ECCO IL TESTO DEL DECRETO LEGGE ABRUZZO (art.11-19)

Alessandro Biancardi

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[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=20445]* PRIMA PARTE (Art.1-10)[/url]

CAPO IV Misure per la prevenzione del rischio sismico


Art. 11.

Verifiche ed interventi per la riduzione del rischio sismico

1. Il Dipartimento della protezione civile e' autorizzato ad
avviare e realizzare in termini di somma urgenza un piano di
verifiche speditive finalizzate alla realizzazione di interventi
volti alla riduzione del rischio sismico di immobili, strutture e
infrastrutture prioritariamente nelle aree dell'Appennino centrale
contigue a quelle interessate dagli eventi sismici di cui al presente
decreto. La realizzazione delle predette verifiche ha luogo in
collaborazione con gli enti locali interessati e puo' essere
realizzata anche attraverso tecnici dei medesimi enti e di ogni altra
amministrazione od ente pubblico operante nei territori interessati.
A tale fine e' autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro annui a
decorrere dal 2009. Il mancato avvio dei lavori di messa in sicurezza
degli immobili pubblici entro sei mesi dagli esiti delle verifiche di
cui al presente comma determina l'inutilizzabilita' dell'immobile.
2. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 1, vengono
individuate le aree interessate e disciplinati gli aspetti tecnici e
le modalita' operative, nonche' stabiliti i criteri di priorita'
degli interventi.
3. Le amministrazioni interessate destinano alla realizzazione dei
predetti interventi le risorse necessarie anche attraverso le
opportune variazioni di bilancio, ai sensi della legislazione
vigente. Nel caso di insufficienza delle risorse disponibili, gli
interventi predetti sono realizzati a valere sulle risorse previste
ai sensi dell'articolo 14, comma 1.
4. Per la realizzazione degli interventi che si rendono necessari a
seguito delle verifiche effettuate ai sensi del presente articolo e'
concesso, ai soggetti privati indicati al comma 1, un credito
d'imposta nel limite di euro 50,5 milioni per l'anno 2010, di euro
151.600.000 per l'anno 2011, di euro 202.100.000 per ciascuno degli
anni 2012, 2013 e 2014, di euro 151.600.000 per l'anno 2015, e di
euro 50.500.000 per l'anno 2016 in misura pari al 55 per cento delle
spese sostenute entro il 30 giugno 2011 ed effettivamente rimaste a
carico del contribuente e, comunque, fino ad un importo massimo del
medesimo credito di imposta di 48.000 euro. Il credito d'imposta non
spetta ai soggetti di cui all'articolo 74 del testo unico delle
imposte dirette, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917.
5. Il credito d'imposta maturato in relazione agli interventi di
cui al comma 1, non cumulabile con altre agevolazioni riconosciute
per interventi edilizi del medesimo tipo, e' utilizzabile in cinque
quote costanti di pari importo e deve essere indicato, a pena di
decadenza, nella relativa dichiarazione dei redditi.
6. Per i soggetti titolari di partita IVA il credito di imposta
puo' essere fatto valere in compensazione ai sensi dell'articolo 17
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, non concorre alla
formazione del reddito, ne' della base imponibile dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive e non rileva ai fini del
rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico
delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. La quota annuale del credito
d'imposta non utilizzata in tutto o in parte in compensazione puo'
essere chiesta anche a rimborso.
7. Per le persone fisiche non titolari di partita IVA, la quota
annuale del credito di imposta e' utilizzata in diminuzione
dell'imposta netta determinata ai sensi dell'articolo 11 del testo
unico delle imposte dirette, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Se l'ammontare della predetta
quota e' superiore a quello dell'imposta netta, il contribuente ha
diritto, a sua scelta, di computare l'eccedenza in diminuzione
dell'imposta relativa al periodo di imposta successivo o di chiederne
il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi.
8. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da
adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore dell'ultimo
dei provvedimenti adottati ai sensi del comma 2 sono fissate le
modalita' di attuazione dei commi 4, 5, 6 e 7.
9. Al credito d'imposta di cui al presente articolo non si applica
la disposizione dell'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre
2007, n. 244.
10. Il credito d'imposta puo' essere fruito esclusivamente nel
rispetto dell'applicazione della regola de minimis di cui al
regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre
2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
istitutivo della Comunita' europea agli aiuti di importanza minore.


CAPO V Disposizioni di carattere fiscalee di copertura
finanziaria


Art. 12.

Norme di carattere fiscale in materia di giochi

1. Al fine di assicurare maggiori entrate non inferiori a 500
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009, il Ministero
dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli
di Stato, con propri decreti dirigenziali adottati entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto puo':
a) indire nuove lotterie ad estrazione istantanea;
b) adottare ulteriori modalita' di gioco del Lotto, nonche' dei
giochi numerici a totalizzazione nazionale, inclusa la possibilita'
di piu' estrazioni giornaliere;
c) concentrare le estrazioni del Lotto, in forma automatizzata,
anche in una o piu' citta' gia' sedi di ruota;
d) consentire l'apertura delle tabaccherie anche nei giorni
festivi;
e) disporre l'assegnazione del 65 per cento della posta di gioco a
montepremi, del 5,71 per cento alle attivita' di gestione, dell'8 per
cento come compenso per l'attivita' dei punti di vendita, del 15 per
cento come entrate erariali sotto forma di imposta unica e del 6,29
per cento a favore dell'UNIRE, relativamente al gioco istituito ai
sensi dell'articolo 1, comma 87, della legge 27 dicembre 2006, n.
296;
f) adeguare, nel rispetto dei criteri gia' previsti
dall'ordinamento interno, nonche' delle procedure comunitarie vigenti
in materia, il regolamento emanato con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze 17 settembre 2007, n. 186,
prevedendovi, altresi', la raccolta a distanza di giochi di sorte a
quota fissa e di giochi di carte organizzati in forma diversa dal
torneo, relativamente ai quali l'aliquota di imposta unica applicata
sulle somme giocate e', per ciascun gioco, pari al 20 per cento delle
somme che, in base al regolamento di gioco, non risultano restituite
al giocatore;
g) relativamente alle scommesse a distanza a quota fissa con
modalita' di interazione diretta tra i singoli giocatori, stabilire
l'aliquota di imposta unica nel 20 per cento della raccolta, al netto
delle somme che, in base al regolamento di gioco, sono restituite in
vincite e rimborsi al consumatore, disponendo altresi' in cinquanta
centesimi di euro la posta unitaria di gioco. Conseguentemente, a
decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del relativo decreto dirigenziale all'articolo
38, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, le parole: «e per
le scommesse con modalita' di interazione diretta tra i singoli
giocatori», ovunque ricorrano, sono soppresse;
h) per le scommesse a quota fissa di cui all'articolo 1, comma 88,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, disporre che l'aliquota
d'imposta unica sulle giocate, di cui alla lettera d) del predetto
comma, sia pari al 20 per cento della raccolta al netto delle somme
che, in base al regolamento di gioco, sono restituite in vincite al
consumatore, nonche' la fissazione della posta unitaria di gioco in
cinquanta centesimi di euro;
i) determinare i poteri di controllo dei concessionari della rete
telematica per la gestione degli apparecchi da gioco di cui
all'articolo 110, comma 6, del regio decreto18 giugno 1931, n. 773,
nonche' l'eventuale esclusione dalle sanzioni relative alle
irregolarita' riscontrate dai medesimi concessionari, nel rispetto
dei seguenti ulteriori criteri:
1) potere, per i concessionari della rete telematica di cui
all'articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, di disporre l'accesso di propri
incaricati nei locali destinati all'esercizio di raccolta di gioco
per procedere ad ispezioni tecniche ed amministrative per la verifica
del corretto esercizio degli apparecchi stessi;
2) obbligo, per i soggetti incaricati delle attivita' ispettive
di cui al numero 1), di segnalare tempestivamente all'Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato e agli organi di polizia le illiceita'
riscontrate, anche qualora esse si riferiscano ad apparecchi
collegati alla rete di altri concessionari;
3) previsione, in relazione agli illeciti accertati con le
procedure di cui ai punti precedenti, dell'esclusione delle
responsabilita' previste dall'articolo 39-quater, comma 2, del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326;
4) applicabilita' dell'articolo 22 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 472, in relazione alle somme dovute a qualunque
titolo dai responsabili in via principale o in solido, a norma
dell'articolo 39-quater del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
In tali casi l'iscrizione di ipoteca ed il sequestro conservativo, di
cui al periodo precedente, sono richiesti sui beni dell'impresa e sui
beni personali dell'imprenditore individuale o dell'amministratore,
se responsabile e' persona giuridica ed i medesimi provvedimenti sono
richiesti, altresi', sui beni di ogni altro soggetto, anche non
titolare d'impresa, responsabile a qualunque titolo;
l) attuare la concreta sperimentazione e l'avvio a regime di
sistemi di gioco costituiti dal controllo remoto del gioco attraverso
videoterminali in ambienti dedicati, dalla generazione remota e
casuale di combinazioni vincenti, anche numeriche, nonche' dalla
restituzione di vincite ciclicamente non inferiori all'ottantacinque
per cento delle somme giocate; definire:
1) il prelievo erariale unico applicabile in coerenza con quello
vigente per gli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera
a), del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e comunque non
superiore all'otto per cento delle somme giocate;
2) le caratteristiche degli ambienti dedicati e il rapporto tra
loro superficie e numero di videoterminali;
3) i requisiti dei sistemi di gioco, i giochi offerti, nonche' le
modalita' di verifica della loro conformita', tramite il partner
tecnologico, coerente agli standard di sicurezza ed affidabilita'
vigenti a livello internazionale;
4) le procedure di autorizzazione dei concessionari
all'installazione, previo versamento di euro 15.000 ciascuno, di
videoterminali fino ad un massimo del quattordici per cento del
numero di nulla osta dagli stessi gia' posseduti;
5) le procedure per una nuova selezione dei concessionari di cui
all'articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640;
m) fissare le modalita' con le quali i concessionari delle
scommesse a quota fissa su sport e su altri eventi offrono propri
programmi di avvenimenti personalizzati e complementari a quello
ufficiale, fermo il potere dell'Amministrazione autonoma dei monopoli
di Stato di certificare i relativi esiti, nel rispetto dei seguenti
ulteriori criteri:
1) asseverazione preventiva, da parte dell'Amministrazione, degli
eventi del programma complementare del concessionario;
2) acquisizione in tempo reale, da parte del totalizzatore
nazionale, degli eventi del programma complementare e dei loro esiti;
n) stabilire la posta unitaria di gioco e l'importo minimo per
ogni biglietto giocato per le scommesse a quota fissa che comunque
non possono essere inferiori a 50 centesimi di euro, nonche' il
limite della vincita potenziale per il quale e' consentita
l'accettazione di scommesse che comunque non puo' essere superiore a
50.000 euro;
o) rideterminare, di concerto con il Ministero dello sviluppo
economico, le forme della comunicazione preventiva di avvio dei
concorsi a premio, prevedendosi in ogni caso che i soggetti che
intendono svolgere un concorso a premio ne danno comunicazione,
almeno quindici giorni prima dell'inizio, al Ministero dello sviluppo
economico mediante compilazione e trasmissione di apposito modulo,
dallo stesso predisposto, esclusivamente secondo le modalita'
telematiche previste dall'articolo 39, comma 13-quater, del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, fornendo
altresi' il regolamento del concorso, nonche' la documentazione
comprovante l'avvenuto versamento della cauzione. Conseguentemente,
in caso di effettuazione di concorsi ed operazioni a premio di cui e'
vietato lo svolgimento si applica la sanzione amministrativa da euro
cinquantamila ad euro cinquecentomila. La sanzione e' raddoppiata nel
caso in cui i concorsi e le operazioni a premio siano continuati
quando ne e' stato vietato lo svolgimento. La sanzione e' altresi'
applicabile nei confronti di tutti i soggetti che in qualunque modo
partecipano all'attivita' distributiva di materiale di concorsi a
premio e di operazioni a premio vietati. Il Ministero dello sviluppo
economico dispone che sia data notizia al pubblico, a spese del
soggetto promotore e attraverso i mezzi di informazione individuati
dal Ministero stesso, dell'avvenuto svolgimento della manifestazione
vietata;
p) dispone l'attivazione di nuovi giochi di sorte legati al
consumo.
2. Al fine di incrementare l'efficienza e l'efficacia dell'azione
di contrasto all'illegalita' e all'evasione fiscale, con particolare
riferimento al settore del gioco pubblico, anche attraverso
l'intensificazione delle attivita' di controllo sul territorio:
a) con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da
adottarsi ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, e successive modificazioni, e dell'articolo 1, commi da
426 a 428, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, si provvede
alla revisione delle articolazioni periferiche del Ministero
dell'economia e delle finanze sul territorio ed al trasferimento
delle funzioni di competenza degli uffici oggetto di chiusura ad
altro ufficio;
b) ferme le riduzioni degli assetti organizzativi stabilite
dall'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le
dotazioni organiche dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato e delle agenzie fiscali possono essere rideterminate con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, diminuendo, in
misura equivalente sul piano finanziario, la dotazione organica del
Ministero dell'economia e delle finanze;
c) il personale delle sedi periferiche del Ministero dell'economia
e delle finanze transita prioritariamente nei ruoli
dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e nelle agenzie
interessate dalla rideterminazione delle dotazioni organiche di cui
al primo periodo del presente comma anche mediante procedure
selettive.


CAPO V Disposizioni di carattere fiscalee di copertura
finanziaria


Art. 13.

Spesa farmaceutica ed altre misure in materia di spesa sanitaria

1) Al fine di conseguire una razionalizzazione della spesa
farmaceutica territoriale:
a) il prezzo al pubblico dei medicinali equivalenti di cui
all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 16 novembre 2001, n. 347,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405,
e successive modificazioni, e' ridotto del 12 per cento a decorrere
dal trentesimo giorno successivo a quello della data di entrata in
vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2009. La riduzione
non si applica ai medicinali originariamente coperti da brevetto o
che abbiano usufruito di licenze derivanti da tale brevetto, ne' ai
medicinali il cui prezzo sia stato negoziato successivamente al 30
settembre 2008. Per un periodo di dodici mesi a partire dalla data di
entrata in vigore del presente decreto e ferma restando
l'applicazione delle ulteriori trattenute previste dalle norme
vigenti, il Servizio sanitario nazionale nel procedere alla
corresponsione alle farmacie di quanto dovuto per l'erogazione di
farmaci trattiene, a titolo di recupero del valore degli extra sconti
praticati dalle aziende farmaceutiche nel corso dell'anno 2008, una
quota pari all'1,4 per cento calcolata sull'importo al lordo delle
eventuali quote di partecipazione alla spesa a carico dell'assistito
e delle trattenute convenzionali e di legge. Tale trattenuta e'
effettuata in due rate annuali e non si applica alle farmacie rurali
con fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale, al
netto dell'imposta sul valore aggiunto, inferiore a 258.228,45 euro.
A tale fine le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
adottano le necessarie disposizioni entro il 30 giugno 2009;
b) per i medicinali equivalenti di cui all'articolo 7, comma 1,
del decreto-legge 16 novembre 2001, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e successive
modificazioni, con esclusione dei medicinali originariamente coperti
da brevetto o che abbiano usufruito di licenze derivanti da tale
brevetto, le quote di spettanza sul prezzo di vendita al pubblico al
netto dell'imposta sul valore aggiunto, stabilite dal primo periodo
del comma 40 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662,
sono cosi' rideterminate: per le aziende farmaceutiche 58,65 per
cento, per i grossisti 6,65 per cento e per i farmacisti 26,7 per
cento. La rimanente quota dell'8 per cento e' ridistribuita fra i
farmacisti ed i grossisti secondo le regole di mercato ferma restando
la quota minima per la farmacia del 26,7 per cento. Per la fornitura
dei medicinali equivalenti di cui all'articolo 7, comma 1, del
decreto-legge 16 novembre 2001, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, il mancato
rispetto delle quote di spettanza previste dal primo periodo del
presente comma, anche mediante cessione di quantitativi gratuiti di
farmaci o altra utilita' economica, comporta, con modalita' da
stabilirsi con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze:
1) per l'azienda farmaceutica, la riduzione, mediante
determinazione dell'AIFA, del 20 per cento del prezzo al pubblico dei
farmaci interessati dalla violazione, ovvero, in caso di reiterazione
della violazione, la riduzione, del 50 per cento di tale prezzo;
2) per il grossista, l'obbligo di versare al Servizio sanitario
regionale una somma pari al doppio dell'importo dello sconto non
dovuto, ovvero, in caso di reiterazione della violazione, pari al
quintuplo di tale importo;
3) per la farmacia, l'applicazione della sanzione pecuniaria
amministrativa da cinquecento euro a tremila euro. In caso di
reiterazione della violazione l'autorita' amministrativa competente
puo' ordinare la chiusura della farmacia per un periodo di tempo non
inferiore a 15 giorni;
c) il tetto di spesa per l'assistenza farmaceutica territoriale di
cui all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n.
159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.
222, e' rideterminato nella misura del 13,6 per cento per l'anno
2009.
2. Le economie derivanti dall'attuazione del presente articolo a
favore delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di
Trento e di Bolzano, valutate in 30 milioni di euro, sono versate
all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinate agli
interventi di cui al comma 3, lettera a).
3. Le complessive economie derivanti per l'anno 2009 dalle
disposizioni di cui al comma 1 sono finalizzate:
a) alla copertura degli oneri derivanti dagli interventi urgenti
conseguenti agli eccezionali eventi sismici che hanno interessato la
regione Abruzzo di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3754 del 9 aprile 2009, per un importo pari a 380 milioni
di euro;
b) fino ad un importo massimo di 40 milioni di euro all'incremento
del fondo transitorio di accompagnamento di cui all'articolo 1, comma
796, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in funzione
delle emergenti difficolta' per il completamento ed il consolidamento
del Piano di rientro dai disavanzi sanitari della regione Abruzzo a
causa dei citati eventi sismici, da operarsi da parte del Commissario
ad acta, nominato ai sensi dell'articolo 4, comma 2 del decreto-legge
1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge
29 novembre 2007, n. 222.
4. L'azienda titolare dell'autorizzazione all'immissione in
commercio di un medicinale di cui e' scaduto il brevetto, ovvero di
un medicinale che ha usufruito di una licenza del brevetto scaduto,
puo', nei nove mesi successivi alla data di pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dell'autorizzazione
all'immissione in commercio del primo medicinale equivalente, ridurre
il prezzo al pubblico del proprio farmaco, purche' la differenza tra
il nuovo prezzo e quello del corrispondente medicinale equivalente
sia superiore a 0,50 euro per i farmaci il cui costo sia inferiore o
pari a 5 euro, o se si tratti di medicinali in confezione monodose;
sia superiore a 1 euro per i farmaci il cui costo sia superiore ai 5
euro e inferiore o pari a 10 euro, sia superiore a 1,50 euro per i
farmaci il cui costo sia superiore a 10 euro.
5. Per gli effetti recati dalle disposizioni di cui al comma 1, il
livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale cui
concorre ordinariamente lo Stato, di cui all'articolo 79, comma 1,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' rideterminato in
diminuzione dell'importo di 380 milioni di euro per l'anno 2009.
Conseguentemente, il Comitato interministeriale per la programmazione
economica (CIPE) nell'adozione del provvedimento deliberativo di
ripartizione delle risorse finanziarie per il Servizio sanitario
nazionale relativo all'anno 2009 a seguito della relativa Intesa
espressa dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 26 febbraio
2009, provvede, su proposta del Ministro del lavoro, della salute e
delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, ad apportare le conseguenti variazioni alle tabelle
allegate alla proposta di riparto del Ministro del lavoro, della
salute e delle politiche sociali del 6 marzo 2009.


CAPO V Disposizioni di carattere fiscalee di copertura
finanziaria


Art. 14.

Ulteriori disposizioni finanziarie

1. Al fine di finanziare gli interventi di ricostruzione e le altre
misure di cui al presente decreto, il CIPE assegna agli stessi
interventi la quota annuale, compatibilmente con i vincoli di finanza
pubblica e con le assegnazioni gia' disposte, di un importo non
inferiore a 2.000 milioni e non superiore a 4.000 milioni di euro
nell'ambito della dotazione del Fondo per le aree sottoutilizzate per
il periodo di programmazione 2007-2013, a valere sulle risorse
complessivamente assegnate al Fondo strategico per il Paese a
sostegno dell'economia reale di cui all'articolo 18, comma 1, lettera
b-bis), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nonche' un importo
pari a 400 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo
infrastrutture di cui all'articolo 18, comma 1, lettera b), del
citato decreto-legge n. 185 del 2008. Tali importi possono essere
utilizzati anche senza il vincolo di cui al comma 3 del citato
articolo 18.
2. Le risorse di cui all'articolo 148 della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, assegnate all'Istituto per promozione industriale (IPI) con
decreto del Ministro delle attivita' produttive in data 22 dicembre
2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 145 del 23 giugno 2004,
e successivamente integrate con decreto del Ministro delle attivita'
produttive in data 23 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 34 dell'11 febbraio 2005, sono trasferite al
Dipartimento della protezione civile per essere destinate a garantire
l'acquisto da parte delle famiglie di mobili ad uso civile, di
elettrodomestici ad alta efficienza energetica, nonche' di apparecchi
televisivi e computer, destinati all'uso proprio per le abitazioni
ubicate nelle predette aree.
3. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 1 sono
adottate le disposizioni per disciplinare, per il periodo 2009-2012
gli investimenti immobiliari per finalita' di pubblico interesse
degli enti previdenziali pubblici, inclusi gli interventi di
ricostruzione e riparazione di immobili ad uso abitativo o non
abitativo, esclusivamente in forma indiretta e nel limite del 7 per
cento dei fondi disponibili, localizzati nei territori dei comuni
individuati ai sensi dell'articolo 1, anche in maniera da garantire
l'attuazione delle misure di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b).
4. Le maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale,
anche internazionale, derivanti da futuri provvedimenti legislativi,
accertate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
affluiscono ad un apposito Fondo istituito nello stato di previsione
della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze destinato
all'attuazione delle misure di cui al presente decreto e alla
solidarieta'.
5. I mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti entro il 31
dicembre 2005 in base a leggi speciali che prevedono l'ammortamento a
totale carico dello Stato e per i quali gli enti locali mutuatari non
abbiano provveduto a richiedere il versamento neanche parziale sono
revocati. Le relative risorse sono versate all'entrata del bilancio
dello Stato per essere destinate agli enti locali di cui all'articolo
1 per il finanziamento di opere urgenti connesse alle attivita' di
ricostruzione di cui al presente decreto. Con provvedimenti di cui
all'articolo 1, comma 1, si provvede ad individuare le quote da
versare annualmente all'entrata e relative assegnazioni ai soggetti
beneficiari. Per la compensazione degli effetti derivanti dal
presente comma, pari a 50 milioni di euro per l'anno 2009, 300
milioni per l'anno 2010, 350 milioni per l'anno 2011 e 300 milioni
per l'anno 2012, si provvede con le maggiori entrate recate dal
presente decreto e con la riduzione, in termini di sola cassa di 200
milioni di euro per l'anno 2010, del fondo per la compensazione degli
effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti
all'attualizzazione di contributi pluriennali di cui all'articolo 6,
comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.


CAPO VI Disposizioni finali


Art. 15.

Erogazioni liberali e tutela della fede pubblica

1. In relazione all'applicazione delle agevolazioni di cui
all'articolo 27, comma 1, della legge 13 maggio 1999, n. 133, le
modalita' di impiego delle erogazioni liberali effettuate in favore
delle popolazioni e per la ricostruzione dei territori colpiti dal
sisma sono comunicate al commissario delegato per la verifica della
sua coerenza con le misure adottate ai sensi del presente decreto;
per le medesime finalita' analoga comunicazione e' effettuata da
chiunque raccoglie fondi in favore delle popolazioni e per la
ricostruzione dei territori colpiti dal sisma ovvero comunque
connessi e giustificati con gli eventi sismici del 6 aprile 2009.
2. L'uso del logo e della denominazione: «Presidenza del Consiglio
dei Ministri-Dipartimento della protezione civile» di cui al decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 11 novembre 2002 e'
esclusivamente riservato agli operatori ad esso appartenenti.
3. Nei territori in cui vige lo stato emergenza dichiarato ai sensi
della legge 24 febbraio 1992, n. 225, chiunque utilizza indebitamente
il segno distintivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento della protezione civile, e' punito ai sensi
dell'articolo 497-ter del codice penale.



CAPO VI Disposizioni finali

Art. 16.

Prevenzione delle infiltrazioni della criminalita' organizzata negli
interventi per l'emergenza e la ricostruzione nella regione
Abruzzo

1. Il Prefetto della provincia di L'Aquila, quale Prefetto del
capoluogo della regione Abruzzo, assicura il coordinamento e l'unita'
di indirizzo di tutte le attivita' finalizzate alla prevenzione delle
infiltrazioni della criminalita' organizzata nell'affidamento ed
esecuzione di contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e
forniture, nonche' nelle erogazioni e concessioni di provvidenze
pubbliche connessi agli interventi per l'emergenza e la ricostruzione
delle aree di cui all'articolo 1.
2. Al fine di assicurare efficace espletamento delle attivita' di
cui al comma 1, il Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza
delle grandi opere di cui all'articolo 180, comma 2, del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, opera a immediato, diretto
supporto del Prefetto di L'Aquila, attraverso una sezione
specializzata istituita presso la Prefettura che costituisce una
forma di raccordo operativo tra gli uffici gia' esistenti e che non
puo' configurarsi quale articolazione organizzativa di livello
dirigenziale. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con
i Ministri della giustizia e delle infrastrutture e dei trasporti, da
adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, sono definite le funzioni, la composizione, le
risorse umane e le dotazioni strumentali della sezione specializzata
da individuarsi comunque nell'ambito delle risorse umane, finanziarie
e strumentali disponibili a legislazione vigente.
3. Presso il Dipartimento della pubblica sicurezza e' istituito,
con il decreto di cui al comma 2, il Gruppo interforze centrale per
l'emergenza e ricostruzione (GICER). Con il medesimo decreto sono
definite, nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili a legislazione vigente, le funzioni e la composizione del
Gruppo che opera in stretto raccordo con la Sezione specializzata di
cui al comma 2.
4. I controlli antimafia sui contratti pubblici aventi ad oggetto
lavori, servizi e forniture sono altresi' effettuati con l'osservanza
delle linee guida indicate dal Comitato di coordinamento per l'alta
sorveglianza delle grandi opere, anche in deroga a quanto previsto
dal decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252.
5. Per l'efficacia dei controlli antimafia nei contratti pubblici
aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture e nelle erogazioni e
concessioni di provvidenze pubbliche, e' prevista la tracciabilita'
dei relativi flussi finanziari. Con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri dell'interno, della
giustizia, delle infrastrutture e trasporti, dello sviluppo economico
e dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definite
le modalita' attuative del presente comma.
6. L'esclusione di cui al comma 6-bis dell'articolo 74 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si interpreta, per il Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, nel senso che la stessa esclusione
opera anche nei confronti delle riduzioni indicate al comma 404
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
7. Dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri
a carico della finanza pubblica.



CAPO VI Disposizioni finali

Art. 17.

Svolgimento G8 nella regione Abruzzo

1. Anche al fine di contribuire al rilancio dello sviluppo
socio-economico dei territori colpiti dalla crisi sismica iniziata il
6 aprile 2009, il grande evento dell'organizzazione del Vertice G8 di
cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21
settembre 2007, che avra' luogo nei giorni dall'8 al 10 luglio 2009,
si terra' nel territorio della citta' di L'Aquila.
2. Per effetto di quanto disposto dal comma 1, ed in funzione della
nuova localizzazione dell'evento predetto nonche' dell'ottimizzazione
degli interventi realizzati, in corso o programmati sulla base
dell'ordinanza n. 3629 del 20 novembre 2007, e successive
modificazioni, sono fatti salvi gli effetti prodotti dalle ordinanze
del Presidente del Consiglio dei Ministri adottate sulla base del
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21
settembre 2007, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 24
settembre 2007. Le medesime ordinanze continuano ad applicarsi per
assicurare il completamento delle opere in corso di realizzazione
nella regione Sardegna e gli interventi occorrenti all'organizzazione
del vertice G8 nella citta' di L'Aquila.
3. Al fine di conseguire il contenimento della spesa pubblica per
affrontare gli oneri derivanti dall'emergenza sismica di cui al
presente decreto, il Commissario delegato provvede alla
riprogrammazione e rifunzionalizzazione degli interventi per
l'organizzazione del vertice G8 e adotta ogni necessario atto
consequenziale per la rilocalizzazione del predetto vertice. Fatta
salva la puntuale verifica delle quantita' effettivamente realizzate
per ciascuna categoria di lavori, servizi e forniture, i rapporti
giuridici sorti in attuazione dell'ordinanza n. 3629 del 20 novembre
2007, e successive modificazioni, sono rinegoziati, fatto salvo il
diritto di recesso dell'appaltatore. A tale fine, non sono piu'
dovute, ove previste, le percentuali di corrispettivo riconosciute
agli appaltatori a titolo di maggiorazione per le lavorazioni
eseguite su piu' turni e di premio di produzione, sui lavori
contabilizzati a decorrere dal 1° marzo 2009. Per i servizi, le
forniture e per i lavori che non contemplano le maggiorazioni di cui
al presente comma, la rinegoziazione tiene conto della diversa
localizzazione dell'evento. In mancanza di accordo intervenuto tra le
parti entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, i corrispettivi dovuti per le prestazioni di opera
professionale, ivi compresi quelli di cui all'articolo 92 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono ridotti del 50 per cento
rispetto al compenso originariamente pattuito.
4. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su
proposta del Commissario delegato, sono accertati i risparmi
derivanti dal presente articolo e dai conseguenti provvedimenti
attuativi e i relativi importi sono riassegnati al Fondo di riserva
per le spese impreviste dello stato di previsione della spesa del
Ministero dell'economia e delle finanze.



CAPO VI Disposizioni finali


Art. 18.

Copertura finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'articolo 2, comma 11, dall'articolo 3,
commi 3 e 6, dall'articolo 4, comma 5, dall'articolo 6, comma 4,
dall'articolo 7, commi 1, 2 e 3, dall'articolo 8, comma 3, e
dall'articolo 11, commi 1 e 4, pari a 1.152,5 milioni di euro per
l'anno 2009, a 539,2 milioni di euro per l'anno 2010, a 331,8 milioni
di euro per l'anno 2011, a 468,7 milioni di euro per l'anno 2012, a
500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014, a 394,8
milioni di euro per l'anno 2015, a 239 milioni di euro per l'anno
2016, a 133,8 milioni di euro per l'anno 2017, a 115,6 milioni di
euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029, a 81,8 milioni di euro
per l'anno 2030, a 48 milioni di euro per l'anno 2031, a 14,2 milioni
di euro per l'anno 2032 e a 2,9 milioni di euro a decorrere dall'anno
2033, si provvede, quanto:
a) a 150 milioni di euro per l'anno 2010 e 200 milioni di euro per
l'anno 2011, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui
all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126;
b) a 300 milioni di euro per l'anno 2009, mediante corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma
22, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2;
c) a 380 milioni di euro per l'anno 2009, mediante utilizzo delle
risorse di cui all'articolo 13, comma 5;
d) a 472,5 milioni di euro per l'anno 2009, a 389,2 milioni per
l'anno 2010, a 131,8 milioni per l'anno 2011, a 468,7 per l'anno
2012, a 500 milioni per ciascuno degli anni 2013 e 2014, a 394,8
milioni per l'anno 2015, a 239 milioni di euro per l'anno 2016, a
133,8 milioni di euro per l'anno 2017, a 115,6 milioni di euro per
ciascuno degli anni dal 2018 al 2029, a 81,8 milioni di euro per
l'anno 2030, a 48 milioni di euro per l'anno 2031, a 14,2 milioni di
euro per l'anno 2032 e a 2,9 milioni di euro a decorrere dall'anno
2033, mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate recate
dal presente decreto.
2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.




CAPO VIDisposizioni finali


Art. 19.

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi' 28 aprile 2009

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Tremonti, Ministro dell'economia e
delle finanze
Maroni, Ministro dell'interno
Sacconi, Ministro del lavoro della
salute e delle politiche sociali
Prestigiacomo, Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare
Matteoli, Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
Bondi, Ministro per i beni e le
attivita' culturali
La Russa, Ministro della difesa
Alfano, Ministro della giustizia
Scajola, Ministro dello sviluppo
economico
Gelmini, Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca
Zaia, Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali
Meloni, Ministro della gioventu'

Visto, il Guardasigilli: Alfano