Università, Di Orio vuole la Reiss Romoli, lavoratori «stupiti»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2104

L’AQUILA. Ieri il rettore dell’Università dell’Aquila ha lanciato un ultimatum al presidente della Regione Gianni Chiodi. «Se entro martedì o mercoledì non ci metteranno a disposizione la sede Reiss Romoli», ha detto Ferdinando Di Orio, «sceglieremo altrove».

La scuola per l'alta formazione, secondo il rettore, è la sede ideale per tentare di rimettere in piedi l'intero Ateneo, per il momento dislocato in mezzo Abruzzo, da Pescara a Lanciano, da Assergi a Sulmona.
«Il ministro Gelmini», ha detto Di Orio, «è pronta a farsi carico del canone di affitto».
Stupiti i lavoratori della Reiss Romoli che sanno bene che c'è in atto un progetto per continuare a lavorare: «il rettore sa benissimo che la condizione posta da Telecom Italia ed altre aziende per il rilancio della Scuola è che l'attività didattica si svolga presso il Campus in essere a Coppito».
Sfrattati dal Campus Reiss Romoli, i 70 lavoratori sono destinati al licenziamento il 14 giugno. Per scongiurare i licenziamenti si sta lavorando ad un progetto di rilancio da oltre 2 anni.
Ma i lavoratori si dicono anche indignati: «in tutte le sue manifestazioni sulla stampa, il Rettore continua a fare sempre e soltanto riferimento allo stabile e mai alle persone che da oltre 30 anni vi svolgono un'attività di alta formazione riconosciuta a livello nazionale ed internazionale», commentano. «Né fa riferimento al fatto che i lavoratori della Reiss Romoli da sempre collaborano con l'Università di L'Aquila fornendo docenza, proponendo master, gestendo laureandi e tesi di laurea. Lavoratori che oggi, nonostante le difficoltà aggravate dal terremoto, stanno affermando il loro diritto a continuare a lavorare nella loro sede, per onorare le commesse di formazione pluriennali in corso con Telecom Italia».
Lo stabile oggetto d'interesse, è in grado di offrire 15 aule - con una capacità media di 25-30 posti - adatte alla formazione aziendale, una foresteria di 200 posti letto, e spazi per gli uffici ed i laboratori.
Guardare solo allo stabile e non tener conto del progetto di rilancio della realtà comporterebbe, secondo i lavoratori, «la perdita di un centro di alta formazione sull'ICT, con un apporto per il territorio di circa 10 milioni di Euro di fatturato annuo; la cessazione di un'attività produttiva, attiva dal 1976 sul territorio aquilano, che oggi coinvolge direttamente 71 dipendenti e oltre 40 lavoratori dell'indotto».
I lavoratori della Reiss Romoli assicurano che saranno accanto al rettore: «lotteremo perché, come lui, crediamo nella formazione e nella vocazione dell'Aquila ad essere un polo di cultura e formazione e siamo pronti a collaborare per mantenere ed accrescere la bio-diversità dell' ”ambiente formativo” della nostra città, così come avviene a Milano, a Torino ed in altre realtà. In questo contesto saremo orgogliosi di condividere con l'Università spazi fisici e competenze, convinti dell'appoggio del corpo docente e studentesco del nostro Ateneo».

PERPLESSITA' SUL BANDO DEI MINI-PC

Diversi giorni fa l'Università degli Studi de L'Aquila ha reso noto il bando per l'assegnazione di mini-pc e chiavette per internet, donati da diverse aziende, agli studenti terremotati presenti nelle tendopoli.
I criteri di assegnazione dei supporti informatici, però, non trovano d'accordo il Movimento per i diritti degli Studenti Universitari.
Il Modus, infatti, denuncia tutte le proprie perplessità sul bando promosso dall'ateneo aquilano: «innanzitutto la durata della presentazione delle domande, fissata in cinque giorni dei quali soltanto quattro lavorativi, ci sembra esigua data la difficoltà di far arrivare a tutte le tendopoli le informazioni necessarie».
«In seconda istanza» – prosegue il Movimento per i diritti degli Studenti Universitari – «non comprendiamo la scelta dell'ateneo che, nel tentativo di accontentare il maggior numero di persone, ha dato la possibilità di scegliere o il mini pc o la chiavetta internet come se entrambi funzionassero in modo indipendente l'uno dall'altro».
«Denunciamo poi» – affonda il Modus – «la mancata presa in considerazione di tutti quegli studenti terremotati che si sono organizzati in maniera alternativa alle tendopoli organizzate dalla Protezione Civile pur risiedendo nei comuni colpiti dal sisma. Questa è la prova che l'Università de L'Aquila lavora senza il coinvolgimento di noi studenti».
«Chiediamo» – in conclusione – «la maggiore trasparenza possibile con la pubblicazione di un'apposita pagina sul sito ufficiale dell'ateneo con la graduatoria finale degli studenti che hanno fatto domanda circa i supporti informatici. Oltre a ciò la possibilità, naturalmente, di presentare eventuali reclami sulla graduatoria».

UNIONE DEGLI UNIVERSITARI: «L'UNIVERSITÀ A CELANO NON È SOLIDARIETÀ»

Dopo il sisma che ha colpito l'aquilano da settimane è d'attualità l'ipotesi di trasferire momentaneamente gli studenti dell'ateneo cittadino in altre sedi.
Su tutte da diversi giorni spicca ad esempio il nome di Celano, individuata dall'Università degli Studi de L'Aquila come una delle località idonee per ospitare alcune facoltà. L'ipotesi Celano, non è un mistero, è sgradita alla maggioranza degli studenti aquilani e fuori sede.
Questo per motivi legati alla sicurezza, alla difficoltà di accessibilità nella Marsica e alla mancanza di alloggi per ospitare i ragazzi.
Prima del terremoto Celano aveva avuto la sua opportunità di fondare una Università nel 2006. Il cosiddetto Consorzio Universitario fortemente voluto dal sindaco celanese Filippo Piccone e da alcune aziende. Progetto naufragato dopo gli scandali sollevati da alcuni organi di informazione e dal ministro dell'Istruzione Gelmini che ne hanno decretato l'inevitabile chiusura.
Non mancano però dubbi e perplessità, sollevate dall'Unione degli Universitari che denunciano alcune incongruenze di fondo qualora parte dell'ateneo dovesse trasferirsi nella Marsica: «Celano è una città terremotata. Ha chiesto di essere riconosciuta terremotata al pari de L'Aquila e contemporaneamente accoglie l'Università aquilana. La cittadina marsicana ha subito nel sisma parecchi danni. Diversi edifici sono stati danneggiati ed un centinaio di persone che abitano nel centro storico sono tutt'ora sfollate».
«L'Università di Celano non è solidarietà» – conclude l'Unione degli Universitari – «è soltanto la grande occasione di un progetto localistico di stampo politico-territoriale. È un peccato che si usi il terremoto per risolvere i problemi della Marsica. Difficoltà che certamente non serviranno a risolvere le difficoltà degli abitanti celanesi colpiti dal sisma».

11/05/2009 11.02

SCIENZE AMBIENTALI TRASLOCA NELL'OASI DI PENNE

PENNE. Da oggi, lunedì 11 maggio, per le prossime quattro settimane, l'Oasi di Penne si trasformerà in un vero e proprio “campus universitario” per rendere possibile la ripresa dell'attività didattica degli studenti e insegnanti della Facoltà di Scienze Ambientali dell'Università di L'Aquila.
Si potrà così portare a termine la sessione interrotta a seguito dell'evento sismico del 6 aprile scorso che ha colpito la città di L'Aquila e l'Abruzzo, rendendo impossibile continuare le lezioni nei locali della Facoltà di Scienze Ambientali.
Nel “campus” sarà offerto vitto e alloggio nella foresteria del Centro di Educazione Ambientale dell'Oasi “Antonio Bellini” e le lezioni si svolgeranno nelle aule e nei laboratori della riserva, oltre che nel laboratorio di chimica dell'Istituto tecnico “Marconi” di Penne.
La volontà di tutti gli Enti e le Associazioni coinvolti è quella di consentire all'Università di tornare all'operatività nel più breve possibile, così da permettere agli studenti di continuare a frequentare l'Ateneo aquilano e non disperdere questo grande patrimonio di impegno e conoscenza.
L'accordo siglato con l'Università, oltre all'ospitalità per la conclusione della sessione, prevede anche la gestione dei crediti formativi per gli studenti.
Inoltre, si sta predisponendo un ricco programma di attività aperte al territorio con escursioni, incontri e seminari che vedranno la partecipazione di esperti e tecnici del WWF, delle aree naturali protette e dell'Università.

L'Istituto nazionale di Fisica nucleare invece ospiterà la Facoltà di Fisica e successivamente anche matematica ed altri dipartimenti scientifici. E' questa una indicazione emersa che si dovrebbe concretizzare nei prossimi giorni.
11/05/2009 14.12