L’inchiesta, sequestrata scuola a Pettino. Rossini: «stiamo andando veloci»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2284

L’AQUILA. L'edificio che ospitava la scuola materna di Pettino e' stato posto sotto sequestro da parte della squadra mobile de L'Aquila. * BUTTATA GIÙ CHIESA INTATTA, LA QUESTIONE FINISCE IN PROCURA
La scuola sorge in un quartiere, quello di Pettino, che e' stato quasi completamente danneggiato dal sisma. Il sequestro e' stato disposto per conservare possibili elementi di prova che verranno utilizzati nell'inchiesta sui crolli che sta portando avanti la procura dell'Aquila.
Il procuratore Alfredo Rossini, ha assicurato che le indagini stanno andando molto veloci «anche se si tratta di un processo 'monstre' » e ha detto di avere in animo di chiudere le indagini preliminari in 4 mesi, anche se il limite è di 6 mesi.
Ieri Rossini è stato al Senato, dove è stato sentito dalla Commissione parlamentare sull'efficacia del Servizio sanitario nazionale (l'audizione è stata secretata) e ha spiegato che le analisi in laboratorio «sono cominciate, i periti stanno lavorando da tanto». «I reati – ha spiegato ancora il procuratore- sono il crollo di edifici e la morte delle persone. Chiaramente c'é un'ipotesi generalizzata di responsabilità colposa nell'ipotesi in cui ci siano stati degli errori».
Se però, ha aggiunto, «per guadagnare hanno messo ferro» o materiali non a norma, «e questo ha cagionato la caduta e la morte, allora c'é proprio questa forma del dolo eventuale. Ma se una persona, per commettere un reato di frode nelle forniture e di guadagno illecito, pone in essere questa cosa sapendo implicitamente le possibili conseguenze e accettando il rischio della morte. In questo caso si tratta di omicidio e non dolo eventuale».
Rossini ha poi ripetuto che l'inchiesta è «molto articolata» alla quale «hanno portato il loro contributo cittadini normali che ci hanno dato gli elementi che avevano e tutto questo è stato utilizzato e ci permette di andare avanti anche velocemente».
«Vogliamo sapere - ha aggiunto - se ci sono responsabilità e, nel caso, devono pagare. Se non ci sono, il sistema è garantista, e si assolve».
Il Procuratore de L'Aquila ha poi sottolineato come in questo accertamento della verità «noi siamo di una neutralità assoluta. Addirittura abbiamo sequestrato le macerie di alcuni palazzi crollati e li abbiamo messi in zone che non posso rivelare perché ci serviranno per le perizie. Ma abbiamo anche acquisito separatamente altre macerie che potranno essere utili in dibattimento per eventuali confronti, che gli avvocati chiederanno, perché non sembri che noi abbiamo scelto le macerie che ci interessavano per ottenere le condanne. E' un processo di assoluta neutralità - ha ribadito ancora - che facciamo con questi 4 gatti che siamo».
La Procura ha aperto un'inchiesta anche per verificare la presenza e lo smaltimento di amianto tra le macerie degli edifici crollati sotto l'azione del terremoto. L'inchiesta e' stata affidata ai carabinieri del Noe. Nei giorni scorsi era stato bloccato il processo di triturazione delle macerie perchè si era scoperta la presenza di eternit. Tanto più che il materiale ottenuto dalla triturazione, originariamente, era stato destinato a costruire le piattaforme su cui installare le tendopoli. Ora la magistratura vuole capire la provenienza dell'amianto e come esso e' stato e sarà smaltito.

29/04/2009 11.42

[pagebreak]

BUTTATA GIÙ CHIESA INTATTA, LA QUESTIONE FINISCE IN PROCURA


Ieri alcuni cittadini dell'Aquila hanno informato la responsabile della Funzione Beni culturali Anna Maria Reggiani, di alcune demolizioni non autorizzate che sarebbero state compiuto ai danni di strutture che non erano lesionate.
La conferma arriva dalla stessa Reggiani che racconta che la chiesa di Santa Maria Assunta nella frazione di Gignano del comune di L'Aquila, è stata buttata giù «sembrerebbe a opera dell'amministrazione comunale a seguito di ordinanza del sindaco».
Dopo aver fatto qualche verifica e visto alcune foto prima che la chiesa venisse rasa al suolo si è scoperto che la demolizione non solo non era stata autorizzata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali ma mancavano i presupposti perché ciò accadesse.
«Tale azione», spiega ancora la responsabile Reggiani, «potrebbe pertanto essere passibile di denuncia all'autorità giudiziaria per distruzione di bene culturale».
La questione verrà affrontata dal vice-commissario Marchetti e dal sindaco Massimo Cialente presso la Procura della Repubblica il prossimo giovedì 30 maggio.
Intanto ieri pomeriggio sono state recuperate altre due prestigiose opere di Teofilo Patini. Si tratta dei dipinti “Bestie da soma “ e “Pulsazioni e palpiti”, entrambi conservati presso la sala consiliare “2 giugno” della Provincia dell'Aquila.
Nei giorni scorsi è stato recuperato “L'Angelo Custode” di Patini, presso la sede della Presidenza della Provincia dell'Aquila.
Intatto anche il dipinto “L'Aquila”, sul soffitto della sala Patini, attigua alla Biblioteca Provinciale.
L'operazione di recupero è stata eseguita da una squadra dei Vigili del Fuoco, coordinata dal comandante Miconi. Intatte entrambe le tele, che sono stata recuperate dall'alto, con l'impiego di una gru.
Operazione delicata e rischiosa, dal momento che le pareti della sala consiliare, presso il Palazzo di Governo, erano pericolanti.
Erano presenti il presidente del Consiglio provinciale Angelo Raffaele, il dirigente del Settore cultura della Provincia dell'Aquila, Paolo Collacciani e il funzionario della Soprintendenza Colasacco
29/04/2009 11.43