L’inchiesta si allarga ai centri limitrofi

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ieri è stato li giorno dei sopralluoghi e delle ispezioni in alcuni centri devastati dal terremoto. La procura è andata ad Onna per verificare le strutture ed esaminare parti delle macerie del piccolo centro distrutto.
I confini dell'inchiesta sul terremoto si allargano. Dopo aver passato al setaccio un centinaio tra strutture pubbliche e private all'Aquila, i magistrati hanno spostato l'attenzione nei paesi limitrofi al capoluogo.
Consulenti della procura, uomini dell'interforze della polizia giudiziaria hanno cominciato il giro con un sopralluogo molto approfondito ad Onna, il paese più colpito alla luce del fatto che il violento sisma del 6 aprile ha provocato la morte di 40 dei 250 abitanti.
Poi, un sopralluogo é stato fatto anche a Castelnuovo, centro dove si sono registrate tre vittime.
Tra le macerie di Onna si sono visti anche il Procuratore della repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, e il sostituto Fabio Picuti.
«Onna? E' un disastro - ha spiegato Rossini - ma devo dire che tutti i luoghi che finora ho visitato sono terrificanti. Con il terremoto tutto è terribile».
Le ispezioni sono state molto scrupolose: non ci sono stati per ora sequestri, anche se i periti dovranno esaminare i numerosi elementi raccolti.
Anche in questo caso, l'obiettivo è quello di verificare se ci sono state responsabilità dell'uomo nei crolli. Oggi i sopralluoghi continueranno in altri centri periferici, tra cui Civita di Bagno.
Il procuratore della Repubblica ha sottolineato che si tratta di «filoni che fanno parte della madre di tutte le inchieste, come è stata definita da molti quella sul terremoto».
Rossini ha confessato di sentire uno stimolo particolare in queste complesse indagini: e questa spinta arriva dalla partecipazione spontanea della gente che sta fornendo utili elementi alle indagini mostrando una profonda fiducia nella magistratura alla quale chiede la verità sui crolli.
«E' una delle prime volte in carriera che mi capita di vedere questa partecipazione spontanea e questa fiducia nella magistratura- ha spiegato - I cittadini che incontriamo in massa nel corso dei tanti sopralluoghi che facciamo, si avvicinano e cercano il contatto per rassicurarsi. Non è che vogliamo avere il primato con le altre istituzioni, ma fa piacere ci sia questa fiducia nella magistratura. Tutti ci chiedono di fare presto, di fare bene e di individuare i responsabili. Insomma la gente vuole sapere la verità».
In questo rapporto speciale con la gente, Rossini attribuisce un ruolo importante all'informazione.
«Noi diamo ai mass media le notizie non coperte dal segreto per il diritto di cronaca ma anche per raggiungere i cittadini e rafforzare questo senso di fiducia. Siamo al servizio della gente».
Per Rossini, «percepire questa fiducia è una sensazione particolare che dà una spinta in più per lavorare ancora meglio».
E sull'inchiesta?
«E' aperta ai cittadini che ci danno continuamente elementi, alcuni buoni, altri meno. Comunque sono una spinta interessante alle indagini. Non sono solo le persone offese, alle quali il terremoto ha provocato lutti, a voler parlare con noi. In molti si sono messi a disposizione. E' questo è importante».
Il procuratore, mai prima del terremoto così loquace, sente molto la responsabilità di questa inchiesta. Ed ancora una volta il procuratore ha sottolineato di essere soddisfatto del lavoro che ha portato «a concretizzare già qualcosa», qualcosa sul quale c'é il più stretto riserbo.
Ed è chiaro che il lavoro della procura dopo il 6 aprile è aumentato a dismisura. Oltre l'aiuto già offerto dalla direzione nazionale antimafia che dislocherà un pool di quattro magistrati in supporto di quelli locali anche il Consiglio Superiore della magistratura avrebbe mostrato «sensibilità».
«Il Csm manderà un sostituto al posto di una collega che sta per essere trasferita a Roma», ha spiegato Rossini , «ci sono poi piccole applicazioni con l'invio di due magistrati impegnati in Abruzzo che per due volte a settimane e per tre o quattro mesi verranno a lavorare negli uffici della procura aquilana».

05/05/2009 8.51