La vittoria dei produttori locali, c'è ordinanza che salverà il made in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Se ieri Confesercenti ha denunciato tutte le preoccupazioni dei commercianti e i dubbi sulle possibilità di riaprire normalmente le attività, senza speculazioni dietro l’angolo, oggi arriva finalmente una buona notizia per i produttori locali. * RICOSTRUZIONE: IL COMITATO AQUILANUS INDICA LE LINEE GUIDA
L'approvvigionamento delle tendopoli dovrà avvalersi delle forniture dei piccoli produttori locali. La richiesta avanzata dall'amministrazione provinciale dell'Aquila e le proteste degli allevatori di tutta la regione sono state recepite dall'ordinanza numero 3771 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Nell'ordinanza si prevede di affidare ai sindaci dei comuni del "cratere" la facoltà di avvalersi, per la fornitura di beni e servizi, delle piccole imprese locali, al fine di favorire la ripresa dell'economia nelle aree colpite dal sisma.
«E' un grosso passo avanti - si afferma in una nota del Presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane- rispetto alle modalità seguite finora che escludevano la categoria in favore di grosse forniture nazionali. Questo aveva realizzato il paradosso per cui gli aquilani consumavano prodotti di qualità e freschezza inferiore a quelli locali, con l'aggiunta dei costi di trasporto ed i nostri produttori, già messi al palo dal terremoto, dovevano subire anche una concorrenza imposta mentre merce d'eccellenza marciva in magazzino: carne, salumi, uova, latte, pane e quant'altro. Assurdo - prosegue la nota -importare chissà quale acqua nella terra delle sorgenti pure d'alta montagna e accumulare in magazzino le nostre bottiglie. Ignorare il nostro formaggio a lavorazione tradizionale per mangiare a mensa sottilette svizzere. Ci rincuora - dice ancora Pezzopane - questo primo passo, non lo si vanifichi ora con il solito difetto di comunicazione, giustificato dall'emergenza. Noi per primi ci proponiamo di contribuire a diffondere le informazioni a tutti i piccoli imprenditori che hanno bisogno di smerciare i propri prodotti».
Soddisfatto anche Dino Rossi, presidente del Cospa che ieri, nel tardo pomeriggio, mentre era intento alla falciatura con il suo trattore, ha ricevuto la telefonata del prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli.
«Il prefetto», racconta Rossi, «mi ha letto il provvedimento con cui si assicura l'approvvigionamento dei prodotti locali attraverso le piccole imprese aquilane, da parte dei Comuni interessati al sisma».
Rossi aspetta però di poter leggere direttamente con i suoi occhi il provvedimento prima di cantare vittoria.

22/05/2009 9.53

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RICOSTRUZIONE: IL COMITATO AQUILANUS INDICA LE LINEE GUIDA

L'AQUILA. Si è concluso ieri il convegno del comitato “Aquilanus”, nel quale si è discusso dei problemi inerenti la ricostruzione del capoluogo regionale dopo il sisma.
È emersa la linea comune dei 200 cittadini presenti, che chiedono la partecipazione attiva nel processo di ricostruzione, che non può essere affidato tutto nelle mani di un Commissario.
Su di un punto i cittadini aquilani sono d'accordo: il problema della ricostruzione va affrontato con la massima responsabilità, trasparenza e condivisione fermo restando alcuni punti chiave.
Per esempio la qualità della vita da sfollato, il mantenimento degli insediamenti istituzionali e produttivi, il rilancio della qualità ambientale, urbanistica, culturale e storico-architettonica del territorio, la qualità culturale-architettonica ed efficienza energetica dei nuovi insediamenti.
Malgrado la necessità di concludere i lavori nel minor tempo possibile, il comitato Aquilanus è d'accordo nel superare la logica della «cieca urgenza» e «dell'interesse del singolo».
«Serve una visione collettiva e condivisa del futuro urbano e produttivo. Occorre ristrutturare l'intero patrimonio edilizio con severe norme antisismiche e riqualificare i quartieri abusivi come San Giacomo», hanno proposto.
Nel complesso –sempre secondo il comitato- occorre intervenire adeguatamente nel centro storico, nelle zone periferiche, nei nuovi interventi e nelle zone produttive con un impegno finanziario complessivo di circa due miliardi di euro.
Per quanto riguarda il centro storico, si tratterebbe di intervenire con una riperimetrazione eccezion fatta per le aree più moderne.
È importante anche verificare sulla base del Piano Regolatore Generale del 1975 quali edifici dovono essere immediatamente puntellati o riattivati al più presto.
Fondamentale per il comitato Aquilanus è l'adozione di «un piano particolareggiato che individui unità ed edifici da ristrutturare e rifinanziare. Poi l'avvio dei Piani di Recupero delle frazioni secondo la ricerca di Marcello Vittorini».
Nella periferia la priorità è quella di «accelerare i rientri negli edifici classificabili come A, B e C che rappresentano il totale del 70% degli alloggi». Importante è anche «requisire tutti gli alloggi inoccupati, circa tremila, disponibili ed immediatamente agibili. Nel mentre è indispensabile garantire una dignitosa accoglienza in roulotte o mobil-house con la possibilità di far proseguire, qualora sia possibile, la permanenza dei cittadini aquilani negli alberghi e nelle strutture ricettive della costa».
Il comitato Aquilanus puntualizza poi le necessità dei nuovi interventi.
«Occorre allestire locali e capannoni per il trasferimento di tutti gli arredi recuperati e da recuperare; accelerare e riconvertire i programmi di nuova residenzialità approvati e in via di realizzazione da parte dell'imprenditoria locale; costruire piccoli quartieri in zone già edificate ed urbanizzate; interventi in sostituzione delle caserme attualmente dimesse».
Queste opere andrebbero realizzate su aree demaniali, in zone direzionali di venti ettari come le Lenze di Coppito ed in aree già compromesse oggetto di programmi urbanistici di riconversione.
Per quanto concerne il comparto direzionale e produttivo Aquilanus propone la requisizione e l'assegnazione alle istituzioni di tutto il direzionale realizzato e di tutti i capannoni inutilizzati esistenti e realizzati di recente.

CRITICHE SUL PROGRAMMA DELLE LOCALIZZAZIONI DEI MODULI ABITATIVI

Critiche invece del comitato sul programma delle localizzazioni dei moduli abitativi così come proposto nell'ordinanza: «è sostanzialmente in contrasto con la costituzione e con la legge istitutiva della Protezione Civile che non può assumere compiti di pianificazione» – sottolinea l'ingegner Antonio Perrotti del circolo valorizzazione terre pubbliche – «inoltre non è stato ancora raggiunto l'accordo né con la regione né con il comune. L'ordinanza poi non tiene presente la diversificata presenza di alloggi inagibili con conseguente allocazione dei moduli. Tutto ciò porterebbe ad un generale sovradimensionamento del patrimonio abitativo con pesanti costi di urbanizzazione e conseguente gestione».
«L'attuale programma» – conclude Perrotti – «va sospeso e aperto alle diverse realtà territoriali come le frazioni. Deve essere sottoposto a procedura di valutazione impatto ambientale e valutazione ambientale strategica e poi a ratifica degli organi consiliari di comune e regione».

22/05/2009 10.43