«La città è nostra», manifestanti invadono la "zona rossa"

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Momenti di forte tensione questa mattina a L'Aquila quando alcune centinaia di cittadini hanno cercato di entrare nella “zona rossa” della città.
I manifestanti si erano dati appuntamento alla Fontana Luminosa poi durante il percorso hanno cercato di penetrare anche nella zona del centro storico rivendicandone la «proprietà».
«La città è nostra», hanno gridato, sfilando per le vie della città, tutti con casco di sicurezza in testa.
Ma quella zona è inaccessibile dal 6 aprile scorso e da alcuni giorni sono in atto i rilievi dei tecnici per analizzare la stabilità degli edifici.
Solo l'intervento del sindaco Cialente ha riportato la calma.
Il primo cittadino ha bloccato la folla parlando da un megafono e ha spiegato che non era possibile accedere al centro per motivi di sicurezza, viste anche le scosse di questa notte.
A presidiare la zona anche un notevole spiegamento di uomini delle forze dell'ordine che hanno impedito l'accesso su Corso Vittorio Emanuele.



Ma l'obiettivo dei cittadini era quello di arrivare sotto i portici del Corso.
A metà mattina si è deciso poi di far sfilare le circa 500 persone anche nella zona dichiarata invalicabile.
I manifestanti sono stati scortati da un cordone di sicurezza e non ci sono stati incidenti.
Il corteo, giunto ai Quattro Cantoni - uno dei simboli della città e dello "struscio" serale - è arrivato anche nella vicina piazza Margherita, dove c'e' il municipio, per poi far ritorno indietro ordinatamente.
Erano presenti alla manifestazione anche la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, l'onorevole Giovanni Lolli e una delegazione della Fiom-Cgil.

30/05/2009 13.42



PEZZOPANE: SEGNALE IMPORTANTE

I manifestanti hanno deciso di organizzare una manifestazione a Roma prima che il decreto passi allo studio della Camera.
La manifestazione seguirà la giornata di mobilitazione indetta da tutti i sindaci del cratere per mercoledì 3 giugno.
«Se le cose rimangono così - ha detto il sindaco Cialente nel suo intervento - il centro non verrà ricostruito come noi vogliamo perché non vogliamo né una groviera né che il centro sia nella mani di Fintecna».
«Quello di oggi e' stato un segnale forte», ha commentato la presidente Pezzopane, «che ha dato l'idea della determinazione dei cittadini a ricostruire presto e bene. Tutti hanno capito oggi quanta voglia c'e' di riprendersi la città, con le sue attività, i suoi ritmi normali, i suoi servizi. E' urgente – ha ribadito - puntellare tutti gli edifici che si sono salvati dal sisma ma che rischiano di avere altri gravi danni o di crearne agli edifici affianco. E' necessario riaprire le arterie principali per il personale tecnico che deve cominciare ad operare per la ricostruzione. I Vigili del Fuoco vanno riforniti inoltre di materiali, mezzi e uomini per poter effettuare quanto detto. E' snervante per chi pena nelle tende e negli hotel sapere che dopo due mesi poco o nulla sia cambiato nei centri storici».

30/05/2009 15.55