Cialente: «nessuna sede istituzionale verrà trasferita»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2467

IL PRIMO CONSIGLIO COMUNALE. L’AQUILA. Il Consiglio comunale si è riunito per la prima volta dopo il terremoto ieri pomeriggio. Per il sindaco «momento di dolore fortissimo» ma adesso «bisogna ripartire» * TRA GLI SFOLLATI 35 MILA PERSONE SENZA IDENTITÀ
Erano presenti il sottosegretario Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e la presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane.
Il presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti ha aperto la seduta chiedendo un minuto di raccoglimento in ricordo della terribile notte tra il 5 e il 6 aprile e delle vittime del sisma.
«Questo sisma- ha detto nel suo intervento il presidente Benedetti - ci ha reso più forti, benché duramente provati nella quotidianità e negli affetti. Ci ha portato via luoghi della nostra vita, della nostra infanzia, che ricostruiremo lì».
«Quel drammatico risveglio delle 3.32 – ha raccontato il sindaco Massimo Cialente – ha rappresentato la fine di sogni e progetti. Una ferita che resterà aperta, anche e soprattutto per la morte di tanti, troppi giovani, alcuni dei quali, studenti universitari, erano stati idealmente affidati dai genitori alla nostra città. Vorrei rivolgere un sentito ringraziamento – ha proseguito il primo cittadino - in primo luogo alla protezione civile, una macchina di cui il nostro paese può essere orgoglioso, che ha lavorato instancabilmente, unendo professionalità e sensibilità, e alla quale conferiremo la cittadinanza onoraria dell'Aquila. E, ancora, devo ringraziare i Vigili del Fuoco e tutti i sindaci dei Comuni della costa che hanno offerto accoglienza e ospitalità ai nostri concittadini con una generosità straordinaria».
Poi il sindaco Cialente ha fornito alcuni dati. «Attualmente all'Aquila e nei centri limitrofi si trovano 112 tendopoli in cui vengono assistite 39.600 persone. Sono 25 mila gli aquilani che si trovano sulla costa, altri 5 mila sono stati invece censiti nel Comune di Roma».
«Abbiamo avuto momenti dolorosissimi, – ha proseguito il sindaco – nessuno di noi dimenticherà mai il giorno delle esequie. Ora, però, è il momento di ripartire. Si tratta di una responsabilità di tutta la città, ma soprattutto di noi amministratori. Oggi le istituzioni “fisicamente” non ci sono più, non hanno più una sede».
Il crollo del palazzo della Prefettura per Cialente «è un simbolo». «Ma lo Stato è presente, con forza. Le risorse finanziarie ci sono. Per questa ragione una cosa voglio ribadirla con forza: nessuna sede istituzionale, nessun ufficio, nessuna istituzione deve essere trasferita».
Molto spesso negli anni passati, infatti, la città ha vissuto con l'incubo di vedersi scippata da Pescara il suo ruolo di capoluogo di regione e adesso proprio la centralità dell'Aquila viene rimarcata con forza.
Nella ricostruzione il sindaco ha detto di vedere come priorità l'ospedale, l'università e le scuole, solo 11 delle quali risultano attualmente agibili nel territorio comunale.
«Ci sono state delle responsabilità nei crolli, ma la nostra non è una città di cartone, come qualcuno l'ha descritta – ha detto ancora il primo cittadino- e ricordo che il 56 per cento delle abitazioni sono risultate agibili. Un ultimo ringraziamento – ha concluso Cialente – vorrei rivolgerlo alla macchina comunale, che ha funzionato anche nell'emergenza. Ci sono dipendenti comunali, dirigenti, funzionari, impiegati, tecnici, che dal 6 aprile non dormono più di tre o quattro ore a notte. Nell'emergenza drammatica che sta vivendo, questa città ha dato buona prova di sé».
Il presidente Chiodi ha sottolineato la necessità di avere in questa regione e in questa città un clima unitario: «oggi ci sono i soldi perché il governo ha fatto ciò che nessun governo aveva mai fatto prima. Ora la palla passa alla comunità».
Il sottosegretario Bertolaso ha parlato del dopo terremoto, chiarendo che i finanziamenti per la ricostruzione verranno assegnati ai cittadini per il tramite delle banche, nella massima trasparenza e con una procedura innovativa e priva di passaggi burocratici.
Nel frattempo si pensa di creare un villaggio temporaneo in legno, sul modello di quanto realizzato dopo il sisma del Molise, per dare ospitalità a quanti non potranno rientrare subito nelle loro case o le cui abitazioni sono andate completamente distrutte e dovranno essere ricostruite.
Bertolaso ha infine accennato al ruolo della Comunità europea, che fornirà aiuti per il patrimonio artistico, in quanto bene della collettività.
La presidente della Provincia Stefania Pezzopane ha sottolineato la mobilitazione di tutte le province italiane e sottolineato la necessità di garantire la ricostruzione nel pieno rispetto delle regole e della legalità. Un appello all'unità delle forze politiche è stato invece lanciato dal governatore Gianni Chiodi, che ha dichiarato di essere a disposizione della città dell'Aquila, «perché L'Aquila per i prossimi anni significherà Regione Abruzzo».
Tra gli interventi anche quello di Federica Tomassoni, portavoce del 'Comitato 3.32' formato da un gruppo di giovani studenti e professionisti che chiedono di essere coinvolti in maniera stabile alle prossime sedute del Consiglio. «Anche noi giovani - ha detto Federica, neo laureata in scienza politiche e in cerca di lavoro - abbiamo bisogno di essere coinvolti nella ricostruzione e di avere i nostri spazi».

24/04/2009 9.17


IL CALENDARIO DELLE VERIFICHE DELLE ABITAZIONI DAL 25 AL 29 APRILE



[pagebreak]

TRA GLI SFOLLATI 35 MILA PERSONE SENZA IDENTITÀ

L'AQUILA. 35 mila persone sono senza identità: hanno perso i documenti a causa della distruzione delle loro case. E si pensa a come superare anche questa emergenza.
I numeri li ha forniti la Consulta Protezione civile dell'Anci che ieri si è riunita nel capoluogo di regione. Come risolvere il problema? L'associazione sta pensando di organizzare un coordinamento di segretari comunali.
A un mese dalle elezioni Europee (che si svolgeranno anche in città e che per ovvie ragioni non sono state posticipate come le amministrative) inizia così la lunga corsa, anche perché bisogna predisporre le liste elettorali.
Ma ricostituzione dell'anagrafe sarà fondamentale anche nella seconda fase di gestione dell'emergenza, come ha spiegato il segretario generale dell'Anci, Angelo Rughetti.
L'Anci ha già messo a disposizione i primi sei segretari. Oltre alla ricostituzione dell'anagrafe gli altri impegni della Consulta sono ripristinare la funzionalità degli edifici pubblici e privati danneggiati dal sisma, ripristinare la funzionalità amministrativa all'interno dei Comuni colpiti e garantire la convivenza civile nei campi.
Per accelerare la revoca delle ordinanze di evacuazione fino a settembre, i comuni metteranno a disposizione i loro esperti per le verifiche edilizie. Saranno attivati infine presidi continui in tutte le tendopoli.
«Vogliamo favorire - ha spiegato Rughetti - una permanenza all'interno dei campi all'insegna della civile convivenza».
Critiche infine dall'Anci agli attuali criteri di valutazione dei danni, ritenuti troppo rigidi.
«Se sono giuste le rivendicazioni espresse dai sindaci esclusi in prima battuta dal riconoscimento dei danni economici subiti a causa del terremoto - ha continuato Rughetti -, le porteremo all'attenzione del commissario Bertolaso, dopo aver fatto le nostre puntuali verifiche con le squadre di tecnici comunali che abbiamo a disposizione».
Secondo Rughetti «non è corretto applicare un criterio rigido come quello della scala Mercalli, poiché anche l'effettiva entità dei danni subiti dovrebbe entrare nei criteri di valutazione».

24/04/2009 9.09