Albergatori preoccupati per rimborsi lenti. Estate di dubbi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Gli alberghi della costa da due mesi straboccano di ospiti terremotati. Non pochi i problemi. Tra rassicurazioni e promesse, ad oggi molti hotel hanno anticipato le spese per centinaia di migliaia di euro senza ancora ricevere i rimborsi.



ABRUZZO. Gli alberghi della costa da due mesi straboccano di ospiti terremotati. Non pochi i problemi. Tra rassicurazioni e promesse, ad oggi molti hotel hanno anticipato le spese per centinaia di migliaia di euro senza ancora ricevere i rimborsi.

L'ultima delle garanzie, in ordine cronologico, è arrivata ieri dalla Regione.
Infatti proprio lunedì sarebbero stati firmati 350 ordinativi di pagamento dal governatore Gianni Chiodi.
Assicurano dalla Regione che nei prossimi giorni si provvederà alla firma dei mandati e ai relativi pagamenti delle restanti fatture.
«Il tutto - dice l'assessore regionale alla Protezione Civile, Daniela Stati - all'insegna della trasparenza e della legalità; infatti le liquidazioni avvengono secondo un ordine di priorità determinato dalla data di presentazione e, quindi, di protocollo dei documenti di spesa. Ovviamente l'ordine di priorità non può essere rispettato nel caso di fatture irregolari o incomplete che hanno bisogno di sanatoria; le stesse saranno considerate subito dopo le dovute integrazioni o rettifiche». Lo scenario sembra tranquillo. Ma se si prova a chiedere ai diretti interessati, ovvero agli albergatori, è tutta un'altra musica.
Da Roseto a Vasto, i problemi sono sempre gli stessi: i rimborsi non arrivano e manca la liquidità per pagare i dipendenti.
Senza poi tralasciare le numerose disdette e il calo delle prenotazioni.
«La situazione si fa pesante», ha confessato Michela Celenza, figlia del titolare dell'hotel Presidente di Vasto, «abbiamo presentato due fatture (aprile e metà maggio) ma non ci è arrivato niente». Ospitano 50 persone dando loro un servizio di pensione completa, «ma le terremo fino a metà giugno», ha detto. Finchè si tratta di piccole pensioni a conduzione familiare la situazione è abbastanza controllabile sia nelle spese che nella gestione. Ma quando si esplora il campo di grandi hotel come l'Hermitage di Silvi Marina le cifre lievitano in tutti i sensi: 200 ospiti e circa 200 mila euro al mese stanziati dal titolare per far fronte all'emergenza.
«Abbiamo presentato le ricevute in tempo, poi sollecitato», ha spiegato Nino Di Simone, «ma non è arrivato ancora nulla se non le mail di Federalberghi che ci dicono di pazientare».
«Oltre al danno la beffa- ha continuato Di Simone - perché molti stanno annullando e preferiscono non venire qui perché l'immagine del terremotato spaventa».
Stessa solfa anche per tre strutture tra Pineto e Roseto (hotel Corfù, La Pineta ed Hercules), del titolare Aretusi Sergio, che in totale ospitano 500 persone.
Lui ha presentato fatture per 700-800 mila euro.
«Non si è vista ancora una lira», ha affermato Aretusi, «e credo che per la zona di Pineto e Roseto non ci sia stato ancora nessun rimborso, per quanto ne so».
Così come gli altri anche il titolare dell'hotel “La griglia di casa nostra” di Silvi, Marco Ferretti ha presentato le due fatture relative al mese di aprile e metà maggio senza ricevere rimborso alcuno. «Al momento non ho problemi, ma se continua così non so dove trovare i soldi per pagare i dipendenti», ha ammesso Ferretti. «Dovremo fare affidamento alle banche ma non è un'ipotesi che mi piace perché sappiamo quanto costa il denaro oggi».
Non è del tutto scontento, il titolare, e preferisce dare massima disponibilità ai terremotati: «preferisco avere loro fissi piuttosto che due settimane di fuoco ad agosto, perchè tanto qui a Silvi sono solo quelle».
Nel frattempo non hanno avuto problemi nemmeno con gli altri servizi che offrono come l'organizzazione dei banchetti, feste e matrimoni.
La mosca bianca (e fortunata) è invece il titolare dell'hotel Mara ad Ortona, D'Adamo Franco.
«Noi abbiamo ricevuto già il primo pagamento- ha detto- relativo al mese di aprile, ma non abbiamo rinnovato la convenzione: gradualmente andranno via così per metà di giugno faremo fronte alle prenotazioni per i Giochi del Mediterraneo e per turisti».
«Sappiamo di alcuni hotel che vogliono ospitarli, magari nell'interno», ha spiegato D'Adamo, «quindi ci vuole solo un po' di organizzazione».
Il titolare dell'hotel Mara ha approfittato anche per rendere noti alcuni casi di furbetti del quartierino: «alcuni hanno la casa agibile ma non vogliono andare via».
La grande fattura ancora da tutta saldare per l'hotel Mara, ci riferisce D'Adamo, è quella di 200 mila euro per l'Eurobasket. «Questi del terremoto prima o poi ci vengono dati- ha concluso D'Adamo – ma quelli dell'Eurobasket chissà».

Manuela Rosa 26/05/2009 10.31