Terremoto: pazienza al limite: proteste, sit in e scioperi

Alessandro Biancardi

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Terremoto: pazienza al limite: proteste, sit in e scioperi
L’AQUILA. Le settimane passano e la solidarietà e la pazienza stanno lasciando il posto alla stanchezza e alla voglia di concretezza.

I vigili del fuoco annunciano la paralisi totale, i genitori di alcuni studenti morti rifiutano la laurea ad honorem perché non vogliono essere strumentalizzati e i sindaci del cratere organizzano un sit in per modificare il decreto Abruzzo.
Non vogliono la laurea honoris causa per i loro figli morti.
Non la vogliono adesso, così, in piena campagna elettorale. Non se la sentono e otto famiglie hanno gentilmente declinato l'invito.
Sono le mamme e i papà di Michele Strazzella, Enza Terzini, Tonino Colonna, Luca Lunari, Marco Alviano, Angela Cruciano, Luciana Capuano, Davide Centofanti, tutti studenti morti a seguito dei crolli della notte del maledetto 6 aprile.
La cerimonia si terrà questa mattina alla caserma della Guardia di Finanza di Coppito dopo la decisione assunta dal Senato accademico e ci sarà anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi..
In una nota le famiglie spiegano che «l' assegnazione del titolo alla memoria per noi genitori e parenti delle vittime non ha ovviamente nessun valore morale e affettivo. Allo stato attuale è un blando tentativo di voler semplicemente chiudere una tragica parentesi che ha sconvolto la nostra esistenza».
«Non si può trasformare una cerimonia in un momento preelettorale - ha confermato da Torre dé Passeri Paolo Colonna, padre di Tonino, morto all'Aquila a 19 anni - si sta toccando il fondo moralmente. Non mi piace e non si può fare. E non ci stiamo».
Ieri intanto è stata inaugurata a Coppito la tensostruttura che ospiterà gli uffici e le segreterie dell'Università.
La struttura, su una superficie di 400 metri quadrati, è stata realizzata dalle quattro fondazioni bancarie d'Abruzzo coordinate dall'Acri (associazione di fondazioni e di casse di risparmio Spa).
Domani, invece, a partire dalle 10 e 30 il comitato "Un Centro Storico da salvare" ha programmato una manifestazione in favore della messa in sicurezza, il recupero del centro storico e la ricostruzione della città.
Il corteo si ritroverà in viale Gran Sasso per confluire alla Fontana Luminosa. Il corteo lambirà le mura perimetrali per raggiungere la villa Comunale, passando attraverso via Strinella. I manifestanti dovranno procurarsi dei caschetti.
E sul piede di guerra, da qualche giorno, ci sono anche i vigili del fuoco che hanno lanciato un ultimatum al Governo: «o si ripristina l'emendamento al decreto Abruzzo che prevedeva adeguamenti di organici, mezzi e indennità di soccorso per i vigili del fuoco, o l'intera categoria si fermerà per sciopero».
«Nel tentativo di arginare il forte malcontento e la collera che si registra tra il personale che opera da settimane nell'area terremotata - afferma il segretario della Cisl vigili del fuoco, Pompeo Mannone - Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione della categoria. Ma se il governo non manterrà quanto promesso, e cioé se il ministro dell'Interno non riuscirà a convincere l'intero esecutivo sulla indispensabilità delle misure in favore del Corpo, attueremo tutte le forme di protesta possibili, assicurando comunque, anche in caso di sciopero, il servizio di soccorso alla cittadinanza che, siamo certi ci sarà vicino in questa giusta rivendicazione».
I pompieri si dicono stanchi delle tante parole spese a loro favore durante l'emergenza, mai tradotte in atti concreti. «Non ne possiamo più di essere presi in giro - prosegue Mannone - perché ai soliti attestati di stima e considerazione non si fa seguito con misure sostanziali, nemmeno dopo un evento che ha messo a dura prova l'organizzazione del Corpo».
Mercoledì sarà la volta dei sindaci dell'area del cratere che si incontreranno alla Villa Comunale dell'Aquila, alle porte del centro storico.
Anche in questo caso la manifestazione è indetta allo scopo di modificare alcuni punti del decreto sul terremoto ritenuti «imprescindibili».
Si vogliono ottenere più risorse per la Zona franca urbana, estendere il diritto al risarcimento anche ai non residenti, inserire più fondi per i beni culturali e per la ricostruzione dei centri storici, restituire pieni poteri agli enti locali e infine risarcire a Comuni, Provincia e municipalizzate risorse per i mancati introiti.
Il decreto, già passato al Senato, sarà discusso alla Camera il 15 giugno. Nel frattempo, il 10 giugno la presidente della Provincia, insieme con Regione, Upi e Anci saranno ascoltati dalla Camera dei Deputati. «Siamo intenzionati a fare ascoltare la nostra voce - ha commentato la presidente Pezzopane - per questo ribadiamo con fermezza, ma con serenità, la necessità di modificare il decreto, nei punti che consideriamo irrinunciabili. Questioni che vanno inserite nel decreto e che non possono essere disciplinate con le ordinanze». Secondo il deputato Giovanni Lolli ci sarebbe un margine per le trattative con il Governo, che si è detto disponibile ad accettare alcune modifiche. Ma la preoccupazione principale resta quella di reperire i fondi.

29/05/2009 9.19