Le colpe della Regione: «Protezione Civile inesistente», accuse anche dall’Adsu

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2622

L’AQUILA. Le lacune della Regione cominciano ad affiorare dopo 45 giorni dal sisma. «Ci siamo trovati a dover fronteggiare una emergenza alla quale non eravamo preparati».


E' stata pesante la denuncia oggi in Consiglio regionale dell'assessore regionale alla Protezione civile, Daniela Stati, che in apertura dell'assemblea sui problemi del terremoto ha sostenuto che «la Protezione Civile in Abruzzo non esisteva».
«Così come», ha rincarato la dose la Stati, «inesistenti erano i suoi bilanci. Non abbiamo nemmeno trovato il personale al loro posto. Negli anni passati - ha detto ancora - non e' stato stanziato nemmeno un soldo per la Protezione Civile».
L'assessore ha annunciato, al termine dell'intervento, la costituzione di «un osservatorio dove saranno presenti tutte le istituzioni a tutela di questo territorio martoriato».
E altre contestazioni alla Regione sono state mosse dal presidente dell'Azienda per il diritto allo studio (Adsu) dell'Aquila, Luca D'Innocenzo, che oggi si è dimesso.
D'Innocenzo ha denunciato «la costante indifferenza della Regione Abruzzo nei confronti del diritto agli studi» nonostante il terremoto abbia fatto crollare la Casa dello Studente. La Casa dello Studente era gestita dall'Adus e nel crollo sono rimasti uccisi 8 studenti. La Procura dell'Aquila sulla tragedia ha aperto una inchiesta che viene considerata centrale e tra le più importanti. D'Innocenzo ritiene «inaccettabile» il «ridicolo balletto della Regione sulla proprietà dell'edificio. Da quella notte - ha aggiunto - ora è passato un mese e mezzo, abbiamo potuto leggere dai giornali che uno studio che giudicava con "criticità strutturali" lo stabile della Regione giaceva nei cassetti della Regione stessa».
Nonostante questi allarmi, D'Innocenzo ha denunciato il bilancio regionale, che è stato approvato con «quella vergognosa miseria iscritta al capitolo per le Adsu abruzzesi. Sono risultati vani - ha concluso - tutti i tentativi per un incontro tra la Regione e l'Adsu al fine di affrontare la fase di emergenza, sia per la ripresa dell'attività amministrativa, sia per arrivare alle indispensabili modifiche al Piano regionale di indirizzo».

D'ALESSANDRO (PD), SERVONO GOVERNANCE E RISORSE
E sempre dal consiglio regionale di oggi sono arrivate numerose richieste per fronteggiare le emergenze su più fronti. Per il capogruppo Pd, Camillo D'Alessandro, «é necessaria una vera e propria Governance sul ruolo degli enti locali perché essere tagliati fuori significa doversi accontentare di un decreto discutibile».
In più c'è la necessità di «parametri economici straordinari»: «in momenti di ordinaria amministrazione - ha spiegato - regioni come Lazio e Campania hanno avuto un sostegno importante per far fronte a deficit sanitari che hanno poi restituito dei fondi allo Stato. Noi, in Abruzzo, abbiamo il bilancio a zero sul sociale, sulle attività produttive, sulla Protezione civile, bisogna fare qualcosa».
Per il vice presidente vicario Giorgio De Matteis, invece, «troppe cose non sono chiare, a cominciare dai numeri dell'emergenza. Non si può infatti dire che il 70% delle persone potrà rientrare a breve. Questo se si considera che sono state ispezionate 38 mila abitazioni private e che almeno il 27% presenta inagibilità serie. Si parla quindi di 8.000-9.000 case che ora non sono disponibili e non lo saranno per i prossimi due o tre anni. Bisogna poi considerare che quando si arriverà nel centro storico la percentuale delle abitazioni non agibili aumenterà di gran lunga».
«E' fondamentale rimettere al centro del dibattito sulla ricostruzione la partecipazione dei cittadini e degli Enti locali che li rappresentano», anche per il capogruppo "La Sinistra - Verdi" in Consiglio regionale, Walter Caporale che ha illustrato all'assemblea delle perplessità in merito al decreto legge numero 39, approvato il 28 aprile.
Un documento che, secondo Caporale presenterebbe alcuni punti critici fondamentali.
«Il primo riguarda il risarcimento dei danni subiti, in particolare alle abitazione, a causa del sisma - ha spiegato -. A tal proposito, il Gruppo dei Verdi chiede che il danno sia risarcito al 100% con contributo a fondo perduto per le abitazione, che sia chiara l'entità del contributo per la ricostruzione anche nelle seconde case e che sia previsto un piano di finanziamento speciale per il centro storico dell'Aquila».

Intanto questa mattina è stata costituita, dinanzi al presidente del consiglio dei notai del distretto dell'Aquila, Sulmona e Avezzano, Antonio Battaglia, la Fondazione "Abruzzo risorge onlus" che si prefigge il compito di contribuire alla ricostruzione post terremoto con raccolta di fondi ed altro.
Mentre a Rocca di Cambio il sindaco Antonio Pace ha denunciato il fatto che «I proprietari delle case dei paesi dell'Altopiano delle Rocche stanno speculando "sulla pelle dei terremotati" chiedendo per l'affitto gli stessi prezzi fatti ai turisti».
«Mentre l'Italia da ogni parte continua a manifestarci la solidarietà - ha spiegato Pace - i proprietari delle case sfitte, che molto spesso non vivono neanche in Abruzzo, chiedono prezzi esosi ai terremotati, anche 450 euro per un monolocale. Invece di dare una mano si sta speculando sulla pelle della gente. Spero che dopo questo mio appello - ha aggiunto - molti si metteranno una mano sulla coscienza e cambieranno atteggiamento».
Proprio sul fronte affitti l'esecutivo del Pd ha chiesto alla Protezione Civile, al Comune dell'Aquila e agli altri Comuni interessati di dare «immediatamente seguito al pagamento del contributo già richiesto da migliaia di cittadini» che hanno deciso di prendere in affitto autonomamente delle case per superare l'emergenza. Ad ogni nucleo familiare sarà restituito fino ad un massimo di 400 euro.

EUROPEE, SEZIONI ELETTORALI IN 30 TENDOPOLI


E se in tutta la provincia dell'Aquila le elezioni sono state rimandate al prossimo autunno per forza di cose le Europee dovranno tenersi regolarmente.
Per questo è stato predisposto l'elenco dei 330 scrutatori assegnati agli 81 seggi del territorio comunale dell'Aquila in occasione delle Europee. Sezioni elettorali verranno allestite in oltre 30 tendopoli del territorio comunale, che suppliscono alle sedi non agibili. Saranno utilizzate anche le scuole agibili. Si voterà sabato 6 giugno dalle 15 alle 22 e domenica 7 giugno alle 7 alle 22. La comunicazione effettuata tramite l'affissione all'albo pretorio e sul sito internet della Municipalità (www.comune.laquila.it) avrà valore di notifica. Gli interessati sono convocati per il 6 giugno, alle 8 nei seggi loro assegnati. I duplicati delle tessere elettorali destinate a coloro che le avessero smarrite o distrutte (ogni elettore resta assegnato alla sezione che aveva prima del terremoto del 6 aprile) saranno già a disposizione presso le sedi di seggio stesse e potranno essere ritirate durante gli orari di votazione dall'interessato. Si invita a munirsi di documento di riconoscimento, che potrà essere rilasciato dall'ufficio anagrafe, attivo nella sede della polizia municipale, in via Scarfoglio, nonché dalle delegazioni di Paganica e Camarda.

19/05/2009 16.41