A Coppito la protesta dei Comuni esclusi dal decreto Bertolaso

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Manifestazione di protesta oggi organizzata dai comuni aquilani esclusi dal decreto per gli interventi legati ai danni causati dal terremoto. * IN ITALIA 85 OSPEDALI E 10,8 MLN DI CASE IN ZONA SISMICA 1
Chi non è stato inserito nel decreto vuole che si corri ai ripari al più presto.
Nel decreto Bertolaso, che contiene un elenco di una cinquantina di comuni colpiti dal sisma del 6 aprile, non sono contemplati alcuni comuni fra cui Sulmona, Montereale e Capitignano e altri dell'Alta Valle dell'Aterno, nonostante abbiano subito danni.
Così questa mattina i rappresentanti dei comuni, che comprendono quasi una quarantina di frazioni, si sono dati appuntamento alle 11,30 in località Cermone.


Visualizza ABRUZZO. ELENCO COMUNI TERREMOTATI (decreto Bertolaso) in una mappa di dimensioni maggiori

Da qui i manifestanti raggiungeranno a piedi o con mezzi propri la caserma della Guardia di Finanza di Coppito, dove alle 9,30 è in programma il Consiglio dei Ministri, per essere ricevuti dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.
Nei giorni scorsi lo stesso Bertolaso aveva parlato di un ampliamento «parziale» della lista, precisando che sarà una commissione di esperti a valutare l'inserimento dei comuni rimasti esclusi, in base alle documentazioni raccolte dagli stessi comuni.
Quindi se la lista verrà in parte rivista è anche vero che i criteri per rientrare tra i fortunati-sfortunati saranno rigidi.
C'è da giurare che ci saranno malumori.
«E' una cosa inaccettabile», aveva detto nei giorni scorsi il sindaco di Pratola Peligna, Antonio De Crescentiis, dopo aver scoperto che il suo comune era fuori dalla lista.
«Siamo consapevoli che ci sono zone che sono state più colpite della nostra, ma come si fa a dire, che non abbiamo subito danni materiali quando ho un distretto sanitario chiuso perché inagibile, la maggior parte delle chiese chiuse e un santuario, quello della Madonna della Libera che ha subito danni ingenti, tanto che per la prima volta abbiamo dovuto annullare i festeggiamenti della Madonna».

E LA PROVINCIA DI CHIETI FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE



Presieduta dal sindaco di Ortona Nicola Fratino e dal responsabile regionale della Protezione Civile Lorenzo Alessandrini, si è tenuta ieri mattina ad Ortona, nei locali della sala Eden, una importante riunione del coordinamento dei sindaci della Provincia di Chieti che ospitano da diversi giorni i cittadini della Provincia dell'Aquila.
«Al momento la fase uno si può considerare finita – ha detto Lorenzo Alessandrini – dal momento che il numero degli sfollati che attualmente alloggiano sulla fascia costiera della nostra Regione si è stabilito sulle 27 mila unità».
Nella provincia di Chieti sono 3.046 gli sfollati ospitati in 109 alberghi.
«Adesso – ha dichiarato il vice sindaco Nicola Del Prete – per la seconda fase, come Comune di Vasto e seguendo le indicazioni del Governo Centrale, ci stiamo attivando per reperire gli alloggi che serviranno in modo particolare alle famiglie numerose. Proprio nei giorni scorsi abbiamo avuto a Palazzo di Città un incontro con i titolari di tutte le agenzie immobiliari per fare il punto della situazione sul numero degli alloggi disponibili. Nelle prossime ore un Decreto Legge darà anche delle indicazioni precise su quelle che saranno le modalità di pagamento. E' molto probabile, alla luce delle notizie in nostro possesso, che lo Stato si prenda carico anche dei consumi».
Ieri mattina, al termine della riunione, Nicola Del Prete ha fatto il punto della situazione anche per quanto riguarda l'inserimento scolastico dei ragazzi terremotati, inserimento coordinato dagli assessori comunali Lina Marchesani e Nicola Tiberio.
Ad oggi 20 bambini sono stati inseriti negli asili nido pubblici e privati e 15 nella scuola infanzia solo nel Comune di Vasto.
Tutti possono usufruire del servizio mensa. 51, poi, sono stati inseriti nelle scuole elementari, 20 nelle medie e 28 negli istituti superiori.


23/04/2009 8.54

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IN ITALIA 85 OSPEDALI E 10,8 MLN DI CASE IN ZONA SISMICA 1

ROMA. In Italia 85 tra ospedali e case di cura sono ubicati in zona sismica 1, ossia ad alto rischio sismico.
E' quanto emerge da un dossier sul rischio sismico realizzato dall'Isat, l'Istituto per le scelte ambientali e tecnologiche reso noto durante un convegno organizzato dagli Amici della Terra.
Su un totale di 957 ospedali pubblici e 613 case di cura private (dati ministero Sanità 2008), «45 ospedali e 40 case di cura ricadono in zona sismica di prima categoria - si legge nell'indagine -. Altri 272 ospedali pubblici e 187 case di cura private sono localizzati in zone sismiche di seconda categoria».
Lo studio, che prende in esame diverse tipologie di edifici, é stato elaborato su dati provenienti tra l'altro dalla Protezione Civile, dall'Istat e dal Censis.
Per quanto riguarda le case, dallo studio emerge che nelle zone sismiche 1 e 2, le più pericolose, sono ubicate circa 10,8 milioni di abitazioni.
Di queste, 3,8 milioni sono edifici ad alto e medio grado di vulnerabilità.
Nelle stesse zone vivono circa 23,8 milioni di persone. Per dare un'idea della particolare vulnerabilità del territorio italiano, anche dal punto di vista artistico e architettonico, lo studio riporta, poi, un censimento del patrimonio italiano.
La lista enumera 4.150 musei (402 statali), 2.100 tra siti e monumenti archeologici, 85 mila chiese e cappelle soggette a tutela, 1.500 conventi, 6.000 biblioteche, 30 mila archivi, 4.000 giardini storici, 40 mila dimore storiche, 20 mila rocche e castelli.
Migliaia sono poi i centri storici di grande valore storico-culturale, che per la loro tipologia costruttiva sono più esposti alle conseguenze di un terremoto.
Dalla ricerca emerge che in Italia si contano 900 centri storici importanti a cui si aggiungono 6.850 centri storici minori e 15 mila nuclei abitati storici tra borghi, frazioni, insediamenti religiosi e militari.
Per quanto riguarda l'epoca di fondazione, circa il 30% risale a epoca romana o pre-romana, oltre il 50% al medioevo e il restante 20% al Rinascimento o a epoche successive.
Non solo: in Italia ci sono 40 città e siti considerati patrimonio dell'umanità dall'Unesco: 14 sono in zona sismica di seconda categoria, uno in zona di categoria 1.

23/04/2009 8.52