100 case di legno per gli sfollati grazie alla Provincia di Trento

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Siglato un protocollo d’intesa tra Provincia di Trento e Provincia dell’Aquila: 100 case di legno per i comuni di San Demetrio e Villa S. Angelo. * LA DENUNCIA: «VOLONTARI SENZA STIPENDIO». A SULMONA SOPRALLUOGO ALL’OSPEDALE

Cento case di legno saranno costruite e messe a disposizione dei Comuni di Villa S. Angelo e San Demetrio ne' Vestini dalla Provincia autonoma di Trento.
Le località sono state individuate dalla Provincia di Trento, sulla scorta delle indicazioni ricevute dalla Protezione civile nazionale.
Questo quanto stabilito da un protocollo d'intesa siglato ieri dal presidente della Provincia di Trento, Lorenzo Dellai, dalla presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane, dal prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli, dal sindaco di San Demetrio Silvano Cappelli e dal Comune di Villa S. Angelo, rappresentato dall'ingegnere Maurizio Olla.
Da lunedì partiranno le procedure tecniche e amministrazione per la posa in opera delle strutture di legno.
La Provincia di Trento assicurerà anche le opere di infrastrutturazione, mentre saranno i comuni ad individuare i nuclei familiari beneficiari e le località dove saranno posizionate le case di legno.
Per San Demetrio sono già state individuate le località di Stiffe e la zona vicina alla scuole elementare. Per Villa S. Angelo l'area verrà definita a breve.
Le dimensione dei moduli abitativi varieranno da 40, 70 e 100 metri quadrati, in base alle esigenze delle famiglie. Saranno in grado di ospitare in totale 500 persone.
«Davvero un aiuto concreto e veloce quello della provincia di Trento, con cui inizia da oggi una fattiva collaborazione», ha dichiarato la presidente Pezzopane. «Grazie all'aiuto di Trento possiamo far fronte alle esigenze di due comuni. Ora c'è da lavorare per completare la fase della ricostruzione».
«Mettiamo a disposizione il nostro know how e la nostra esperienza in costruzioni il legno- ha commentato il presidente della Provincia di Trento- Daremo in breve tempo, chiavi in mano, 100 case di legno, con tutti i servizi necessari».

Terminata la fase di emergenza, le strutture di legno, ha dichiarato il sindaco di San Demetrio cappelli, non saranno smantellate, ma rimarranno sul territorio e saranno destinate a finalità turistiche.
09/05/2009 9.47
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LA DENUNCIA: «VOLONTARI SENZA STIPENDIO». A SULMONA SOPRALLUOGO ALL'OSPEDALE

L'AQUILA. A un mese dal terremoto la prima emergenza è passata e cominciano ad arrivare arrivare anche le proteste.
Da un mese, infatti, il dottor Francesco Bizzarri non lavora più nel suo ospedale, quello di Avezzano, ma ha generosamente prestato i propri servizi alla tendopoli Colle di Roio, nei pressi de L'Aquila, dove anzi e' il responsabile medico dei 450 sfollati li' ospitati, di cui il 70 per cento anziani.
Eppure il medico questo mese non ha neanche percepito il suo stipendio, o perlomeno la sua quota ospedaliera, come se avesse preso un mese di aspettativa.
Lo denuncia lui stesso, partecipando a un incontro voluto dal viceministro alla Salute Ferruccio Fazio a L'Aquila con i rappresentanti di camici bianchi e operatori del settore. E non e', accusa Bizzarri, l'unico caso: «Altri medici non hanno ricevuto lo stipendio, mentre a qualcuno e' stato intimato dai rispettivi ospedali di tornare a lavorare. Molti, per continuare a prestare soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto, lavorando 20 ore al giorno, sono stati costretti a mettersi in ferie. Mentre diversi di noi pur di continuare a lavorare nelle tendopoli si sono fatti fare un certificato malattia per crisi di panico, che peraltro sarebbero giustificate vista la situazione».
Il motivo, secondo il medico, e' semplice: «Non c'e' stata alcuna tutela amministrativa di noi medici volontari, che pure abbiamo risposto agli appelli delle istituzioni per prestare soccorso a questa gente che ha perso tutto. Nessuno dalla Asl si e' preso la responsabilità di garantire una copertura a medici e paramedici, tanto che abbiamo chiesto alla Protezione Civile di scrivere una relazione che attesta il nostro impegno, ma nessuno alla Asl ha risposto a questo documento».

SOPRALLUOGO PROTEZIONE CIVILE A OSPEDALE SULMONA

Ieri sera i tecnici della Protezione civile hanno effettuato un sopralluogo all'ospedale l'Annunziata di Sulmona rilevando che non ci sono danni imputabili al terremoto del 6 aprile scorso e allo sciame sismico dei giorni successivi.
A chiedere l'intervento della Protezione civile e' stato il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, dopo che la direzione strategica della Asl Avezzano - Sulmona aveva rilevato delle difformità rispetto al progetto di costruzione della nuova ala dell'ospedale e successivamente informava, quale atto dovuto, la Procura della Repubblica di Sulmona.
Stando alle prime indiscrezioni emerse, la difformità al progetto consisterebbe nel minore numero di ferri nelle armature di alcuni pilastri, compensata però da una sezione maggiore degli stessi tale da riportarne i coefficienti alla parametrizza

09/05/2009 9.48