Ricostruzione e appalti, Costantini (Idv) «nessuno sa niente»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Gli appalti vanno avanti, ma nessuno sa nulla sulle procedure e sui criteri di aggiudicazione delle gare», l’ultimo affondo arriva dal leader dell’Italia dei Valori, Carlo Costantini che oggi torna a parlare di una delle vicende più spinose del post terremoto, ovvero la ricostruzione. * DE MATTEIS (MPA): «COSÌ STANNO UCCIDENDO LA NOSTRA CITTÀ» * I SINDACI ANTI PROTESTA: «SOLO UNA TROVATA ELETTORALE»
Oggi alcuni giornali hanno diffuso i nomi dei primi due vincitori delle due gare d'appalto per le case provvisorie che dovrebbero sorgere nella provincia aquilana entro il mese di novembre (entrambe ditte del Nord Italia) ma di dichiarazioni ufficiali da parte di chi dovrebbe informare (protezione civile in primis) non se ne vede nemmeno l'ombra. Sul sito ufficiale del dipartimento diretto da Guido Bertolaso oggi è comparso un elenco con la lista delle 58 ditte che hanno partecipato alla selezione di operatori economici per la progettazione e la realizzazione di edifici residenziali (30 lotti costituito ognuno da 5 edifici per un totale di 150 edifici) al di sopra di piastre sismicamente isolate. Cosa sia successo dopo per il momento è ancora un mistero.
Già qualche giorno fa avevamo scritto dell'estrema difficoltà di reperire informazioni, soprattutto dagli organi ufficiali. Sebbene già alla caserma di Coppito siano partiti lavori di adeguamento anche in vista del G8, impossibile sapere chi l'abbia spuntata. Motivi di riservatezza assoluta (qualcuno ha chiamato in causa anche il «segreto di Stato») per il momento tengono a debita distanza quella trasparenza tanto annunciata e desiderata.
Negli ultimi giorni anche l'associazione 3 e 32 è tornata a chiedere a gran voce di poter vedere i dati ufficiali delle risorse spese dalla protezione civile per l'emergenza. Tutti dati che al momento sono ancora riservatissimi. Così come non è stato possibile capire o vedere i criteri di scelta per i fornitori delle tendopoli nei primi due mesi del dopo sisma. Chi ha scelto le ditte? Con quali criteri? Perché sono state privilegiate aziende esterne all'Abruzzo se fin da subito si era detto che bisognava ripartire proprio dalla regione per rimettere l'economia in movimento?
E oggi sono rispuntati fuori anche i dubbi di Carlo Costantini, esponente dell'opposizione che fin da subito ha garantito che avrebbe vigilato attentamente sulla ricostruzione.
Perché oggi? Perché, come detto, sarebbero emersi informalmente i primi nomi delle ditte che si sarebbero aggiudicate i primi due appalti. Si tratterebbe in tutti e due i casi di imprese del Nord Italia.
«Posso solo immaginare», ha detto il leader dell'Idv, «che la Protezione Civile abbia deciso di premiare le ditte che fanno risparmiare qualche giorno sui tempi di esecuzione, rispetto alle ditte locali che avrebbero fatto risparmiare qualche milione di euro e avrebbero fatto lavorare qualche centinaio di aquilani. Posso sempre solo presumere che questa scelta abbia comportato l'imposizione di penali di milioni di euro a carico delle ditte aggiudicatarie; in caso contrario non si giustificherebbe la scelta di spendere milioni di euro in più, solo per guadagnare pochissimi giorni sui tempi di riconsegna delle opere. Posso, quindi, solo immaginare o presumere, ma non posso sapere».
Costantini ha anche annunciato una interpellanza urgente al Presidente della Regione Chiodi per conoscere quali iniziative abbia assunto per fare in modo che tutti i cittadini abruzzesi possano conoscere destinazione e modalità di utilizzo di tutti i fondi del post terremoto, «fino all'ultimo euro, sia di quelli di provenienza statale, che di quelli provenienti da donazioni spontanee».
04/06/2009 16.31

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DE MATTEIS (MPA): «COSÌ STANNO UCCIDENDO LA NOSTRA CITTÀ»

L'AQUILA. E' duro l'attacco del vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis (Mpa) che questa mattina in conferenza stampa ha criticato aspramente la scelta delle case antisismiche in cemento.
Per De Matteis, infatti, il progetto scelto è destinato a mutare per sempre il volto della città e lui spera che si possa sterzare velocemente e prendere una nuova decisione. Una speranza che oggi sembra vana se è vero che i primi appalti sono stati già aggiudicati e la nuova città sta per prendere forma..
«Si è scelta la soluzione della colata di cemento che rimarrà per cinquant'anni per la costruzione di loculi», ha detto senza freni De Matteis.
«Perché nei paesi più piccoli si sono scelte le casette in legno e all'Aquila no – si è domandato. Questo progetto è un'altra città con un nuovo Prg. E non è neppure una new town che Cialente ha detto di aver sventato. Ma è stato chiesto alla gente se vuole andare o no nei loculi. Avevo denunciato queste cose un mese fa ma nessuno mi ha ascoltato».
«Berlusconi ha messo in campo un grande impegno», ha continuato il vice presidente, «ma qualcuno deve dirgli che ci sono problemi. Non sto polemizzando, penso solo con la mia testa, ci sono forti incongruenze che la gente ha capito e che mi viene a sottolineare. Il mio compito è quello di lavorare per la gente, la domanda in questo momento è possiamo fare qualcosa di meglio?».
Rispetto alla manifestazione per la ricostruzione di ieri che ha visto De Matteis presente come unico esponente di centrodestra, il Vice Presidente del Consiglio ha sottolineato: «mi dispiace per l'assenza dei sindaci e del presidente della regione che mi auguro saranno presenti in futuro perché il terremoto non ha colorazioni politiche o partitiche ma deve vedere l'impegno unitario per risolvere al meglio il problema».
Non ci sono buone notizie nemmeno per l'Università aquilana. Oggi il rettore Ferdinando Di Orio ha confermato che «il 100% delle strutture che abbiamo a disposizione sono inagibili».
Una situazione sempre difficile nonostante siano trascorsi due mesi dal sisma.
«Siamo costretti a lavorare in mezzo ai calcinacci», ha proseguito il rettore, «con porte e vetri rotti anche nei pochi locali che non sono stati distrutti dal terremoto. Dobbiamo restare qui per senso del dovere, anche perché, altrimenti, non avremmo alternative».
Di Orio ha poi specificato che «nessuna delle strutture frequentate da studenti o docenti è a rischio crolli o rappresenta un grave pericolo per l'incolumità personale».

CONFERMATA INTESA PER OSPITALITA' AGLI AQUILANI SULLA COSTA

E proprio questa mattina la Giunta regionale ha confermato la validità della convenzione per la disciplina dei rapporti tra la Regione Abruzzo - Direzione Protezione Civile e Ambiente - e le organizzazioni regionali delle strutture ricettive del turismo che partecipano all'emergenza "Terremoto Abruzzo 2009".
Al tempo stesso, la Giunta ha anche deciso un aumento di circa il 15% delle tariffe relative alle varie tipologie ricettive tenendo conto del periodo di alta stagione.
L'intesa era stata approvata il 20 aprile scorso ed era stata sottoscritta il giorno stesso con le organizzazioni degli operatori delle varie categorie.
E sabato e domenica prossimi anche chi si trova negli alberghi della costa potrà tornare nel capoluogo di regione per votare.
I duplicati delle tessere elettorali destinati a coloro che le avessero smarrite o distrutte saranno a disposizione presso le sedi di seggio di appartenenza e potranno essere ritirati dagli interessati durante gli orari di votazione.
In occasione del voto per le europee – sabato 6 giugno alla 15 alle 22 e domenica 7 dalle 7 alle 22 – gli elettori dovranno presentarsi alle sezioni cui sono assegnati con un documento di riconoscimento. La carta di identità può essere rilasciata dall'ufficio anagrafe, attivo nella sede della polizia municipale, in via Scarfoglio.
Sul sito internet del Comune, www.comune.laquila.it, sono reperibili le nuove sedi di seggio allestite per l'occasione (30 sono in altrettante tendopoli, le altre in scuole ed edifici agibili). Per rendere più facile individuare la sezione elettorale di assegnazione, nell'elenco in questione è contenuta la vecchia e la nuova ubicazione degli 81 seggi.
Sempre sul sito istituzionale della Municipalità è stata inserita la lista dei 330 scrutatori assegnati alle sezioni.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, coloro che volessero usufruire del servizio allestito appositamente dall'Ama possono chiamare il numero verde 800366999, indicando il luogo di residenza e il seggio dove si deve andare a votare. Il servizio sarà effettuato dalla fermata più vicina all'abitazione e quella più vicina alla sezione elettorale. L'Ama ha inoltre previsto delle coincidenze con gli autobus dell'Arpa che, su incarico della Regione Abruzzo, ha organizzato un servizio di trasporto speciale dalla costa all'Aquila per chi volesse tornare a votare.

CAMBIO DELL'ORARIO DI APERTURA UFFICI COMUNALI

Per via delle elezioni europee, che comporteranno l'uso delle scuole agibili, e della successiva festa di San Massimo, patrono dell'Aquila, gli uffici comunali modificheranno gli orari di apertura.
Scuola di via Aldo Moro. Domani, venerdì 5 giugno, dalle 8.30 alle 12, martedì 9 giugno dalle 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 17. Gli uffici resteranno chiusi sabato 6 giugno, domenica 7, lunedì 8 e mercoledì 10.
Scuola di via Moscardelli (quartiere San Francesco). L'ufficio urbanistico sarà aperto domani, venerdì 5 giugno, dalle 9 alle 12, e riaprirà martedì 9 giugno alle 9. Sarà chiuso il 10 giugno.

04/06/2009 16.46

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I SINDACI ANTI PROTESTA: «SOLO UNA TROVATA ELETTORALE»

L'aquila. «Siamo sempre più convinti di aver fatto la cosa giusta non partecipando alla manifestazione organizzata dalla Presidente della provincia».
Non riescono proprio a capire tutta questa «apprensione» sulle decisioni del Governo, Domenico Di Cesare, sindaco di Carapelle, Ivo Cassiani sindaco di Caporciano, Nicola Menna, sindaco di Poggio Picenze e quello di Goriano Sicoli Antonio Ciacchi che ieri hanno disertato la manifestazione nel centro storico dell'Aquila
I quattro amministratori pubblici confermano anche oggi di non aver condiviso «i modi e i toni con cui si vorrebbe ridare linfa vitale al territorio aquilano».
«Non è con manifestazioni di piazza», hanno detto, «dal chiaro sapore elettorale che si cambiano realmente le cose; non si può chiedere un maggiore coinvolgimento degli enti locali se poi è la stessa Provincia ad escluderci da un confronto sereno non invitandoci agli incontri che promuove».
Di Cesare e Cassiani si dicono «consapevoli della necessità di un confronto serio e costruttivo tra tutte le istituzioni per stabilire il modo migliore e le priorità strategiche per superare questa difficile situazione ed è per questo che continuiamo a chiedere un atto di maggiore responsabilità istituzionale a tutti».
«Ho appreso, con grande disappunto,- afferma Nicola Menna, sindaco di Poggio Picenze - dai mezzi di informazione le dichiarazioni della Presidente Pezzopane riguardanti presunti richiami rivolti, non si sa da chi, a me e a coloro che non hanno partecipato alla manifestazione. Non voglio polemizzare ma non consento a nessuno e tantomeno alla Presidente della Provincia di esprimersi in questi modi nei confronti di chi come me ha deciso, in maniera automa, di scegliere di non partecipare alla manifestazione. Chiedo, infine, perché non sono stato informato e invitato a partecipare all'incontro con il Presidente del Consiglio anche perché non ricordo di aver mai delegato qualcuno a rappresentarmi».
«Condivido quasi tutti i punti ribaditi nella manifestazione di ieri ma non condivido i metodi utilizzati», ha fatto invece sapere Antonio Ciacchi.
«Vorrei ricordare, infatti, che i punti di modifica del decreto sottoscritti da tutti e 49 i sindaci del cratere sono stati consegnati, sottoforma di emendamento, a Bertolaso, nel pieno rispetto dei canali istituzionali e che la maggior parte di essi è stata già recepita dal governo. Temo, invece, che questo modo di fare, rompendo il fronte comune che si era costruito all'indomani del sisma, indebolisca l'azione dei sindaci, veri interlocutori dei cittadini».

04/06/2009 16.46