Sale la protesta:«vogliamo partecipare alla ricostruzione»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2171

L’AQUILA. Il decreto, già passato al Senato, sarà discusso alla Camera il 15 giugno. C’è dunque tempo per protestare. NUOVA PROTESTA DEGLI ALLEVATORI
Il governo ha preferito differire la conversione in legge del decreto dopo le elezioni per evitare che polemiche e discussioni potessero influire in qualche modo sul voto.
Le critiche e le contestazioni ormai sono all'ordine del giorno e riguardano diversi aspetti. Quello più urgente al momento sembra quello delle regole sulla ricostruzione perché è chiaro che i giochi si decidono in questo momento proprio con la conversione in legge.
L'obiettivo della manifestazione annunciata oggi e fissata per mercoledì 3 giugno è dunque quello di alzare l'attenzione sugli emendamenti presentati, considerati irrinunciabili e di informare i cittadini.

Sono 5 i punti che si chiederanno di inserire nella conversione.

1) più risorse per la Zona Franca Urbana (45 milioni di euro per 4 anni sono del tutto insufficienti),
2) estendere il diritto al risarcimento anche ai non residenti,
3) inserire più fondi per i beni culturali (finora è stata trovata la copertura finanziaria solo per 44 monumenti, a fronte degli oltre 1000 danneggiati),
4) più risorse anche per la ricostruzione dei centri storici,
5) restituire pieni poteri agli enti locali e infine risarcire a Comuni, Provincia e municipalizzate i mancati introiti dovuti all'impossibilità di riscuotere i tributi.

Hanno aderito già i rappresentanti provinciali di Confindustria, Apindustria, Confcommercio, Confesercenti, CGIL, CISL, UIL, Coldiretti, CIA, Direzione Regionale del Lavoro, INPS, Camera di Commercio, Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri e diversi soggetti economici.
L'appuntamento è per le ore 16.30 alla Villa Comunale, organizzata dalle Istituzioni (Provincia e comuni) ed aperta a tutti i cittadini.
L'adesione ufficiale è stata annunciata oggi dalle diverse categorie, durante un incontro organizzato dalla presidente Stefania Pezzopane per coinvolgere il tessuto produttivo e professionale locale nell'opera effettiva della ricostruzione.
«Sono convinta» – ha esordito la presidente all'incontro - «che le proposte debbano partire dal territorio e che noi abbiamo intelligenze e conoscenze da spendere. Tramite progetti credibili dobbiamo riuscire a coagulare inoltre grandi nomi dell'architettura, ingegneria, geologia, urbanistica ecc. E' nostra intenzione, come istituzione, favorire con questo ed altri incontri, un lavoro coordinato con i corpi intermedi della società e con gli stessi cittadini che rappresentano.
Molti e utili i suggerimenti e contributi che sono venuti dall'incontro di oggi e che saranno recepiti all'interno delle proposte che la Provincia porterà all'attenzione degli interlocutori governativi.
Sul decreto inoltre, con la manifestazione di mercoledì, dobbiamo manifestare in maniera composta e decisa la nostra volontà di non cedere sui punti più decisivi per il nostro futuro. Invito tutti ad aderire».

LA PROTESTA DEI COMUNI ESCLUSI DEL CENTRO ABRUZZO

Ma c'è anche un'altra protesta che interessa tutti quei comuni che sono stati formalmente esclusi dall'elenco dei 49 che riceveranno aiuti per la ricostruzione. Sono comuni che oggettivamente hanno subito danni e che potrebbero non ricevere alcun sostegno per la ricostruzione. Il pericolo dunque è quello di avere centri storici e paesi interi diroccati o peggio abbandonati.
Su iniziativa dell'Associazione culturale Insieme per il Centro Abruzzo si è riunita venerdì 29 maggio 2009 a Sulmona un'assemblea di cittadini, associazioni e rappresentanti di tutte le categorie professionali e produttive del Centro Abruzzo.

L'assemblea, dopo aver ascoltato gli interventi dei vari convenuti, ha voluto sottolineare che intende «battersi contro l'abbandono del Centro Abruzzo».
Per questo sono state decise delle misure di protesta già annunciate: saranno restituiti i certificati elettorali, in occasione delle prossime consultazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo e per i Referendum abrogativi; è stata decretata la mobilitazione, con partecipazione diretta, alla manifestazione comprensoriale indetta da tutti gli esercenti per il 4 giugno prossimo. Infine è stata avviata una petizione popolare finalizzata all'indizione di un referendum il per passaggio del Centro Abruzzo alla Provincia di Pescara.
Parallelamente il comitato sta avviando la procedura per poter uscire dalla provincia dell'Aquila per finire nel territorio di quella di Pescara.

GARA DI APPALTO PER APPROVVIGIONAMENTI: GLI ALLEVATORI PROTESTANO DI NUOVO

Dopo le rassicurazioni giunte da più parti, anche con provvedimenti chiari, c'è agitazione tra i produttori locali che protestano per la pubblicazione di bandi di gara per i rifornimento alle tendopoli.
Dal 6 aprile in sostanza la protezione civile ed i sindaci hanno provveduto -in virtù della somma urgenza- ad approvvigionarsi attraverso fornitori interpellati “per le vie brevi”.
Il risultato era stata l'esclusione totale dei produttori locali che erano così insorti.
Ad esempio gli allevatori e produttori agricoli locali protestavano perché la loro merce in molti casi era invenduta o marciva per via dell'emergenza terremoto ed il mercato paralizzato mentre si preferivano ditte di fuori regione.
Poi era intervenuta la protesta e la mobilitazione e le rassicurazioni che la precedenza sarebbe stata data alle imprese locali. Il tutto con una ordinanza del commissario Bertolaso.
Ma a far scendere nuovamente sul piede di guerra ancora una volta gli allevatori ed una delibera del Comune dell'Aquila che indice una gara di appalto proprio per le forniture agli sfollati.
Secondo il Cospa (comitato degli allevatori) quella gara di appalto nuova mirerebbe di fatto ad escludere le piccole realtà locali che non potrebbero così competere con i grandi gruppi della distribuzione che sono destinati a vincere quell'appalto.
«Hanno voluto generare una guerra tra poveri, cioè le piccole realtà in crisi dell'Abruzzo», ha detto Dino Rossi che ha scritto anche alla presidente Pezzopane per lamentarsi.
«Lei afferma - scrive Dino Rossi alla presidente - di avere più volte sollecitato il Consiglio dei Ministri affinchè venisse dato seguito all'emendamento riguardante l'approvvigionamento delle derrate alimentari tramite i piccoli produttori locali, mentre con la delibera di giunta del Comune dell'Aquila, del 28 maggio, si torna di nuovo ad indire il bando di gara tra le ditte».
L'emendamento prevede che per favorire la rapida ripresa dell'economia nelle aree colpite dal sisma i sindaci dei comuni del cratere «possono rivolgersi, in via prioritaria e fino al 31 dicembre 2009, alle piccole imprese operanti nei territori colpiti dal sisma, nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione e parità di trattamento».
«Intanto», contesta Rossi, «sono passati oltre 60 giorni dal terremoto e ancora si gioca sulla pelle degli allevatori aquilani, con esacerbante allungamento dei tempi. Se questo per lei e' riportare la giustizia - conclude il presidente del Cospa rivolgendosi alla presidente della Provincia - le consigliamo di non farlo, altrimenti va ad aggravare ulteriormente le nostre posizioni».
Dubbi vi sarebbero anche sulla possibilità da parte del Comune di indire effettivamente la gara e in qualche modo disattendere l'ordinanza di Bertolaso.

01/06/2009 15.33