«L’ospedale San Salvatore costruito con la sabbia»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Piergiorgio Giacovazzo, giornalista del Tg2, ha raccolto una incredibile testimonianza di un muratore di 70 anni, oggi in pensione, che lavorava in una squadra di operai di una ditta napoletana che si è occupata della costruzione dell’ospedale San Salvatore.
TG2


L'AQUILA. Piergiorgio Giacovazzo, giornalista del Tg2, ha raccolto una incredibile testimonianza di un muratore di 70 anni, oggi in pensione, che lavorava in una squadra di operai di una ditta napoletana che si è occupata della costruzione dell'ospedale San Salvatore.Oggi proprio l'ospedale aquilano è al centro della maxi inchiesta della Procura dell'Aquila che dovrà accertare la causa dei crolli post terremoto.
Il racconto di Pino, questo il nome dell'uomo che viene inquadrato solo di spalle, è agghiacciante perché da quello che emerge lui sapeva bene che il nosocomio del capoluogo sarebbe crollato a seguito di una forte scossa.
Almeno la parte costruita dalla ditta presso la quale ha lavorato e che è stata costruita nel 1980- 1981. «Se mi ammalo non voglio andare lì», disse il muratore oggi in pensione.
Perché? Perché lui lo sapeva bene come era stato costruito. «Più è duro e più è forte il cemento…invece quello all'ospedale era come acqua, acqua che correva sui canali, cemento molto magro», spiega ancora, «più sabbia che cemento».
Le “dosi” non erano rispettate «non c'era il 3% forse il 2…l'1 e mezzo».
Ma la costruzione è andata avanti così e misero le «travi trasversali senza ferro». Il signor Pino tentò anche una denuncia e si rivolsero anche al loro sindacato.
«Siamo andati alla Cisl», racconta ancora. «L'ospedale è nostro, io vivo a L'Aquila e non volevamo che succedessero imbrogli…»
Ma dopo una settimana «il sindacalista è tornato al cantiere..ci ha detto acqua in bocca qui c'è la mafia di mezzo. Ci ha azzittito, ci ha detto che era pericoloso a parlare, ti fanno fuori…»

21/05/2009 10.33