Virus intestinali in tendopoli, medici: «è epidemia»

Alessandro Biancardi

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Virus intestinali in tendopoli, medici: «è epidemia»
L'AQUILA. Si sapeva che con l'inizio del caldo i problemi dei terremotati si sarebbero moltiplicati. E così sta avvenendo in queste ore. A Pizzoli registrato invece un caso di Turbecolosi.
Oltre alle difficoltà di vivere in condizioni precarie, in tenda da oltre quaranta giorni adesso è arrivato anche il caldo sfiancante.
Di giorno si arriva fino a trenta gradi, passeggiare negli ampi campi degli sfollati è una impresa difficile.
In più qui si convive a braccetto con conoscenti ed estranei: in tenda si soggiorna in 8-10 persone e le condizioni igieniche inevitabilmente sono approssimative.
Le docce sono quelle che sono, così come i servizi igienici.
La situazione, prima sotto controllo, adesso preoccupa i medici.
L'emergenza maggiore in queste ore sembra il dilagare di virus intestinali che viaggiano ad una velocità impressionante e hanno contagiato uno sfollato su 10: statistiche ben più elevate rispetto alla norma.
Qualcuno già parla di epidemia anche se per il momento si tratta di «virus blandi».
«Questi virus gastrointestinali, che hanno come sintomi vomito e diarrea, si sono diffusi in pochissimo tempo - spiega all'Agi Walter Palumbo, segretario regionale della federazione dei medici di famiglia (Fimmg) - favoriti dalla promiscuita' di queste persone che se li passano l'uno con l'altro. Stiamo cercando di arginare l'emergenza, ma i numeri sono allarmanti: in alcune tendopoli i casi sono decine, anche 30 o 40».
«In presenza di una persona che presenta questi sintomi - spiega Palumbo - cerchiamo di isolarla in tende specifiche, piccoli ospedali da campo dove il paziente viene reidratato. Ma ovviamente il virus riesce a propagarsi lo stesso: come evitarlo visto che da un mese si dorme in nove o dieci per tenda, e si condividono tutti gli spazi compresi quelli igienici?»
Per il momento la situazione è sotto controllo ma il livello di emergenza è altro sia perchè si sta andando incontro alla stagione estiva, sia perchè gli sfollati dovranno restare in tenda ancora 3-4 mesi.
«C sono centinaia di persone fragili, anziani e bambini, che potrebbero avere problemi piu' seri», dice ancora Palumbo. I medici di famiglia assicurano dall'inizio dell'emergenza il loro supporto, e lo fanno, sottolinea stati portati quasi 30 mila aquilani, alloggiati in alberghi e case private. «Lì abbiamo un carico di lavoro pesante, insostenibile», assicura Palumbo. «Domani incontreremo l'assessore regionale alla Sanita' e il Commissario del governo per fare il punto sulle criticita' assistenziali, perche' ci serve una mano».
Nelle tendopoli di Pizzoli, invece, è stato riscontrato un caso di Tubercolosi.
Tre giorni fa i medici avevano visitato un trentenne che vomitava sangue. Sono state disposte analisi e oggi si è avuto il risultato dal centro di prevenzione malattie respiratorie dell'ospedale dell'Aquila.
Secondo quanto si è appreso, il malato - trasferito prima all'ospedale da campo "S.Salvatore" dell'Aquila e poi in un ospedale romano, continua ad essere tenuto sotto osservazione in modo da non creare pericoli per la salute degli altri. Le autorità sanitarie escludono qualsiasi pericolo di contagio. I medici inoltre, continuano a monitorare tutti coloro che, nella tenda o fuori, sono stati in contatto con l'uomo. Il monitoraggio avviene in maniera molto discreta per non creare allarmismi.


12/05/2009 15.22