Se la ricostruzione passa per un sorriso…

Alessandro Biancardi

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Se la ricostruzione passa per un sorriso…
PINETO. La distruzione e la rinascita. La paura e la voglia di ricominciare. La tragedia e la speranza.
L'Aquila può provare a ripartire anche dal sorriso di Stefania Faraone e di sua figlia Sara Luce la cui fotografia ha fatto il giro del mondo il giorno del terremoto che ha sventrato la città.
Oggi di foto ce n'è anche un'altra: i protagonisti sono gli stessi trenta giorni dopo: prova tangibile che la vita continua.
Un sorriso e un abbraccio tra le due per dire che sono pronte per tornare a vivere e per ricostruire tutto quello che la scossa delle 3.32 di quel maledetto 6 aprile ha distrutto.
I cerotti non ci sono più, così come lo sguardo perso nel vuoto che ha accomunato per molte settimane tutti i sopravvissuti.
La bambina è tornata a sorridere, la mamma ha recuperato gli occhiali.
Lo sfondo non è più il campo dell'ospedale San Salvatore dove sono rimaste in osservazione per 24 ore ma un mosaico colorato di un albergo che è diventata la loro nuova casa provvisoria. Le ferite dell'anima, quelle, ci sono ancora tutte e chissà ancora per quanto.
Nella notte del 7 aprile Stefania e sua figlia sono state portate all'hotel Felicioni di Pineto. Insieme a loro altri 478 sfollati che assicurano: «qui ci hanno accolto come una famiglia. Non potevamo desiderare di meglio». E' la vita che riprende.
La signora Stefania ha una voce molto dolce, ricorda con lucidità i momenti di paura e assicura: «quella foto che hanno fatto a me e a mia figlia poche ore dopo il sisma la conserverò per tutta la vita. Non solo perchè al momento è l'unica foto che mi è rimasta ma perchè quello per me, paradossalmente, era un istante felice: io e la mia bimba sane e salve».
La scossa che ha devastato la città le ha praticamente sepolte sotto le macerie della casa del centro storico dove vivevano: è la vita che precipita, il mondo che ti cade letteralmente addosso.
«Il soffitto è venuto giù, su di noi», racconta ancora. «Grazie ad un vicino di casa siamo riusciti a metterci in salvo. Quello che ha avuto la peggio è stato mio marito, con 6 costole rotte. Al momento si trova ancora al centro di riabilitazione. Non è in pericolo di vita ed io e la bambina lo andiamo a trovare tutti i giorni».
Sara Luce, intanto, si è iscritta alla nuova scuola, a Borgo Santa Maria.
«Il primo giorno non voleva andare... adesso ha già delle amiche. I bambini devono avere delle risorse straordinarie... mi ricordo che, mentre piangeva, delle compagne le hanno fatto coraggio.., ”dai, forza... vedrai che ci divertiremo..”». E' la vita che riprende.

E così è stato. Oggi anche la piccola ha recuperato un po' di serenità e insieme alla mamma viene seguita da uno psicologo, come larga parte degli sfollati. Un aiuto importante.
Il futuro?
Questa parola Stefania non sa più nemmeno cosa sia.
«Non ho più la casa, la mia città non esiste più, per me anche provare ad immaginare cosa accadrà tra due mesi è una impresa impossibile. Non posso fare progetti, spero solo che la vita torni quella che era prima e che noi torniamo a sentirci bene».
Per il momento si cerca di passare il tempo senza pensare troppo: «qui all'albergo ci permettono di divertirci, di tenere la mente occupata. Anche di lavare i piatti o di scopare per terra, se lo chiediamo, per recuperare una quotidianità che non abbiamo più ma che è preziosissima».
E lontano dalla propria città non resta che guardare le immagini che si susseguono nei vari programmi televisivi: «mi piace tenermi aggiornata, vedere cosa succede lì. A volte penso anche che sarebbe stato meglio stare in tenda perchè saremmo rimasti vicino ai nostri luoghi cari. Ma sono cosciente che con una bambina di 7 anni questa è la sistemazione più adeguata».
E anche il signor Lino Felicioni, titolare dell'albergo è felice di questa presenza:«stanno tutti bene, ormai sono come amici, noi cerchiamo di farli distrarre il più possibile per far recuperare loro la serenità che meritano. Ci dispiacerà quando andranno via».
Ma devono andare.
E' la vita che riprende.

Alessandra Lotti 06/05/2009 18.38