… Ed ora parte la ricostruzione

Alessandro Biancardi

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… Ed ora parte la ricostruzione
L’AQUILA. A quaranta giorni dal sisma si comincia ad entrare nella fase della ricostruzione. La prima emergenza è ormai ampiamente superata, non senza difficoltà, e adesso si pensa a ripartire.

Primo obiettivo: mettere in piedi quella città provvisoria, dislocata in 15 zone dell'entroterra aquilano, fatta di casette antisismiche.
Martedì Bertolaso ha firmato il decreto che stabilisce le aree su cui costruire.
La stima è di 3mila case che dovranno ospitare circa 13 mila persone che non potranno rientrare nelle abitazioni per la gravità dei danni provocati dal sisma del 6 aprile.
Da oggi tutti i tecnici dell'agenzia del territorio cominceranno ad entrare in queste terre, alcune delle quali proprietà privata.
Gli interventi cominceranno nei giorni successivi.
«Non si tratta di case di legno, ma di qualcosa di più importante, significativo e moderno», ha ribadito Bertolaso.
«Sono insediamenti anti sismici costruiti utilizzando le tecnologie più moderne, di quelle che si usano oggi in Giappone in California per fronteggiare situazioni del genere».
Il capo della protezione civile ha rassicurato anche i proprietari dei terreni privati: «vorrei rassicurare quanti avranno anche questa brutta sorpresa di vedersi prese le aree che ci serviranno per le casette - ha chiarito -. Tutti saranno adeguatamente indennizzati per quelli che saranno gli interventi».
Il piano di svuotamento delle tendopoli, invece, sempre secondo Bertolaso, dipende dalla volontà dei cittadini: «dovrà restare nelle tende fino a settembre chi, avendo la casa inagibile, non vorrà andare negli appartamenti di amici o parenti o in quelli che metterà a disposizione la protezione civile, che ha iniziato il reperimento degli appartamenti a prezzi di affitto calmierati».

SISMOLOGI IMPRESSIONATI: «COSTRUITE BENE LE CASE»

E ieri proprio i sismologi hanno sottolineato l'importanza di costruire case nella norma. Secondo Warner Marzocchi, dirigente di ricerca dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) la costruzione della casa è fondamentale e se queste venissero costruite bene «la previsione dei terremoti non avrebbe senso. Invece di spendere cifre astronomiche si facciano meglio le case, questo lo sappiamo fare adesso».
«Gli scienziati internazionali - ha spiegato - sono rimasti impressionati dai danni che sono ingenti per un terremoto grosso, ma non devastante. Ci sono diversi aspetti concomitanti che vanno valutati: la cattiva qualità delle costruzioni, alcuni effetti di amplificazione molto forti del terreno e poi altra cosa importante è il fatto di avere una città come L'Aquila molto vicina alla faglia. In Irpinia e in Friuli erano più distanti dai posti distrutti».
Marzocchi ha sottolineato che «siamo all'avanguardia, è la prima volta al mondo che vengono fatte le stime probabilistiche delle scosse di assestamento in tempo reale come fanno le previsione del tempo, modelli già verificati in California ed in Italia».
Per l'architetto Antonio Perrotti del Comitatus Aquilanus e Circolo Valorizzazione Terre pubbliche, invece, il problema della ricostruzione va affrontato «con la massima responsabilità, trasparenza e condivisione» tenendo presenti «la qualità della vita da sfollato e quella che si deve garantire in via transitoria, il mantenimento degli insediamenti istituzionali e produttivi, il rilancio della qualità ambientale, urbanistica, storico-architettonica, culturale e sociale del territorio».
Per Perrotti «bisogna battere la logica della cieca urgenza e va promossa una sistematica ristrutturazione statica di tutto il patrimonio edilizio adeguandolo alle norme sismiche più severe.
Vanno riqualificate le periferie e i quartieri abusivi mai pianificati come S. Giacomo (area di grosso interesse anche per eventuali nuove localizzazioni )».
Per il centro storico Perrotti propone una «verificare immediatamente su quali edifici devono essere immediatamente puntellati e quali addirittura riattivati al più presto (come dai 4 Cantoni alla Piazza), l'adozione di un Piano Particolareggiato conseguente a un dibattito trasparente ed autorevole e l'avvio dei Piani di Recupero delle Frazioni secondo la ricerca dell'Ingegner Vittorini».
Per le zone periferiche, sempre secondo l'architetto, «bisogna accelerare i rientri negli edifici classificati A,B,C (per circa il 70 % degli alloggi); requisire tutti gli alloggi inoccupati disponibili ed agibili (circa 3.000), garantire una dignitosa accoglienza in roulotte o mobil-house ed evitare la proliferazione episodica e spontanea di “casette in Canadà”.
C'è poi da pensare ai nuovi interventi: «bisogna allestire locali e capannoni per il trasferimento di tutti gli arredi recuperati e da recuperare, costruire pochi piccoli quartieri all'interno delle zone già edificate ed urbanizzate escludendo aree baricentriche strategiche (da mantenere a verde, parco o area di rifugio ) e aree agricole irrigue o alluvionali».
Perrotti fa anche una stima e parla di 40 mila alloggi interessati dal sisma, 12 mila da garantire per l'inverno, 6 mila da ricostruire da capo. Segue poi una stima dei costi: «108 milioni di euro da impegnare per gli alloggi agibili, 192 milioni di euro per quelli agibili con interventi, 480 milioni per quelli non agibili e oltre 900 milioni per i 6 mila nuovi, stimando una cifra media di 150 mila euro cadauno».

GIUNTA APPROVA REGOLAMENTO PER CASETTE PRIVATE

Intanto ieri la Giunta comunale dell'Aquila ha approvato una delibera che regolamenta l'installazione privata di container e delle casette di legno.
Dopo il sisma del 6 aprile, sono aumentati a dismisura gli esercizi che dentro e fuori città vendono "abitazioni" in legno.
Un vero e proprio business che rischia di sconvolgere l'assetto urbanistico dell'Aquilano, se non viene regolamentato.
Per questo motivo, la Giunta ha approvato un regolamento di massima che impedisce ai titolari di abitazioni agibili di installare una casetta o un container.
Si potranno installare casette o container in zone residenziali, aree di rispetto dell'abitato e zone libere da vincoli catastali. Qualsiasi installazione sarà da considerarsi provvisoria e non dovrà superare i 12 mesi.

I 99 VILLAGGI DELLA SPERANZA

Nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati è stata presentata dall'Associazione Nazionale Difesa del Suolo e da Fare Ambiente, la proposta-progetto 99 Villaggi della Speranza.
Il presidente Carlo Frutti ha evidenziato come sia fortemente sentita dalla popolazione la necessità di rimanere nei luoghi di origine, di non abbandonarli per mantenere il legame secolare con un territorio già gravemente pregiudicato.
Per questo è stato ideato il progetto “99 Villaggi della Speranza”, «per i Comuni del comprensorio aquilano non ricompresi nelle aree individuate e per le frazioni che abbiano l'esigenza di individuare locazioni idonee per la concreta e rapida ripresa delle attività».
Sono stati così proposti complessi abitativi e commerciali dimensionati sulle reali esigenze dei nuclei familiari in difficoltà e delle imprese, integrati nel territorio, in siti a ridosso dei centri storici, indicati dalle amministrazioni locali, «con idonei requisiti geologici e geotecnici, affinchè la ricostruzione sia pensata nell'ottica di una reale rinascita della Città e dei paesi, e prodroma, fin da ora, ad una rapida ripresa delle attività economiche e strumento per lo sviluppo turistico-culturale del comprensorio».
L'associazione Nazionale Difesa del Suolo si fa promotrice di una assemblea degli amministratori dei comuni aquilani e delle circoscrizioni da tenersi sabato mattina 16 maggio (luogo da definire, ma sicuramente in uno dei campi periferici aquilani) per definire un documento da sottoporre all'attenzione del Governo anche attraverso i parlamentari abruzzesi e con il sostegno dei parlamentari aderenti a Fare Ambiente.

a.l. 14/05/2009 9.18

LE CINQUE PRIORITA' DI ABRUZZO SOCIAL FORUM

Cinque le emergenze da risolvere subito secondo Abruzzo social forum, Oltre Abruzzi e Cobas
«Se nel Decreto Legge sull'Abruzzo non saranno indicati soldi veri e vere tempistiche la ricostruzione dell'Aquila e dintorni saranno una chimera», commentano i tre coordinamenti.
Intanto i problemi quotidiani emergono, fanno rilevare, «i sindaci della costa abruzzese, che ospitano negli alberghi gli sfollati più “fortunati”, sta ricadendo l'onere di trovare una nuova sistemazione in tempi brevi, giacchè la stagione turistica estiva sta entrando nel vivo. La vita negli alberghi non è certo vacanziera mentre nelle tende l'inattività e la preoccupazione del futuro rendono penoso l'esilio».
Tra le emergenze: «disporre immediatamente il reperimento delle case sfitte ed agibili anche nelle località limitrofe non interessate dal turismo estivo, individuare immediatamente le strutture alberghiere, site in zone non turistiche e limitrofe all'area del terremoto, che possano ospitare gli sfollati, trasferire i cittadini della costa e quelli che vogliono delle tende nelle strutture alberghiere e negli appartamenti requisiti e creare collegamenti efficienti e continui per chi lavora o vuole tornare giornalmente nelle zone terremotate; utilizzare il villaggio del Mediterraneo a partire da metà di giugno per la sistemazione transitoria della popolazione aquilana».