio. Garanzie che sembrano essere di nuovo sconfessate dai tagli annunciati dalle Poste. Non posso pensare aggiunge - che di fronte ad un'enorme tragedia, che ha colpito L'Aquila e i comuni limitrofi, qualcuno pensi ad aggravare ulteriormente la situazione. Stiamo facendo sforzi considerevoli per ripartire, per riportare la situazione alla normalità, per favorire il rientro delle famiglie, ma - conclude Pezzopane - dobbiamo essere supportati in questo nostro lavoro dal gioco di squadra di tutte le istituzioni».



11/06/2009 9.46

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PRECARI INGV: «A RISCHIO 250 POSTI DI LAVORO»

ROMA. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e' in difficoltà e i precari hanno scritto una lettera ai ministri dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, e al ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta.

L'ente che ha come ruolo primario il servizio di sorveglianza sismica e vulcanica del territorio italiano corre il concreto rischio di perdere buona parte del personale precario e, con esso, la capacità di svolgere il proprio compito in modo efficiente.
Questo si legge in una lettera aperta dei lavoratori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia rivolta ai due ministri

La lettera esprime molta preoccupazione per «il futuro di oltre 300 lavoratori precari, di cui quasi 250 inseriti nel processo di stabilizzazione del personale. Ricercatori e tecnici precari che in una lunga carriera hanno maturato una formazione scientifica di altissimo profilo, competenze che hanno permesso di indirizzare l'intervento della Protezione Civile fin dai primi secondi successivi al disastroso terremoto dell'Aquila».
L'INGV rivendica il suo ruolo fondamentale nei momenti di crisi successivi al sisma, e il suo stato di «eccellenza mondiale in ambito geofisico».
Molti dei lavoratori dell'INGV, sostiene la lettera «vedono davanti a se' solo incertezza. E' un'incertezza che si ripercuote non solo sulla propria serenità, ma soprattutto sullo svolgimento dei servizi, che possono essere compromessi dalla perdita delle loro competenze. Qualcuno e' già andato via, per scelta personale. Molti potrebbero essere costretti a farlo, per condizione necessaria».
Difficile a quel punto spiegare, secondo la lettera, a chi vive in aree sismiche o prossime ai vulcani A quel punto sarebbe difficile spiegare, a chi vive in aree sismiche o vicino ai vulcani (il 70% della popolazione italiana) come mai quelle attività così fondamentali per la loro stessa sicurezza sono state abbandonate.
Tre ordini del giorno sono stati approvati alla Camera e al Senato, con l'impegno del Governo ad intraprendere con urgenza tutte le misure necessarie ad assicurare il completamento del processo di stabilizzazione del personale e a garantire all'Istituto stesso la possibilità di avvalersi della prosecuzione dei contratti di lavoro a termine.
«Chiediamo al Governo» conclude la lettera «un immediato provvedimento che permetta di garantire il lavoro del personale precario dell'INGV».

11/06/2009 9.47