Ricostruzione. Appalti già assegnati ma è «segreto di Stato»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Berlusconi: «alcuni appalti sono stati già affidati». L’annuncio nella ormai rituale conferenza stampa aquilana del premier è scivolato via come dettaglio irrilevante. Ma di che appalto si tratta? Chi lo ha vinto? E secondo quali criteri? Chi giudica e appalta? Insomma domandare è lecito, rispondere cortesia.






ABRUZZO. Berlusconi: «alcuni appalti sono stati già affidati». L'annuncio nella ormai rituale conferenza stampa aquilana del premier è scivolato via come dettaglio irrilevante. Ma di che appalto si tratta? Chi lo ha vinto? E secondo quali criteri? Chi giudica e appalta? Insomma domandare è lecito, rispondere cortesia.



Così la Protezione civile ci fa sapere che: «i nomi si sapranno solo dopo il 6 giugno».
Nel frattempo i primi lavori sono iniziati.
E' questa la prova che invece più appalti sono già stati assegnati.
Molte ditte sono già al lavoro. I primi milioni sono già finiti nelle casse di queste ditte.
Si lavora, per esempio, nei pressi dell'aeroporto di Preturo e persino dentro la caserma di Coppito per i grandi preparativi relativi al G8.
In mancanza della trasparenza -non solo promessa ma anche più che dovuta- iniziano a circolare sgradevoli voci, cose di cui si potrebbe fare certamente a meno in questi momenti così delicati per una intera regione.
Sempre Silvio Berlusconi venerdì, in conferenza stampa, a L'Aquila ha annunciato l'avvenuta assegnazione di alcuni appalti tra cui quello per il calcestruzzo.
I primi annunci fatti dal ministro Renato Brunetta («tutto sarà online: 60 mln di controllori») suggeriscono di cercare proprio tra le pagine internet.
Ma qui non c'è traccia.
Non si trova nulla nemmeno dell'avvenuta assegnazione degli appalti dichiarata dal Premier.
Provando a fare qualche telefonata agli uffici competenti la realtà non cambia.
Troppe le domande che rimangono senza risposta.
Non mancano anche in questo caso i soliti «non so», «non siamo noi che ce ne occupiamo», «non posso darle il numero del responsabile».
All'inizio non è facile capire nemmeno quale ente, in questa fase, si occupa di questo o di quell'altro appalto.
Far uscire il nome delle imprese che stanno realizzando questi lavori sarà impresa ardua.
La protezione civile ha alzato già il muro del «segreto di Stato».
Questa mancava: di solito sono mille altre le ragioni della mancata trasparenza.
Ma siccome si tratta di lavori di adeguamento della Caserma che accoglierà i capi di Stato del G8 allora per «ragioni di sicurezza» il nome della ditta è segreto.
La trafila per avere una risposte dalla protezione civile è lunga: bisogna mandare una mail e aspettare la risposta «in giornata» che non è mai arrivata.
Il tempo passa e le telefonate aumentano: all'ennesimo tentativo estraggono dal cilindro un numero ma non è possibile parlare direttamente con il responsabile degli appalti senza la mail con le domande.
Allora seguiamo la procedura.
Alla mail con le domande, mandata sabato mattina, ha fatto seguito una telefonata dell'addetto stampa Marco Piras: «domenica, nel primo pomeriggio, un funzionario risponderà telefonicamente alle domande».
«Le ha lette le domande? Potrà rispondere a tutto?».
«Credo di sì, - ha risposto Piras- se c'è qualcosa a cui il funzionario non potrà rispondere precisamente vi spiegherà comunque lo stato dei lavori».
La domenica passa senza alcun colloquio telefonico con il funzionario.
Questa mattina Piras promette nuovamente pronte risposte.
Passa la mattinata, ma non giunge alcun chiarimento.
Alle 13 Piras risponde:«bisogna avere qualche giorno di pazienza, il funzionario mi ha detto che alcune buste sono state aperte ed altre no. Vorremmo dare il dato globale alla fine. I nomi delle ditte li daremo il 6-7 giugno».
Ma alcune ditte hanno già iniziato i lavori, perché i nomi si devono sapere solo dopo?
Inoltre chiedevamo anche i criteri di selezione delle imprese e i membri delle commissioni che giudicano le offerte, domande di sicuro lecite e non coperte da alcun segreto di stato.
La protezione civile avrebbe avuto la possibilità di fare chiarezza anche senza fare nomi, ma ha preferito rimandare l'appuntamento con la trasparenza.
«Da parte nostra c'è la massima disponibilità - ha continuato Piras - ma questi sono dettagli».
E' un dettaglio, per la Protezione Civile, anche pubblicare l'elenco delle ditte che forniscono le derrate alimentari (e non solo) nelle tendopoli.
«Abbiamo ogni giorno da gestire 160 campi» ha aggiunto l'addetto stampa «i dati dei fornitori non sono stati informatizzati, ma raccolgo il materiale e vi informeremo».
Aspettiamo.

LE GARE: «SI INVIANO LE LETTERE ALLE IMPRESE SCELTE »

Dall'ufficio C.a.s.e., che si occupa delle unità abitative da realizzare, sabato mattina emergono alcuni particolari sugli appalti.
Anche qui si chiedono le stesse cose: sono stati affidati gli appalti? Quali e quanti? Quali sono le ditte aggiudicatarie? Dove si possono consultare i dati delle assegnazioni?
«Ad alcune imprese “scelte” sono state inviate- rispondono dall'ufficio C.a.s.e - le “lettere d'invito” per partecipare alle gare per proporre la propria offerta».
Non è dato sapere con quale criterio vengano selezionate le imprese alle quali recapitare la “lettera d'invito”.
Mentre siamo al telefono, i lavori di apertura delle buste sono in corso.
«Stanno aprendo le prime buste per gli appalti per la realizzazione delle piazze antisismiche in calcestruzzo (Berlusconi lo aveva annunciato il giorno prima ndr). Poi apriranno quelle delle gare per i pilastri in acciaio. Ora non si può parlare con nessuno. Per queste cose se ne occupa la protezione civile».
Chi le apre queste buste?
Non si sa.
Comunque se sabato mattina stavano aprendo le prime buste, venerdì nessun appalto poteva già essere stato assegnato, come annunciato dal Premier venerdì.
Dalla Regione il buio è più che pesto.
La Regione in questa fase è totalmente fuori dai giochi il che sta creando non pochi problemi all'interno della coalizione del centrodestra abruzzese che invece vorrebbe poter dire la sua. Qualche politico influente sta pensando di scrivere al presidente Chiodi per scuoterlo da questo torpore ed invitarlo a prendere le redini delle questioni salienti.
E gli appalti sarebbero questioni salienti.
Anche il Comune de L'Aquila ha dichiarato di non essere stato interessato dalla protezione civile in questa fase di gestione degli appalti.
Insomma la ricostruzione ha un padre con nome e cognome: Guido Bertolaso.

Manuela Rosa 01/06/2009 17.19