Il papa a Coppito, lungo discorso alla folla:«ho nel cuore tutte le vittime»

Alessandro Biancardi

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Il papa a Coppito, lungo discorso alla folla:«ho nel cuore tutte le vittime»
L’AQUILA. E’ partito in orario da Città del Vaticano ma con un mezzo diverso il papa che arriverà con un’ora di ritardo all’Aquila per la visita in programma. * WOJTYLA: IL PAPA CHE FUGGIVA SUI MONTI D'ABRUZZO * LE FOTO. 1 SETTEMBRE 2006: QUELLA VOLTA A MANOPPELLO* FOTO2
ORE 9.57 Il mal tempo e l'allerta meteo infatti hanno sconsigliato il volo in elicottero e così il Santo Padre arriverà in auto sulla nota papamobile per poi mantenere gran parte del programma stilato della visita.
Si prospetta tra freddo e acquazzoni la visita.
Alle 8.30 c'erano solo 8 gradi. Il Papa dovrebbe fermarsi (se il programma sarà rispettato) ad Onna, il piccolo centro aquilano devastato dal terremoto e dove si sono contate una quarantina di vittime tra meno di 300 abitanti. Si dovrebbe poi spostare alla basilica di Santa Maria di Collemaggio, parzialmente distrutta dal sisma del 6 aprile, dove fu incoronato Papa Celestino V e dove hanno sempre riposato le sue spoglie. L'unico Papa sepolto fuori Roma. Altra tappa del Pontefice dovrebbe essere la Casa dello Studente, in via XX Settembre, dove sono deceduti otto giovani universitari. Intorno alle 10.30, poi', Benedetto XVI raggiungera' la cittadella della Guardia di Finanza a Coppito dove incontrera' istituzioni, parroci e delegazioni di sfollati per poi pregare tutti insieme.

ORE 10.15. IL PONTEFICE ENTRERA' A COLLEMAGGIO

Il papa Benedetto XVI entrerà nella basilica di Collemaggio, rimasta danneggiata nella parte absidale dal terremoto, dalla Porta Santa, dietro la quale sono state posizionate le spoglie di Celestino V, il papa che ha costruito la basilica e nella quale su incoronato papa il 28 agosto del 1294.
La Porta Santa di Collemaggio e' il primo esempio di giubileo per la Chiesa.
Celestino V, infatti, dopo la sua elezione al soglio di Pietro emano' una bolla con la quale concedeva un'indulgenza plenaria agli aquilani e a tutti coloro che tra i vespri del 28 agosto e quelli del giorno successivo avessero varcato la Porta Santa di Collemaggio, purchè pentiti e confessati. L'indulgenza consiste nell'assoluzione da "ogni colpa e pena". Questa indulgenza e' possibile lucrarla tutti gli anni.



ORE 10.25. IL PAPA ARRIVATO AD ONNA

Il papa è arrivato ad Onna. Ha salutato le istituzioni ed il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.

ORE 10.52. ««VI SONO ACCANTO,VORREI ABBRACCIARVI UNO A UNO»

«Sono venuto di persona in questa vostra terra splendida e ferita, che sta vivendo giorni di grande dolore e precarietà», ha detto poco fa il pontefice ad Onna. «Vi sono stato accanto fin dal primo momento, fin dalla prima scossa di terremoto che ha causato quasi 300 vittime. Ho seguito con apprensione le notizie condividendo il vostro sgomento e le vostre lacrime.... Vorrei abbracciarvi con affetto ad uno ad uno».
«La Chiesa tutta - ha aggiunto Benedetto XVI - è qui con me, accanto alle vostre sofferenze, partecipe del vostro dolore per la perdita di familiari ed amici, desiderosa di aiutarvi nel ricostruire case, chiese, aziende crollate o gravemente danneggiate dal sisma. Ho ammirato il coraggio, la dignità e la fede con cui avete affrontato anche questa dura prova, manifestando grande volontà di non cedere alle avversità. Non é infatti il primo terremoto che la vostra regione conosce, ed ora, come in passato, non vi siete arresi; non vi siete persi d'animo. C'é in voi una forza d'animo che suscita speranza. Molto significativo, al riguardo, è un detto caro ai vostri anziani: Ci sono ancora tanti giorni dietro il Gran Sasso».
«Mi rendo ben conto - ha detto ancora il pontefice - che, nonostante l'impegno di solidarietà manifestato da ogni parte, sono tanti e quotidiani i disagi che comporta vivere fuori casa, o nelle automobili o nelle tende, ancor più a causa del freddo e della pioggia. Penso poi ai tanti costretti bruscamente a misurarsi con una dura realtà, ai ragazzi che hanno dovuto interrompere la scuola con le sue relazioni, agli anziani privati delle loro abitudini».
Il papa ha quindi paragonato i terremotati ai discepoli di Emmaus del Vangelo di Luca, «delusi e amareggiati» per la morte di Gesù sulla croce. Gesù, risorto, si accostò loro senza farsi riconoscere e «anche se non lo riconobbero con gli occhi qualcosa si risvegliò nei loro cuori».



10.57. SCOSSA 2.7 NON LONTANO DA ONNA

Durante la visita del papa si è fatto sentire anche il terremoto. Una scossa di magnitudo 2.7 si è verificata alle 10.10, con epicentro nel distretto sismico della Valle dell'Aterno. Le località più prossime all'epicentro, secondo quanto rilevato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sono Ocre e Fossa, non lontano da Onna. In precedenza, alle 8.11, si era verificata anche un'altra scossa, questa volta di magnitudo 2.5, con epicentro sempre nello stesso distretto sismico.

10.59. IN MACCHINA CON BERTOLASO TRA MACERIE ONNA

Prima di lasciare Onna il papa, salito su un Suv chiaro con al volante il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, ha effettuato un giro nella località per rendersi conto dei danni causati dal terremoto del 6 aprile.

11.07 IL PAPA A COLLEMAGGIO

Il papa tra le macerie e i pilastri imbragati nella basilica di Collemaggio all'Aquila, nella quale é parzialmente crollata la navata centrale. Circondato dai vigili del fuoco e assistito dal segretario mons. Georg Gaenswein il papa ha posto il suo pallio sulla teca che contiene le spoglie di Celestino V. Poco dopo il pontefice, preceduto dal vescovo dell'Aquila Giuseppe Molinari, è uscito dalla basilica.
Adesso il papa raggiungerà il centro storico dell'Aquila

11.30 PONTEFICE INCONTRA STUDENTI

Benedetto XVI ha fatto una sosta presso la casa dello studente alle 11.30 dove ha incontrato alcuni ragazzi sopravvissuti alla scossa del 6 aprile. Il papa ha ascoltato per qualche attimo i ragazzi e le loro storie. Ha tenuto loro a lungo la manio, mentre il cappellano dell'Università glieli presentava. A tutti ha dato ascolto. A tutti ha detto qualcosa. Poi si è avvicinato anche un vigile del fuoco che ha raccontato al pontefice del crollo della Casa dello studente, dove hanno perso la vita 8 giovani.
Adesso la prossima tappa sarà la caserma della Guardia di Finanza di Coppito.
«Non è vero che la Chiesa si è avvicinata tardi - ha spiegato Maria Fidanza, una delle studentesse che ha incontrato il papa- se fosse arrivato prima non ci sarebbe stato lo spirito giusto e poi tra l'altro avrebbe anche intralciato le operazioni di emergenza. Per noi la visita del papa, a tre settimane dalla tragica scossa, è un segno forte di speranza attraverso la vicinanza della Chiesa».




TERREMOTO: DON GINO, «PREGA SEMPRE PER NOI»


I dodici studenti che il Papa ha incontrato dinanzi alla casa dello studente in via XX Settembre all'Aquila gli hanno consegnato una lettera.
«E' stata una grandissima emozione. Il Papa si è interessato alla nostra condizione e situazione emotiva chiedendosi come stavamo vivendo questo momento», ha detto il cappellano dell'Università dell'Aquila, don Gino Epicopo, subito dopo aver parlato con il pontefice.
«Quando mi sono presentato dicendogli 'sono il cappellano', con mia grande sorpresa ed emozione il papa mi ha risposto 'lo so e stavo pregando per te'. E' straordinario che il Papa si sia interessato a noi». Don Gino ha anche sottolineato un aspetto fondamentale della visita di benedetto XVI: «Ha detto a tutti che prega per noi, che ci è vicino e che dobbiamo farci coraggio per ricostruire e riprendere il cammino. Sono parole importantissime per trovare la forza e la speranza di andare avanti dopo una tragedia così grande».

12.12 PAPA ARRIVATO A COPPITO

Giunto a Coppito Papa Ratzinger si e' recato nella sala stampa della Guardia di Finanza dove ha salutato diverse autorità istituzionali - anche il comandante della scuola - e religiose. Uno dei primi a baciargli la mano e' stato padre Quirino Salomone, oggi rettore della basilica di San Bernardino, fino a non molto tempo fa rettore alla basilica di Collemaggio. Tra i due c'e' stato un veloce scambio di battute.

ORE 12.50 RINGRAZIA LE AUTORITA'

Il papa dice grazie ed esprime «apprezzamento» per quanto è stato fatto, e fatto «con amore» per le popolazioni vittime del terremoto.
Lo ha detto davanti alla Scuola della Guardia di Finanza di Coppito, spiegando che la «accoglienza» ricevuta oggi lo «commuove profondamente». «Nominare tutti quanti hanno lavorato in questa sciagura, - ha detto dopo aver citato le autorità civili e militari, la Protezione civile, Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Squadre di soccorso, volontari, autorità civili, - sarebbe difficile, ma a ciascuno vorrei far giungere una speciale parola di apprezzamento. Grazie di ciò che avete fatto e soprattutto dell'amore con cui lo avete fatto. Grazie dell'esempio che avete dato».

12.56 MOLINARI:«LE BUONE INTENZIONI DIVENTINO SUBITO REALTA'»

«Gli interessi di parte non intralcino la ricostruzione e le sincere promesse dei politici e delle istituzioni diventino realtà e progetto nel dopo-terremoto».
E' l'auspicio dell'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari, espresso nel saluto al papa. Mons. Molinari ha ringraziato per la vicinanza del papa e ha parlato della voglia della gente di «rinascere da questa tragedia», ha ringraziato per la «vicinanza« mostrata dal papa già durante i funerali e poi con gli aiuti concreti forniti, tra cui il regalo di uova di Pasqua ai bambini.
«Ci auguriamo», ha poi detto, «che questa terra possa risorgere presto dalle macerie del terremoto, ringraziamo i rappresentanti delle istituzioni che ci hanno mostrato tanta solidarietà e fatto promesse sincere; questa solidarietà - ha proseguito - possa continuare nel tempo e non si infranga in interessi di parte che contrastino l'opera di ricostruzione».
Non dobbiamo solo, ha affermato mons. Molinari,«guardare le responsabilità del passato ma sollecitare le responsabilità per il presente. La ricostruzione dell'Aquila - ha detto - o ci sarà subito o non ci sarà più. Che la nostra città risorga presto, - ha concluso - con il contributo di tutti, rispettando le competenze di tutti, senza cedere alla più piccola forma di ostruzionismo».

ORE 13.01 PAPA:«HO NEL CUORE TUTTE LE VITTIME»

«Ho nel cuore tutte le vittime della catastrofe, bambini, giovani, adulti, anziani, sia abruzzesi che di altre regioni d'Italia e di altre nazioni. Ho toccato con mano il cuore ferito di questa città. E' stato assai toccante pregare davanti alla Casa dello studente, dove non poche giovani vite sono state stroncate dalla violenza del sisma».
Il papa ha raccontato le proprie emozioni ed espresso il proprio «omaggio» a vittime e soccorritori del terremoto, parlando davanti alla Scuola della Guardia di Finanza di Coppito.
«Attraversando la città - ha detto - mi sono reso ancor più conto di quanto gravi siano state le conseguenze del terremoto».

ORE 13.10 PAPA:«LA CHIESA E' CON VOI»

Benedetto XVI a Coppito ribadisce l'invito alle popolazioni terremotate a «non cedere allo scoraggiamento», e assicura la costante vicinanza della Chiesa,.
Il papa cita il motto della Guardia di Finanza 'Nec Recisa Recedit', (neanche spezzata retrocede), che campeggia sulla facciata della Scuola di Coppito trasformata in quartier generale dei soccorsi e davanti alla quale si era svolto anche il funerale delle vittime, alla presenza del segretario di Stato, card.Tarcisio Bertone.
«Una frase che - ha detto il pontefice - sembra bene esprimere quella che il Sindaco ha definito la ferma intenzione di ricostruire la città con la costanza caratteristica di voi abruzzesi. Come comunità cristiana - ha poi proseguito - costituiamo un solo corpo spirituale, e se una parte soffre, tutte le altre parti soffrono con lei; e se una parte si sforza di risollevarsi, tutte partecipano al suo sforzo».
Il papa ha poi evidenziato le manifestazioni di solidarietà giunte, fra gli altri, da «numerose alte personalità delle Chiese Ortodosse», le quali - ha detto - «mi hanno scritto per assicurare la loro preghiera e vicinanza spirituale, inviando anche aiuti economici».

ORE 13.15 PAPA:« ORA SERVE UN SERIO ESAME DI COSCIENZA»

Dopo quanto accaduto in Abruzzo, la comunità civile deve fare «un serio esame di coscienza, affinché il livello delle responsabilità, in ogni momento, mai venga meno», ha detto il papa.
«A questa condizione - ha poi aggiunto - L'Aquila, anche se ferita, potrà tornare a volare».
«Il tragico evento del terremoto - ha detto il papa - invita la comunità civile e la Chiesa a una profonda riflessione. Come cristiani dobbiamo chiederci: 'Che cosa vuole dirci il Signore attraverso questo triste evento?'. Abbiamo vissuto la Pasqua confrontandoci con questo trauma, interrogando la Parola di Dio e ricevendone nuova luce. Abbiamo celebrato la morte e la risurrezione di Cristo portando nella mente e nel cuore il vostro dolore, pregando perché non venisse meno nelle persone colpite la fiducia in Dio e la speranza. Ma anche come Comunità civile - ha insistito - occorre fare un serio esame di coscienza, affinché il livello delle responsabilità, in ogni momento, mai venga meno. A questa condizione, L'Aquila, anche se ferita, potrà tornare a volare».