La vita che riparte, il Comune dell’Aquila ora pensa ai commercianti

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. I sopralluoghi dei periti vanno avanti da 42 giorni ed è stato diramato dalla Protezione Civile un elenco di fabbricati agibili solo dopo alcuni provvedimenti.


Si tratta di 176 palazzi nei quali è consentito l'accesso solo per eseguire i necessari lavori di riparazione, in base alle prescrizioni riportate nella lista stessa.
Il dirigente del settore Territorio, Vittorio Fabrizi, ha ricordato, in proposito, che i cittadini che intendessero eseguire le opere prima dell'emanazione dell'ordinanza della Protezione civile - che disciplinerà la riparazione e la ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma -, dovranno depositare presso gli uffici del settore Territorio, in Via Moscardelli, la dichiarazione di inizio lavori a firma del proprietario (o amministratore del condominio) e di un professionista abilitato, che ne assumerà la direzione dei lavori.
La dichiarazione, resa dunque al Comune di competenza, andrà inviata contestualmente al Genio civile della Provincia, insieme con i particolari degli eventuali elementi strutturali oggetto dei lavori. Nella stessa deve essere indicato anche il nominativo ed i riferimenti del responsabile della sicurezza (in corso d'opera), secondo quanto previsto dal decreto legislativo 81 del 2008.
A lavori ultimati, ha specificato Fabrizi, il proprietario (o amministratore del condominio) dovrà depositare al Comune una dichiarazione asseverata, resa dal professionista abilitato, con la quale si attesti: la non modificazione delle caratteristiche edilizie, formali ed estetiche dell'edificio riparato; la corretta realizzazione dei lavori e la loro rispondenza alle norme sismiche ed edilizie; la rispondenza o l'equivalenza alle indicazioni di cui alla scheda 1; l'agibilità sismica dell'edificio riparato.
Perfezionato tale adempimento, l'agibilità dell'immobile si intenderà ripristinata in relazione ai soli danni del sisma.
Il dirigente del settore comunale Territorio ha inoltre sottolineato che è opportuno, per poter beneficiare dell'eventuale erogazione dei fondi per la riparazione, conservare la documentazione dei lavori eseguiti.
I cittadini che riscontrassero eventuali imprecisioni nei dati pubblicati, potranno segnalarli compilando un modulo reperibile presso i COM 1 (L'Aquila), 3 (Pizzoli, per la parte che attiene il Comune dell'Aquila), 4 (Pianola) e 5 (Paganica).
Sarà possibile richiedere l'allaccio del gas solo con agibilità ripristinata, seguendo le procedure riportate nei vari notiziari e nelle singole informazioni riportate sul sito internet www.comune.laquila.it.

I PROVVEDIMENTI PER I COMMERCIANTI

Intanto l'assessorato comunale alle Attività produttive, ha promosso alcune iniziative per consentire a commercianti, artigiani e aziende in genere di riaprire le attività sospese in seguito al terremoto del 6 aprile.
Il provvedimento sarà posto all'attenzione della giunta nei prossimi giorni e, in seguito all'adozione, sarà trasmesso al Consiglio comunale per l'approvazione definitiva.
«Si tratta di indirizzi molto elastici – ha spiegato l'assessore alle Attività produttive, Marco Fanfani – proprio per dare modo agli imprenditori di ripartire, soprattutto quelli medio piccoli, che più di tutti stanno scontando le conseguenze del sisma. Un'elasticità che comunque tiene conto di due condizioni, la temporaneità dei trasferimenti delle aziende e le prescrizioni contenute in regole ben precise, per evitare speculazioni e aperture selvagge».
Le norme, infatti, riguardano i commercianti già autorizzati che esercitavano la loro attività in strutture di superficie inferiore ai 600 metri quadrati, gli artigiani, gli edicolanti, i gestori dei pubblici esercizi, le sale giochi, le tipografie, le rimesse per il noleggio e così via.
A queste attività sono state assimilate le associazioni senza scopo di lucro e gli studi professionali.
In ogni caso, il provvedimento riguarderà esclusivamente quelle attività che venivano esercitate in locali inagibili o lungo strade ora interdette al traffico veicolare e pedonale, a causa del sisma.
Per i titolari di tali aziende o strutture sarà dunque possibile trasferirsi provvisoriamente – fino a che non sarà terminato il periodo di emergenza – in locali già agibili, indipendentemente dalla destinazione d'uso. Gli insediamenti temporanei potranno essere allestiti anche nelle aree pertinenziali di stabilimenti produttivi già adibiti a queste attività, in aree private urbanizzate, edificabili o a vincolo decaduto (in generale, in quelle che il prg identifica con le lettere B, C, D e F) e anche in zone agricole, purché siano urbanizzate e non sussistano vincoli di inedificabilità. Nell'eventuale realizzazione dei manufatti dovranno essere rispettate le distanze in base alle norme in vigore, le condizioni di sicurezza e quelle igienico sanitarie. Sono escluse quelle aree già individuate per fini della Protezione civile.
Le domande di trasferimento dovranno essere presentate allo sportello unico per le attività produttive, alla scuola di via Moscardelli (quartiere di San Francesco), e, prima del rilascio dell'autorizzazione, saranno esaminate da una conferenza permanente, che provvederà a chiedere eventuali pareri degli enti competenti.
«Creare i presupposti per far ripartire il commercio, l'artigianato, le industrie e le aziende in generale è una priorità dell'amministrazione comunale – ha osservato Fanfani – senza creare pregiudizio, naturalmente, al tessuto urbanistico della città, visto che gli insediamenti temporanei non comporteranno cambi di destinazione d'uso in via definitiva e non genereranno diritti urbanistici, una volta che l'emergenza sarà superata».
18/05/2009 9.21