Costa adriatica o Marsica? Sul trasferimento dell’Università è scontro

Alessandro Biancardi

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Costa adriatica o Marsica? Sul trasferimento dell’Università è scontro
PESCARA. Si è svolta ieri nell'aula consiliare del Comune di Pescara l'assemblea pubblica degli studenti dell'Università de L'Aquila, chiamati a discutere sulle decisioni prese dagli organi accademici riguardo il proseguimento del corrente anno accademico. * ISTITUTI SUPERIORI: 6 SU 13 RIPRENDONO L’ATTIVITÀ AD OTTOBRE
Presenti, oltre a tantissimi ragazzi universitari e genitori, anche il vicesindaco di Pescara, Camillo D'Angelo, alcuni consiglieri comunali e soprattutto il Magnifico Rettore, Ferdinando Di Orio.
E' stata gradita in particolar modo la presenza di quest'ultimo a testimoniare, almeno nelle intenzioni, la vicinanza dei vertici accademici alla situazione degli studenti dell'ateneo aquilano.
Di pari passo, però, hanno pesato le assenze delle altre istituzioni, soprattutto quelle regionali.
L'assemblea aveva come scopo principale quello di dar voce agli iscritti, a detta loro, completamente ignorati nelle fasi che hanno portato al molto probabile dislocamento dell'Università da L'Aquila a Celano, Sulmona ed Avezzano.
Tanti gli interventi di studenti e genitori che, contrariamente alla linea sposata dal Rettore, hanno sottolineato la ferma opposizione al trasferimento anche momentaneo dell'Ateneo nelle sedi di Celano, Avezzano e Sulmona.
A solo un mese dal terremoto è ancora tanta la paura.
Impossibile secondo i ragazzi e non soltanto loro, seguire le lezioni in un territorio ad alto rischio sismico caratterizzato, tra l'altro, da un'edilizia risalente in parte al post terremoto della Marsica del 1915.
«La sicurezza prima di ogni cosa». È questa la linea sposata dalla stragrande maggioranza degli iscritti all'ateneo aquilano.
La migliore soluzione –secondo gli studenti- sarebbe quella di spostare, esclusivamente per questo periodo di emergenza, le lezioni nelle strutture attualmente presenti sulla costa.
Questo anche in virtù dell'effettiva collaborazione e disponibilità di alcuni plessi scolastici per esempio a Lanciano, Chieti e Pescara.
La soluzione costa, sempre secondo gli studenti, sarebbe la più gradita anche per una migliore accessibilità rispetto alla zona interna della regione. Questo unito, ovviamente, anche alla possibilità di poter usufruire di migliaia di posti letto soltanto nella città di Pescara.
Tutto, comunque, ruota intorno il concetto di «tranquillità», che questi ragazzi vorrebbero ritrovare dopo la terribile avventura del sisma.
Tante, insomma, le motivazioni addotte.
Nel dibattito sono emerse inoltre «fastidiose difficoltà» da parte di alcuni studenti di reperire informazioni sull'ateneo, al momento presenti esclusivamente su internet.
Ai vertici dell'università aquilana viene rimproverata «l'assenza», tra le tante cose, di punti informazione all'interno delle tendopoli allestite nel territorio abruzzese.
E' stato inoltre richiesto ufficialmente, infine, anche lo status di sfollati.
Non sono mancate durante l'assemblea attimi di tensione verbale, con la posizione del Magnifico Rettore diversa dalla maggior parte di studenti e genitori.

LA LINEA DEL RETTORE:«ANDIAMO AVANTI SENZA AIUTI»

«È mio dovere essere qui in una situazione tanto difficile» – esordisce in questo modo il Magnifico Rettore Ferdinando Di Orio: «siamo orgogliosi della nostra università e dei nostri studenti. I ragazzi sono la nostra vita e sarebbe ingeneroso sottolineare il contrario. Dobbiamo prenderci la responsabilità di andare avanti. In questi giorni in tanti hanno messo l'Università de L'Aquila al centro della rinascita della città. Fino ad ora, però, sono state dette tante parole e dopo un mese non vedo ancora aiuti concreti al nostro ateneo. Stiamo andando avanti da soli».
Raggiungendo il cuore della questione Di Orio precisa:«Pescara, Chieti, Sulmona e Avezzano sono sullo stesso piano di discussione. Valuteremo in tal senso anche la disponibilità delle varie istituzioni. È chiaro però che non si possono spostare 700 dipendenti tutti sulla costa. Valuteremo anche con gli studenti che, lo ripeto, sono al centro del nostro progetto».
Infine una certezza: «l'Università de L'Aquila si costituirà parte civile per i danni al complesso di Roio, inaugurato soltanto quindici anni fa».

STEFANIA PEZZOPANE:«CONDIVIDO OGNI PUNTO DEGLI STUDENTI»

Per motivi di lavoro il Presidente della Provincia de L'Aquila non ha potuto partecipare all'assemblea. Stefania Pezzopane, però, non ha voluto far mancare la propria vicinanza alle ragioni degli studenti aquilani: «condivido ogni vostro punto. L'università è la vita per L'Aquila. Senza ateneo la nostra città non avrebbe futuro. La strategia per ripartire e per ricostruire deve per forza essere comune e non può prescindere dalla presenza di tutti voi studenti».
«La città di Pescara», h spiegato il vicesindaco di Pescara, Camillo D'Angelo, «è vicina a L'Aquila e non vuole attuare alcuna forma di sciacallaggio nei confronti del capoluogo di regione. C'è stata solidarietà e vicinanza ai problemi legati al terremoto. L'università deve restare a L'Aquila, non può rimanere senza. Noi a Pescara impediremo ogni forma di sciacallaggio sotto tutti i punti di vista».

TUTTE LE VOCI DEL DISSENSO. LUCA CENTOFANTI

Luca Centofanti, presidente dell'Associazione Modus L'Aquila, riassume l'intera giornata: così:«ringrazio tutti gli studenti per la partecipazione numerosa ed attenta. Dispiace l'assenza di molti degli invitati ma ringrazio il Magnifico Rettore per la sua partecipazione. È stata la dimostrazione che il dialogo tra le parti esiste e verrà portato avanti. Al Rettore» – prosegue Centofanti – «chiediamo garanzie e spiegazioni riguardo alcuni punti ancora poco chiari. I più importanti riguardano la sicurezza, il rapporto esistente di possibile collaborazione tra l'ateneo aquilano e le altre università ed il riconoscimento dello status di sfollati per gli studenti. Questo sottolineando il diverso trattamento riservato alle diverse facoltà dell'Università degli Studi de L'Aquila».

«ABBIAMO BISOGNO DI TRANQUILLITÀ, LA COSTA È L'IDEALE»

Andrea, studente di ingegneria a L'Aquila, insiste sulla possibilità di trasferirsi solo momentaneamente nelle strutture a disposizione sulla costa adriatica: «non capisco affatto il trasferimento ad Avezzano e Celano. Sono realtà con pochi iscritti e dubito che di botto possano accogliere migliaia di nuovi studenti. A ciò poi si aggiunge la carenza di strutture come copisterie, case ecc presenti invece sulla costa. Poi chi ci garantisce che lì le costruzioni siano maggiormente resistenti in caso di eventuale scossa? Noi vogliamo» – conclude Andrea – «studiare in tranquillità senza il pensiero continuo del terremoto. Per il momento la costa è a rischio sismico decisamente minore rispetto l'interno. Noi vogliamo tornare a L'Aquila, la costa sarebbe soltanto una sistemazione di emergenza».

GIOVANNI LA ROCCA: «SIAMO PREOCCUPATI PER LE STRUTTURE»

Giovanni La Rocca, rappresentante nel consiglio di facoltà di Edil Architettura, focalizza l'attenzione sulla sicurezza: «preoccupano le strutture della soluzione di Avezzano, Celano e Sulmona. Il rischio sismico in quelle zone è elevatissimo, non ha senso ora spostarsi lì quando sulla costa si potrebbe trovare maggiore tranquillità. Ci sono strutture vecchie di decenni che non danno alcuna garanzia di sicurezza. Vogliamo una sede dignitosa».

«NON HA SENSO SVOLGERE LEZIONI AD AVEZZANO»

Tra le voci critiche nei confronti della possibile decisione di dislocare alcune facoltà ad Avezzano, Celano e Sulmona c'è Pier Giorgio, studente di Matematica: «non ha senso adesso spostare tutto o parte ad Avezzano, Sulmona o Celano. Sarebbe giusto porre fine al semestre consentendo ai ragazzi di preparare gli esami autonomamente consultando dispense diffuse per esempio in internet. Il mezzo telematico» – conclude Pier Giorgio – «è utilizzato attivamente dal corpo docente con il quale abbiamo la possibilità di confrontarci».

«NO A CARSOLI PER»

Anja, studentessa di scienze dell'investigazione a L'Aquila pone l'attenzione sul suo corso: «ci opponiamo al trasferimento della nostra facoltà a Carsoli, una sede decisamente scomoda. Come per altre situazioni la costa sarebbe la soluzione ideale. Al momento in pochi avremmo la possibilità di spostarci in una sede tanto distaccata come quella di Carsoli».
Sulla stessa lunghezza d'onda Fabio, rappresentante in facoltà di Scienze della Formazione Primaria: «bisogna scartare l'eventualità di Carsoli. È scomoda e difficilmente raggiungibile per molti di noi. La costa certamente è meglio collegata. Per studiare e preparare esami abbiamo bisogno di biblioteche, che certamente non troveremo nelle sedi prescelte. A Chieti esistono corsi di laurea simili al nostro. Lì potremmo studiare in biblioteca vista anche la disponibilità dell'ateneo teatino. Anche Lanciano, con il Palazzo degli Studi, potrebbe essere una sistemazione gradita».

ANCHE DAI GENITORI UN NO NETTO

Chiaro il pensiero di Giulio, padre di un ragazzo che frequenta la facoltà di ingegneria: «ho le possibilità economiche di trasferire mio figlio a Milano, Roma ed altri sedi. Voglio però la soluzione ideale con il trasferimento momentaneo dell'ateneo sulla costa. In caso contrario sarei costretto ad inscrivere mio figlio altrove».
Per Gianfranco, altro genitore, sono troppe le difficoltà di un'eventuale soluzione ad Avezzano: «la Marsica è scomoda da raggiungere. La costa certamente è meglio collegata. Ma non è questo il problema principale. Ho paura a mandare mio figlio a studiare in una zona tanto sismica. La costa, in via d'emergenza, è l'unica soluzione possibile».

PREOCCUPAZIONE PER LE TASSE UNIVERSITARIE

C'è chi invece, come Ferdinando, è preoccupato in quanto negli ultimi giorni si è sparsa la voce riguardante il pagamento obbligatorio della prima rata di tasse universitarie per gli studenti dell'ateneo aquilano: «sarebbe una cosa inconcepibile. Dopo quello che abbiamo passato credo sia il minimo che l'università permetta ai propri studenti di completare l'anno con l'esenzione delle tasse».
A smentita di tale voce è intervenuta una docente proprio dell'Università degli Studi de L'Aquila: «non è assolutamente vero. Il pagamento della prima rata è stato richiesto soltanto per coloro che non hanno ancora saldato l'inscrizione dello scorso anno. Questi ritardatari dovranno versare l'importo previsto con la mora per essere a livello degli altri studenti. È una normale procedura perché tutti i ragazzi devono essere alla pari».

Andrea Sacchini 05/05/2009 9.09



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ISTITUTI SUPERIORI: 6 SU 13 RIPRENDONO L'ATTIVITÀ AD OTTOBRE

L'AQUILA. Sei strutture scolastiche che ospitano istituti superiori dell'Aquila su 13 dovrebbero riprendere la loro attività nel prossimo mese di ottobre.
E' quanto prevede il piano operativo per mettere in sicurezza gli edifici scolastici predisposto dalla Provincia dell'Aquila. Gli edifici che potranno accogliere nuovamente gli studenti dopo alcuni interventi a divisori e tamponature sono l'Ipsiasar, l'Itis, Liceo Scientifico, l'Itg, Ipc, Ipsaa, queste ultime tre ospitate in una sola struttura, e l'edificio di Pettino ex sede dell'Itc; inoltre con piccoli interventi riaprirà anche l'Accademia di Belle Arti.
Sono da verificare le strutture che ospitano l'Itas, l'Istituto d'Arte, l'Itc, che hanno avuto numerosi danni, per calcolare tempi certi di messa in sicurezza; più difficile appare invece la situazione del Convitto nazionale, del Conservatorio di Musica 'Casella', del Liceo Pedagogico, del Liceo Classico e Linguistico, che risultano inagibili e hanno subito crolli e lesioni gravi.
«Gli edifici scolastici dell'Aquila gestiti dalla provincia dell'Aquila non hanno subito danni strutturali o crolli, ma solo lesioni. Anche quelli all'interno della zona, quella del centro e di via settembre, che è la più devastata», ha detto il presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e l'assessore all'edilizia scolastica Benedetto Di Pietro.
Le strutture che verranno rimesse in sicurezza permetteranno di far tornare ad ottobre gli studenti a lezione con il 30% di doppi turni.
«Non ci sono stati crolli, gli edifici non hanno subito danni ingenti - ha spiegato Di Benedetto -, e questo testimonia la bontà degli interventi messi di messa in sicurezza e delle varie certificazioni, a cominciare da quella statica, mese in campo in questi anni».
Le strutture che possono essere riutilizzate con interventi non sostanziali all'interno, sono il liceo scientifico, i geometri, il professionale per l'agricoltura e il professionale per il turismo. L'Itis e l'Accademia delle belle arti sono agibili. «C'é anche la struttura di Pettino, dove dovevano andare uffici e presidenza - ha continuato Di Pietro - che ha lesioni a muri e tamponature che può essere riattivata anche perché ha grandi spazi, anche esterni».
Diverso è il discorso per le strutture che sono all'interno delle zone rosse, come ad esempio palazzo Quinzi, il liceo classico, palazzo Gaglioffi dove c'é il conservatorio, l'istituto d'arte.
«Lì non si può entrare e non sarà possibile per molto tempo anche se i nostri edifici non sono crollati - ha chiarito Di Benedetto, il quale ha sottolineato che gli edifici scolastici sono stati tutti bonificati dall'amianto».

05/05/2009 8.14