A giugno parte la ricostruzione, a settembre si chiude istruttoria sui crolli

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1482

L’AQUILA. Va avanti l’inchiesta della procura che indaga sui crolli: «entro settembre chiusa l’istruttoria». A Sulmona si continua a lottare per l’inserimento della Valle Peligna nel “cratere” e i primi di giugno partirà la ricostruzione. Oggi decreto arriva in Senato con 600 emendamenti. *COSTANTINI (IDV): «DESTRA E SINISTRA UNITE IN UN FRONTE COMUNE»


Al massimo entro il mese di settembre l'istruttoria dell'inchiesta sul terremoto sarà completata.
Lo ha assicurato il Procuratore capo dell'Aquila Alfredo Rossini, nel fare il punto sulle indagini. «Stiamo lavorando bene con molto impegno, il sottoscritto, il collega Picuti e gli altri magistrati che vengono dalla costa - ha detto Rossini -. Pensiamo che le perizie siano molto bene avviate, e in sostanza se non ci fosse stata una normativa che ci sospende per sei mesi all'inizio dell'estate avremmo già completato l'istruttoria».
«Ci facciamo solo idee che vengono dalle prove», ha proseguito il magistrato, «quindi attualmente siamo aspettando che le perizie vengano depositate: solo allora ci faremo delle idee».
Rossini ha anche ribadito che «ci saranno tanti filoni processuali legati a ogni singolo sito crollato con i morti. Per cui, essendo vincolati da tutto l'insieme, i processi potranno essere fatti rapidamente». L'ospedale "San Salvatore" e la Casa dello Studente restano le priorità di indagine stabilite dalla Procura.
E si continua a lavorare anche sul fronte della ricostruzione: la data ufficiale di inizio lavori sarà tra i primi giorni di giugno, quando è prevista un'ordinanza del presidente del Consiglio che autorizzerà gli interventi nelle case che hanno subito danni lievi.
In vista di quella data, il capo della Protezione Civile nazionale, Guido Bertolaso, ha invitato i cittadini ad anticipare i tempi, facendo fare perizie giurate da tecnici riconosciuti ufficialmente.
«Gli interventi nelle case che hanno lesioni che possono essere risolte in tempi molto rapidi saranno autorizzati con un'ordinanza emessa ai primi di giugno dal presidente Berlusconi - ha spiegato Bertolaso -. Il cittadino che ha la casa in queste condizioni si fa fare subito una perizia giurata che indica i danni, i tempi per rimettere a posto e il costo complessivo».
Con la perizia il proprietario va dal sindaco e si fa autorizzare i lavori, che comunque affiderà e seguirà direttamente, poi il conto sarà pagato all'impresa dal sindaco.
Ma non mancano polemiche. Per i capigruppo consiliari all'Aquila di Idv, La Destra, Prc e lista "L'Aquila città unita" c'è una mancanza di chiarezza sui fondi per la ricostruzione dopo il terremoto, c'é incertezza sugli espropri; gli organi istituzionali, Consiglio comunale e commissioni consiliari, «sono stati di fatto commissariati dal duo Bertolaso-Cialente, in cui il primo riesce a convincere il sindaco sempre e comunque. Un'accoppiata che sta provocando caos e incertezze».
L'assessore provinciale Michele Fina chiede invece che venga approvata immediatamente la legge su L'Aquila Capoluogo d'Abruzzo.
«I quasi ottantamila cittadini devono poter tornare a vivere in città», ha detto Fina, «sono l'unico indicatore che misurerà il successo del lavoro che si sta svolgendo per affrontare il dopo-terremoto. L'unico nastro che vogliamo tagliare è quello che festeggerà il raggiungimento di questo obiettivo».
«Vengano mantenute in città tutte le funzioni isituzionali vitali del Capoluogo», ha continuato, «al fine di gestire al meglio la fase della ricostruzione».
Oggi, inoltre, il decreto Abruzzo sbarca in Senato. Sono circa 600 gli emendamenti presentati.
Si tratta della stessa mole di proposte di modifica presentate per l'esame in commissione la scorsa settimana.

SULMONA CONTINUA LA BATTAGLIA

Il Consiglio comunale di Sulmona in seduta straordinaria ha approvato all'unanimità una delibera in cui si chiede al Dipartimento della Protezione civile l'immediato inserimento di Sulmona e di altri 12 Comuni della Valle Peligna nell'elenco dei Comuni ai quali estendere interventi e misure del decreto legge n.39, firmato il 28 aprile scorso nella seduta straordinaria del Consiglio dei ministri che si è svolto all'Aquila.
Nella delibera si chiede: un'adeguata dotazione di mezzi finanziari per misure necessarie alla mitigazione del rischio sismico per edifici pubblici strategici, opere infrastrutturali (viarie, opere d'arte, stradali, reti impiantistiche) ed edilizia privata; la consulenza di un centro studi per una campagna conoscitiva dei siti della Valle Peligna per identificare il territorio, valutare il danno atteso e adottare misure di prevenzione; l'istituzione di un centro permanente di studio e ricerca sul rischio sismico e le attività di mitigazione per il Centro Italia; costituzione di un polo di pronto intervento di protezione civile per il Centro Italia.
Alla Regione Abruzzo si chiede poi la costituzione, nel territorio di Sulmona, in strutture già adeguate dal punto di vista sismico, di un centro regionale per l'archiviazione, la gestione e la conservazione dei dati (cartacei e digitali), in sicurezza, a servizio della pubblica amministrazione regionale.
19/05/2009 9.27

[pagebreak]


COSTANTINI (IDV): «DESTRA E SINISTRA UNITE IN UN FRONTE COMUNE»


L'Abruzzo non è come il Friuli Venezia Giulia. E nemmeno come l'Umbria. La vede così il consigliere regionale dell'Italia dei Valori, Carlo Costantini. «Il confronto dei giorni scorsi con tecnici e amministratori locali del Friuli Venezia Giulia e dell'Umbria mi ha reso ulteriormente consapevole di alcune specificità negative del post terremoto abruzzese»
In quelle due regioni «il terremoto ha unito immediatamente la maggioranza e l'opposizione», assicura Costantini, «non per dividersi il potere, ma per condividere le responsabilità, la fatica, gli impegni. La politica ha investito subito sui sentimenti e gli ideali di appartenenza a una comunità locale, sulla voglia dei cittadini di impegnare una parte importante del proprio futuro per ricostruire il proprio passato, quantomeno per poterlo restituire ai propri figli».
In Abruzzo è andata diversamente: «Il ruolo della politica regionale e locale e le contrapposizioni si sono consumate tra chi – come me – ritiene le prime risposte dello stato insufficienti e chi, invece, le ha considerate fin dal primo giorno adeguate». Tutto ciò, continua Costantini, «ha contribuito al miglioramento dei contenuti del decreto 39, ma ha al tempo stesso ulteriormente convinto i cittadini aquilani che chi decide per loro è ancora più lontano e irraggiungibile di quanto possa già esserlo un proprio eletto in Comune, in Provincia o alla Regione».
Da qui una richiesta del consigliere dell'Idv per «provare a voltare pagina». «Partiamo dai Consigli Regionali, dai Consigli Provinciali, dai Consigli Comunali, aprendoli alla partecipazione di tutti i cittadini. Dividiamoci i compiti, soprattutto quello di ascoltare e di coinvolgere tutti nella costruzione di un progetto capace di individuare un orizzonte lontano e condiviso, con una serie di passaggi intermedi sempre coerenti con gli obiettivi finali».
L'idea è quella di costruire «un fronte comune, né di destra, né di centro, né di sinistra, per ideare e realizzare insieme ai cittadini e alle istituzioni locali un nostro piano per la rinascita de L'Aquila, da difendere sempre insieme nei prossimi anni».
19/05/2009 10.38