Le «criticità strutturali» della casa dello studente certificate dalla Regione

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La Casa dello Studente, la Prefettura erano edifici con «criticità strutturali». Lo dicono i dati del 2006 su 135 edifici che si trovano sul sito della Regione Abruzzo, sotto la voce Sistema Informativo Gestione Edifici e Opere Strategiche.


* LA LISTA DEI COSTI DEI 135 EDIFICI DA ADEGUARE



Questi dati sono stati resi pubblici il giorno seguente al sisma del 6 aprile ma inspiegabilmente irraggiungibili.
Da oggi sono tornati visibili e la regione spiega che il sito avrebbe avuto «problemi tecnici». Ma quello che si legge è sconcertante.
Perché secondo questa ricca relazione fatta tre anni fa da Abruzzo Engineering su richiesta della Protezione civile e dove si passano in rassegna alcuni dei palazzi più importanti della città, le «criticità strutturali» erano state messe nero su bianco.
E tra queste spiccano quelle della Casa dello Studente di via XX settembre, dove hanno perso la vita 8 studenti, e il palazzo della prefettura, crollato come un castello di sabbia e che non ha contato vittime solo perché il sisma è avvenuto di notte.
Ecco cosa si legge nella scheda della residenza dei giovani studenti aquilani, che grazie a borse di studio potevano alloggiare nella struttura: 7 piani di cui 2 interrati, lo stato di manutenzione veniva ritenuto «buono» ma si segnalavano «criticità strutturali».
Ultimi interventi strutturale non ne erano registrati, nel palazzo finito di costruire nel 1970.
Nessuna altre indagine era stata effettuata sulla struttura che come spiega il rapporto, veniva utilizzata 12 mesi l'anno, da una media di 150 persone 24 ore su 24. Non si registravano eventi franosi.
Criticità strutturali anche al palazzo della prefettura, 3 piani totali ognuno di 5,8 metri di altezza. Lo stato della manutenzione era stato definito «scarso». L'edificio, progettato nel 1819, nel 1984 era stato oggetto di un nuovo intervento strutturale che a quanto pare non è stato sufficiente
Problemi anche al San Salvatore, inagibile fin dal giorno del sisma e controllato reparto per reparto dove sono state registrate criticità nelle strutture costruite a metà anni 70 come a quelle negli anni 80 e 90.
«Criticità» sono state segnalate nel 2006 anche alla Facoltà di Economia e Commercio di Piazza del Santuario, 4 piani costruiti nel 1960. Stato della manutenzione dichiarata «buona».
Altre criticità strutturali anche alla Facoltà di scienze motorie, ex Ompi, di via San Giacomo, un piano appena costruito nel 1969 con utenza media di 500 persone.
Stesso tipo di criticità anche per un edificio di via Assergi, 6: 2 piani di 4,5 metri ciascuno con stato di manutenzione «scarso», progettato nel 1400, così come nel Palazzo Camponeschi di piazza S. Margherita 2 dove c'è la Facoltà di Lettere.
6 i piani, edificio progettato e costruito nel 1700 ma con un «buono» stato di manutenzione.
Criticità strutturali anche per Palazzo Carli in piazza Riviera 1, crollato dopo il sisma: una struttura mista in muratura e cemento armato, costruito e progettato nel 1600, ristrutturato nel 1960 con una utenza media di 300 persone e aperto 12 mesi su 12. Stessi problemi alla Farmacia comunale Torrione in Viale De Gasperi, edificio progettato nel 1960 e terminato nel 1968, o al Teatro Stabile nella parte costruita in muratura in pietrame squadrato o con ricorsi in laterizio, costruita nel 1800 e ristrutturato nel 1990. Manutenzione giudicata «buona»
E anche il prefabbricato in cemento armato del terminal dell'Arpa di via Caldora, era stato censito: 4 piani di cui 2 interrati. Lo stato di manutenzione veniva definito «buono» per la struttura sorta intorno alla fine del 1980 e ristrutturato nel 2004 ma solite criticità.

SOLDI PER ADEGUAMENTI STRUTTURALI

Ci sarebbe voluta una montagna di soldi per adeguare strutturalmente i 135 edifici monitorati dalla protezione civile. Quasi 5 milioni di euro per il Teatro Stabile, 1.470.000 per la Casa dello Studente, 5.280.000 per Palazzo Carli, 841.500 per gli uffici regionali, quasi 14 milioni di euro per gli uffici del consiglio regionale, 1.566.000 per la Prefettura.
Per il municipio ne sarebbero serviti almeno 4 di milioni, e altri 3.223.440 per la sede decentrata di via Sassa e 3.749.760 per Palazzo Tosto, altra sede comunale in via Roma.
Non è esente dall'adeguamento strutturale nemmeno il campo sportivo Fattori di viale Gran Sasso, dove veniva indicata la cifra di 6 milioni di euro per l'adeguamento strutturale.
Per il palazzo ex Inam di via XX settembre servivano 7,8 milioni di euro e non ne sarebbero bastati 10 di milioni per le facoltà universitarie dislocate tra via Verdi, via San Giacomo, Via San Sisto, quelle di Monteluco di Roio, piazza del Santuario, via Vetoio.
Questi soldi sono stati previsti nei bilanci, sono stati stanziati? A che punto era l'iter per l'adeguamento strutturale?

Alessandra Lotti 30/04/2009 13.14