Troppe richieste di risarcimento? Smentisce Cialente: «aquilani non imbroglioni»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Incongruenze nei numeri delle richieste dei risarcimenti dei danni post terremoto. In troppi hanno fatto richiesta per i rimborsi. A fronte di 70 mila sfollati sono arrivate 100 mila domande. Ma nel tardo pomeriggio il sindaco smentisce. * CHIODI: «NON ACCETTO CRITICHE SULL’OPERATO DELLA PROTEZIONE CIVILE»




ROMA. Incongruenze nei numeri delle richieste dei risarcimenti dei danni post terremoto. In troppi hanno fatto richiesta per i rimborsi. A fronte di 70 mila sfollati sono arrivate 100 mila domande. Ma nel tardo pomeriggio il sindaco smentisce.


* CHIODI: «NON ACCETTO CRITICHE SULL'OPERATO DELLA PROTEZIONE CIVILE»


A spiegarlo questa mattina è stato il direttore generale del Comune dell'Aquila, Massimiliano Cordeschi, al Gr1 della Rai, che ha sottolineato come «in anagrafe siano registrati un numero 'X' di cittadini e le richieste vedono un numero 'Y' di persone in aggiunta al numero 'X'».
Per questo motivo bisognerà fare dei controlli, «in tempi rapidi» assicurano dal Comune ma in base alle richieste di risarcimento presentate dagli abitanti, la somma mensile da destinare ai terremotati sarebbe di «4 milioni e 800mila euro al mese».
Secondo i calcoli di Cordeschi, invece, «teoricamente non si dovrebbero superare i 2 milioni e 500mila euro mensili».
Il direttore generale del Comune aquilano garantisce che almeno il controllo anagrafico sarà attivato, ma anche che entro pochi giorni saranno avviati i primi risarcimenti: «Immaginiamo di cominciare a liquidare -annuncia- entro la fine di maggio».

LAVORI IN SENATO PER IL DECRETO

Intanto dal Senato è arrivato il via libera dell'Aula ad un emendamento della Commissione al decreto 'Abruzzo' che recepisce una richiesta del Pd e che prevede un contributo fino a 10mila euro per la riparazione di danni di lieve entità per consentire un più rapido rientro delle famiglie nelle case che sono state lesionate in maniera minore.
La norma approvata prevede anche un contributo fino a 2.500 euro per unità abitativa per i lavori condominiali.
Via libera del Senato anche al decreto che prevede che lo Stato pagherà, a fondo perduto e al 100%, la ricostruzione e la riparazione della prima casa. Nel testo si prevede in alternativa anche la possibilità, su base volontaria, dell'utilizzo del credito di imposta o del finanziamento agevolato. Il contributo si otterrà solo al netto dei rimborsi assicurativi.
E dal senatore del Pd Della Seta è arrivata invece una denuncia: «Con un colpo di mano in extremis il governo e la maggioranza hanno, con un emendamento, cancellato l'articolo 11, quello sulle verifiche antisismiche. Quello che lo stesso capo della Protezione Civile Guido Bertolaso aveva definito importante, e per noi uno degli aspetti più positivi e innovativi dell'intero decreto sul terremoto».
Il capogruppo del Pd nella commissione Ambiente del Senato ha parlato di «un'autentica vergogna. Dopo tante parole - continua Della Seta - sulla necessità di utilizzare la tragica occasione del terremoto per avviare un grande programma di adeguamento antisismico in tutte le zone a maggiore rischio terremoto, ora il governo e la maggioranza fanno un'indecente voltafaccia».

LA RUSSA STANZIA SOLDI PER VIABILITA'

E questa mattina è arrivato a Coppito anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha annunciato di aver destinato 1 milione di euro per le zone terremotate dell'Abruzzo, esercitando un risparmio nell'organizzazione della sfilata del 2 Giugno.
La Russa ha spiegato di aver agito di intesa con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel corso della conferenza stampa all'Aquila La Russa ha spiegato di essere personalmente occupato delle modalità del risparmio.
«Abbiamo tolto alcune coperture delle tribune che sono ai lati della strada dove ci sarà la sfilata; abbiamo rifatto con altri criteri la gara per tutte le infrastrutture, per tutte le tribune che sono ai lati. Intanto - ha detto ancora La Russa - abbiamo acquistato qualche migliaio di ombrelli tricolore, ma speriamo che non ce ne sia bisogno perchè sicuramente non pioverà».

SU ZONA FRANCA INTESA GOVERNO-REGIONE

«Sulla Zona franca stiamo sottoponendo all'Unione europea una posizione comune Governo-Regioni», ha detto questa mattina il presidente della Regione, Gianni Chiodi.
«Abbiamo fatto approvare - ha aggiunto il presidente della Regione - un emendamento che prevede la Zona franca che, è bene chiarire una volta per tutte, non è la Zona franca urbana che conosciamo, bensì è il sistema della zona franca prevista dall'Unione europea i cui benefici in sede operativa saranno determinati dal Cipe essendo materia di programmazione e sviluppo».
Il presidente della Regione ha poi voluto chiarire alcuni aspetti della Zona franca alla luce soprattutto delle ultime notizie sulla natura del provvedimento.
«Qualora l'Unione europea dovesse accettare la richiesta del Governo e della Regione - aggiunge - la Zona franca andrebbe ad incidere sul tessuto economico e sociale che ha subito forti danni; non basta aver subito danni materiali dal terremoto per aspirare ad un riconoscimento del genere. È bene chiarire che sarà fatta una scelta legata a determinati parametri economici che riguarderanno esclusivamente il tessuto socioeconomico effettivamente compromesso, senza furbizie da parte di qualcuno».

PD: «CLIMA PERICOLOSO»

Si è lamentato di quanto accaduto ieri in consiglio regionale il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro che insieme ai colleghi di coalizione questa mattina ha tenuto una conferenza stampa.
Il consigliere ha parlato di un «Consiglio mortificato e spogliato delle sue funzioni, che, con la lite tra il consigliere Giorgio De Matteis e il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante, ha dovuto assistere ad un atto vergognoso. Ma noi non ci stiamo a condividere le irresponsabilità del Presidente Gianni Chiodi, e il suo processo di decostruzione del valore delle istituzioni che delegittima gli organi consiliari e riduce la nostra Regione ad un ruolo da figurante».
Come ha spiegato infatti D'Alessandro, «il Pdl ha dapprima condiviso l'istituzione della commissione speciale proposta da De Matteis, salvo poi ritirare le firme e bocciare la proposta» . «Un veto deciso evidentemente dal Governatore – chiosa il vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni D'Amico – un atteggiamento che sottolinea il mancato riconoscimento dell'autonomia del consiglio regionale».
Provocatoriamente il consigliere regionale Claudio Ruffini ha affermato che «Visto che si fa un gran parlare degli enti inutili, a questo punto sarebbe meglio abolire la Regione».
Il consigliere Franco Caramanico ha poi ricordato i tanti punti oscuri del decreto Berlusconi su questioni rilevanti come la governance, la modalità di erogazione dei fondi, la scala delle priorità, la necessità di procedere al miglioramento sismico delle strutture edili. «Senza contare che – ha spiegato – la norma che aumenta dal 30 al 50 la percentuale dei lavori da poter subappaltare facilita l'accaparramento degli incarichi da parte di poche imprese, aprendo le porte al “partito del cemento».
21/05/2009 14.59

GLI AQUILANI NON SONO IMBROGLIONI

«Ritengo che i dati diffusi stamani per quanto riguarda la questione delle domande per i contributi per l'autonoma sistemazione in seguito al sisma del 6 aprile siano il frutto di conteggi assolutamente empirici, tutti da verificare e dunque inaffidabili».
Risponde così a distanza di qualche ora il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, alle stime del dirigente Cordeschi.
«Gli Aquilani non sono degli imbroglioni», ha sottolineato il sindaco.
«Le domande di contribuzione per autonoma sistemazione sono, finora, circa 11.000», ha spiegato il primo cittadino. «Il calcolo delle persone che vivono nelle tende o che sono ospitate negli alberghi è stato in continua evoluzione in questi giorni; quindi effettuare delle sommatorie tra questi dati è stato un sistema da giudicare assolutamente approssimativo. Il Comune sta lavorando con idonei strumenti e con sistemi accorti, allo scopo di avere dei dati certi e affidabili».
E' giusto, ha ribadito il primo cittadino, che si effettuino dei riscontri e dei controlli, «perché è iniquo che il beneficio tocchi a chi non ha diritto, in quanto ciò andrebbe a discapito di coloro che, in base alle normative e alla comunicazione del Commissario per l'emergenza del sisma, merita invece tali emolumenti».
E in ottemperanza alle direttive fornite dalla Protezione civile, e non appena quest'ultima metterà a disposizione i fondi relativi «i contributi saranno immediatamente pagati a chi ha fatto domanda, salvo le verifiche previste. Smentisco quanto comunicato stamani da qualche nostro dirigente».
21/05/2009 18.59

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CHIODI: «NON ACCETTO CRITICHE SULL'OPERATO DELLA PROTEZIONE CIVILE»

L'AQUILA. In aula, durante il consiglio regionale, il presidente Chiodi ha detto di non accettare critiche sull'operato dei soccorritori che da oltre un mese stanno fronteggiando l'emergenza.
Costantini (Idv): «Chiodi sta imparando da Berlusconi». A Lucoli la ricostruzione riparte anche da un blog.
«Nonostante la Regione Abruzzo negli anni passati non abbia investito nel servizio di Protezione civile coloro che vi erano assegnati hanno fatto un lavoro straordinario».
E' tornato a parlarne ieri il presidente Gianni Chiodi dopo che nei giorni scorsi l'assessore Daniela Stati aveva denunciato la scarsa attenzione alla Protezione Civile negli anni passati.
La Stati aveva parlato di fondi scarsi e disorganizzazione dell'intero comparto e aveva raccontato che subito dopo l'emergenza i vari responsabili non erano stati trovati al loro posto.
«Non accetto», ha detto Chiodi, «nessuna critica sull'operato della Protezione civile regionale e nazionale come è stato fatto ieri da qualche organo di informazione che ha voluto travisare ad arte ciò che ieri ha provato a spiegare l'assessore regionale alla Protezione civile. Anzi, sono pronto a reagire con forza inusitata. Bisognava esserci per osare criticare. Da subito, il 6 aprile, a coordinare la situazione c'era la Protezione civile regionale, c'era soprattutto l'assessore regionale».
A chi, invece, sostiene che il decreto Abruzzo sarebbe da modificare anche perché ci sarebbe un'assenza del ruolo della Regione, «ribatto che il decreto», ha detto Chiodi, «è stato emanato con una tempestività straordinaria. In Umbria ci vollero quasi 4 mesi. E' evidente che i due eventi non sono assolutamente paragonabili quanto a complessità. Ecco allora che la governance non può essere la stessa. Ecco perché si è scelta una ricostruzione costruita su 4 fasi».
Circa la perimetrazione del cosiddetto cratere Chiodi ha ricordato di aver chiesto che la Protezione civile nazionale cui spetta per legge questo compito, «lo individui dopo accertamenti approfonditi e, soprattutto, ci fornisca motivazioni adeguate delle esclusioni operate. Però, non considero giusto che possa essere una scelta 'politica' per ovvie ragioni».
Qualcuno ha poi chiesto al presidente se ci saranno problemi per le persone nelle tendopoli durante il G8. «Sarebbe davvero singolare se così fosse», ha replicato il governatore.
«Il G8 a L'Aquila è un evento storico che resterà per secoli nella storiografia aquilana. E servirà alla ricostruzione e al turismo».
A chi chiede di rafforzare la figura del Presidente della Regione perché così facendo si rafforza il ruolo dell'Abruzzo «dico che tutto ciò che si è fatto fino ad oggi», ha replicato Chiodi, «l'ho condiviso in via generale e ho contribuito ad attuarlo. Se si pensa che il mio ruolo debba essere rafforzato solo perché non ho inteso vivere questo momento in maniera appariscente dico, invece, che è nella mia natura. Non ho mai pensato che la politica sia un set cinematografico dove conta chi più alza la voce, o chi la spara più grossa, o chi si agita per farsi vedere. Per me è una cosa seria».
Da Carlo Costantini, leader dell'Idv, sono arrivate, invece nuove critiche al premier dopo il ritiro «su disposizione di Chiodi» della firma dei consiglieri di maggioranza sulla proposta del vicepresidente De Matteis per l'istituzione di una commissione speciale per il terremoto, con «compiti di partecipazione attiva dell'assemblea elettiva alla gestione di tutte le fasi conseguenti al terremoto, quella dell'emergenza e quella della ricostruzione, inclusa quella del monitoraggio». «Temo che Berlusconi», ha detto Costantini, «abbia fatto scuola. Il Parlamento è solo un fastidio ed è meglio che non si esprima su nulla o al massimo che si esprima attraverso i capigruppo».
Costantini ha spiegato che nel consiglio regionale di ieri «i firmatari della proposta hanno votato contro la stessa proposta, sostituendola con altra che di fatto azzera ogni ruolo del Consiglio Regionale sul terremoto. Al Consiglio vengono infatti attribuite funzioni che sono già proprie del Consiglio regionale stesso, come quella di avanzare proposte di legge, di esprimere pareri, se richiesto, o di fare monitoraggio delle iniziative».

LA NECROPOLI DI FOSSA NON VERRA' DANNEGGIATA

Intanto sono arrivate buone notizie per la Necropoli di Fossa. Ieri si è deciso, infatti, che non verrà danneggiata dalla realizzazione degli insediamenti abitativi antisismici del progetto "Case" perché è stato trovato un sito dove costruire nuove abitazioni senza interferire con le aree di interesse archeologico. L'area adatta è stata trovata dopo un sopralluogo congiunto tra amministrazione comunale di Fossa, Protezione civile, soprintendenza ai Beni archeologici e autorità di bacino della Regione Abruzzo.
La direttrice regionale per i Beni culturali, Anna Maria Reggiani, ha ordinato ai funzionari di essere presenti durante l'esecuzione dei sondaggi geologici e di tutti gli interventi che interesseranno il sottosuolo.

A LUCOLI ARRIVATA L'INFERMERIA

E intanto a Lucoli è arrivato il tanto atteso gazebo per l'infermeria, come raccontano i terremotati del posto nel blog http://ricostruirelucoli.blogspot.com .
«Alle tendopoli sono arrivati i gazebo», annunciano con soddisfazione. «Si sta piano piano sbrogliando la questione dell'assistenza medica (anche se si può migliorare la qualità del servizio in termini di calendarizzazione), sono stati montati dei tendoni per riparare dal sole, l'amministrazione provvederà al forno da comunità, la situazione al campo di S. Giovanni va migliorando e via dicendo. Tanti in silenzio operano per alleviare le difficoltà di questa gente».
E intanto si incrociano le dita in attesa del decreto: «c'è da sperare», si legge ancora nel blog, «che vengano accolti gli emendamenti di modifica relativi alla ricostruzione delle case dei non residenti e alla zona franca».
E si seguono con apprensione anche gli esiti delle perizie: «molte sarebbero le case considerate da demolire. La frazione di Colle è ancora inaccessibile proprio perché i proprietari delle case da demolire hanno preso tempo. Che ne sarà dei nostri borghi se non saremo tutti messi nella condizione di recuperare le abitazioni? Se non si ricostruirà tutto ciò che è considerato pericolante i paesi diventeranno immagini di zone bombardate? Come si ricomincerà a vivere, a produrre, ad investire se intorno ci saranno solo macerie? Concediamoci un po' di ottimismo, non credo ci si possa permettere di cancellare dal patrimonio paesaggistico e culturale italiano l'intera area dell'hinterland aquilano!»

21/05/2009 9.27