Di Pietro: «Berlusconi come Wanna Marchi: vendono fumo»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Le responsabilità del terremoto, l’emergenza e le «false promesse» del premier.
Un Di Pietro agguerrito, come sempre, ha sparato a zero sul presidente del Consiglio mettendo in dubbio anche la disponibilità dei fondi per la ricostruzione. «Non ci sono», ha detto, «nel decreto non compaiono».


E mentre la battaglia in Senato va avanti per apportare le modifiche (non senza difficoltà e rinvii che vanno avanti da stamattina), il leader dell'Italia dei Valori lancia strali a trecentosessanta gradi.
«Molte delle responsabilita', di quanto accaduto in Abruzzo, sono da attribuire alla famosa commissione Grandi rischi, non a Bertolaso come persona fisica, ma al comitato», ha detto il leader dell'Italia dei Valori a Klauscondicio, il programma del massmediologo Klaus Davi che va in onda su You Tube.
«Sicuramente se e' stato ottimo il pronto intervento», ha continuato l'ex pm di Mani Pulite, «ma grandi sono le colpe delle istituzioni che conoscevano i problemi e nonostante questo hanno detto che tutto era a posto».
Quanto ai fondi per la ricostruzione, Di Pietro osserva: «I soldi per l'Abruzzo? Non ci sono. Quello che noi chiediamo al governo e' che vengano apportate delle modifiche sostanziali al decreto. Noi non vogliamo fare ostruzionismo, c'e' bisogno di quel decreto, ma il nostro compito e' fare in modo che contenga norme che concedano i soldi promessi agli abruzzesi».
Di Pietro poi ha denunciato «l'inagibilità dei comuni e' stata concessa, non in relazione allo stato dei luoghi, ma in relazione all'orientamento politico. Io voglio che sia rivisto l'elenco con i paesi che sono stati colpiti, perche' ci sono stati dei comuni che non sono stati dichiarati inagibili mentre in realta' lo sono».

Su questo argomento si era espresso ieri il presidente della Regione, Gianni Chiodi, negando che le cose siano andate in questo modo.
E poi sullo spostamento del G8 a L'Aquila il leader dell'Idv ha rilevato: «Berlusconi si e' comportato come Wanna Marchi. Entrambi vendono fumo, ma Wanna sta scontando la pena. Il G8 all'Aquila e' una presa in giro, non e' un'opportunita', e' un altro modo per truccare le carte».
Al Vertice, «ci saranno tanti fiori che Berlusconi curerà, si farà prestare una tenda da Gheddafi per mettere all'interno la Guardia di Finanza, farà tante foto di famiglia, tanti elicotteri in cielo, tante spese di rappresentanza, tante macchine blu da Roma a Milano, perché il sabato sera poi andranno tutti al Grand Hotel di Roma a dormire. Il giorno dopo rimarrà la spazzatura, i fiori da innaffiare, altri 200 milioni spesi e tempo perso, perché in questi due mesi l'Aquila poteva essere occupata a fare tutt'altro».
Ma l'attacco non finisce qui e si parla sempre di terremoto e Berlusconi: «il premier», incalza Di Pietro, «gioca con l'Abruzzo come gioca con il paese, come Nerone quando Roma andava in cenere. E' grave sentir dire da un Premier: 'per fortuna ne sono morti solo 300'. Indica grande cinismo politico da parte sua».
21/05/2009 14.43